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  1. caro collega, caro Nicola
    premesso il massimo rispetto per il lavoro che stai facendo e che ammiro molto,
    ho cominciato a leggere il link da te pubblicato rispetto alla lombardia (quello nazionale non trovo il link)
    in particolare mi sono concentrato sul punto 3 (gli atti tipici) e a parte la delusione perché ancora una volta non credo sia sufficientemente esaustiva: troppo generico affermare

    “Il colloquio clinico è definito da un setting, da una teoria, da un obiettivo, da una serie di
    strumenti che vengono utilizzati e da un contesto: quando una o più di queste caratteristiche
    vengono a mancare, probabilmente la tipologia di colloquio appartiene ai molti altri “colloqui”
    possibili in ambito personale e anche professionale”.

    mi sembra chiaro che in mezzo ci entra davvero di tutto.

    ma la mia attenzione (sarebbe meglio dire indignazione) va alle premesse dello stesso punto 3, premesse che riporto

    “Esiste una corposa tradizione che da Descartes in poi definisce l’oggetto della psicologia
    identificandolo con la psiche umana in contrapposizione alle professioni della salute del
    corpo fisico, che hanno a che fare con il somatico, in primis la medicina.”

    e più avanti

    “Premesso che il campo di azione dello psicologo ha a che fare con la res cogitans cartesiana…”

    ma dico, siamo impazziti? noi basiamo la nostra professione su un’astrazione??? su un concetto che ormai è dimostrato in tutte le salse essere falso e fuorviante?
    ma perchè non chiediamo ai geologi di basare le loro teorie e pratiche sulla tradizione millenaria della Terra piatta allora!?

    partire dal concetto di res cogitas è quantomeno scandaloso

    pensare che chi debba tutelare una professione si appelli a tradizioni e false credenze mi inorridisce parecchio.

    ciao ora proseguo con la lettura sperando di non incontrare altri strafalcioni del genere.

  2. Ma una volta che questo documento è stato pubblicato, le conseguenze effettive quali saranno?
    Non so se uso le parole giuste, provo a spiegarmi: è semplicemente un parere che esprime l’ordine in merito a questa vecchia ma fondamentale questione o dal punto di vista applicativo è un documento cui poter fare efficacemente riferimento?

    Semplificando: se io denuncio quella couselor che lavora nello studio della mia dietologa che scrive di occuparsi di attacchi di panico, ansia, depressione, disturbi alimentari, devianza, tossicodipendenza, questo è un documento a cui poter fare riferimento nella denuncia??