Lo stupro delle coste italiane. Un business di pochi a danno di tutti

Festeggiamo questo 1° luglio 2010, piena estate, con un post in tema: lo stupro delle coste balneari italiane. L’altro ieri, 29 giugno, è stata presentata a Venezia l’edizione 2010 di Mare Nostrum, dossier sullo stato delle coste italiane di Legambiente. Vi riporto qualche dato (leggi articolo completo).

Cattiva depurazione, inquinamento e cemento abusivo sono i mali endemici del mare italiano, che niente e nessuno sembra poter scalfire. L’abusivismo edilizio cresce del 7,6% rispetto all’anno precedente e l’inquinamento derivante da scarichi fognari illegali, cattiva depurazione e inquinamento da idrocarburi addirittura del 45%.  Sempre in testa nella classifica delle illegalità le regioni a tradizionale presenza mafiosa, dov’è stato accertato il 59% del totale dei reati (a fronte del 55,5% del 2008).

Ogni anno migliaia di esemplari tra tartarughe, piccoli delfini, capodogli o balenottere trovano la morte per soffocamento in reti killer non selettive che dovrebbero già essere state distrutte grazie ai milioni di euro spesi dall’Ue per indennizzare i pescatori proprietari.

Numeri imbarazzanti per il settimo Paese piu’ industrializzato al mondo sono anche quelli sugli scarichi civili non depurati: il 30% degli italiani “pari a 18 milioni di cittadini” non e’ servito da un impianto di depurazione.

Per quanto riguarda le fognature, solo la Lombardia supera il 90% di copertura della popolazione, fanalino di coda la Sardegna e la Liguria con il 75%. Le 15 regioni costiere sono tutte sotto il 90%. Ma i problemi principali riguardano il servizio di depurazione. A causa di questi numeri, l’Italia ha in corso una procedura d’infrazione europea per il mancato trattamento delle acque reflue in ben 178 comuni italiani di dimensioni medio-grandi.

In mezzo a tutto questo ben di Dio, orgoglio della nostra italietta, la più grande operazione di speculazione edilizia e immobiliare degli ultimi decenni: con il decreto legislativo n.196 della legge 5 maggio 209 sul federalismo demaniale aree balneari, superfici agricole, sorgenti di acque minerali e termali, potranno essere vendute a privati.

Ci sono gli isolotti in prossimità di Caprera ma anche l’isola di Santo Stefano vicino a Ventotene, ceduta ’pezzo per pezzò dall’ex carcere all’attracco agli arenili; poi diversi terreni e fabbricati nell’isola di Palmaria vicino a Portovenere. Ma c’è anche un pezzo di spiaggia a Sapri come la ’spiaggia del lago di Comò di manzoniana memoria a Lecco.

La crisi ed il federalismo come opportunità, dei soliti, di aumentare il processo di privatizzazione e cementificazione delle spiagge italiane. Sentiti complimenti!

Come se non bastasse, mentre il mondo si dirige verso le energie pulite e persino la Danimarca procuce quantità significative con il solare, l’Italia investe sul nucleare e decide di aprire 8/10 centrali lungo lo stivale, ovviamente contro la volontà dei cittadini che già si espressero in un referendum nazionale, prendendo in considerazione aree come il Chianti, l’arcipelago toscano, le isole Tremiti, ecc… e per di più acquistando tecnologie nucleari obsolete (centrali in dismissione) dalla Francia, ma si sà… gran parte del debito pubblico italiano è coperto da Francia e Cina, quindi o bevi o affoghi… e con le acque inquinate che ci ritroviamo non è affatto salutare!
O meglio, sarebbe forse più dignitoso affogare che non bere ;o)

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2 commenti a Lo stupro delle coste italiane. Un business di pochi a danno di tutti

  1. Paola dice:

    Mi sembra che in Italia nessuno venga più ascoltato: il volere di noi cittadini non ha valore. Non voglio essere pessimista, ma solo evidenziare il fatto che è difficile sapere cosa fare quando si è ignorati completamente e ripetutamente… gli unici a non essere ignorati sono le povere persone che compiono atti estremi contro i politici (per rimanere sul vago)… A chi sta “gestendo” l’Italia non importa delle persone, figuriamoci degli animali e della natura!

  2. grazie per l’articolo , veramente interessante e informativo.hai considerato l’aggiunta di video nei tuoi post ?