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16 commenti a Panel sul comportamento di acquisto di servizi psicologici

  1. Luigi D'Elia dice:

    Conoscere il comportamento d’acquisto è oggi molto più che un’opzione possibile, significa essere al centro dei processi simbolici e sociali (oltre che economici naturalmente).
    Ma studiarli non significa sempre accettarli così come sono, soprattutto laddove l’impulsività sembra essere diventato l’ingrediente essenziale dell’attuale sistema economico.
    Ci si ritrova perciò nel curioso paradosso (difficilmente ditricabile) per il quale nel momento stesso in cui si conosce il comportamento di acquisto lo si approva in qualche misura nella versione contemporanea. Lo psicologo però dovrebbe possedere una risorsa in più che è quella della riflessione sulla domanda (o analisi della domanda) che in teoria dovrebbe consentirgli di rileggerla e riconfigurarla.
    Il fatto è – e questa è la mia opinione – che gli psicologi si sentono ingiustificatamente superiori a questo genere di riflessioni che tu proponi, forse proprio per non incorrere nel paradosso qui accennato e per non sentirsi perciò dei “venditori”, ruolo questo che male si concilia con l’immagine idelizzata del professionista della psiche, nella sua torre eburnea, e per questo motivo prolificano nell’area della domanda impulsiva (ed anche della risposta impulsiva) tutte quelle pseudo professioni che si fanno meno pippe e meno scrupoli di noi e corrispondono mercantilmente alla domanda sociale di interventi “smart” e “light”.
    La soluzione non è dunque assomigliare a costoro abbassando gli scrupoli (tentazione diffusissima tra i colleghi), ma casomai alzando il piano della ricerca e della raffinatezza della nostra analisi del problema.

  2. raffaele dice:

    ottima iniziativa, abbiamo bisogno di dati, sui quali orientare poi la nostra attività, per migliorarla, renderla più aderente alle richieste del mercato…

  3. Stefano dice:

    Assolutamente fondamentale sapere il canale di arrivo di un cliente.
    L’unico appunto è che tali informazioni generalmente dovrebbero essere patrimonio di ogni professionista.
    Quasi empre per poter fare una buona analisi della domanda divente fondamentale acquisire queste semplici informazioni di contesto.
    Pertanto si tratterebbe solamente di raccogliere un lavoro già fatto.
    Ciao a tutti

  4. francesco dice:

    bellissimo suggerimento e ottima iniziativa, nel lazio siete uno step più avanti di noi lombardi

  5. francesco dice:

    Ecco le cifre dei miei ultimi 7 pazienti

    1) Internet 4 Medico di base 1 Colleghi 2

    2) Vicinanza 7 (paesi limitrofi o stesso paese)

    3) Prosegui trattamento: Clima di fiducia, buona definizione di regole e del tipo di lavoro da fare nelle prime sedute, buona relazione (7)

  6. francesco dice:

    ok? Così puoi portare un’analisi cross-culturale….diciamo interregionale.
    Se necessitate di ulteriori info o commenti c’è lamia mail o il mio indirizzo facebook, per ulteriori interscambi relativi alla professione, ricerche,statistiche, perchè no – lavoro

    Francesco Porta
    via Petrarca 9
    20010 Vittuone – Milano 3472509217

  7. Nicola dice:

    vi ringrazio per questi commenti… sicuramente è preziosa l’analisi della domanda (che comunque puoi fare quando hai però stabilito una relazione), sicuramente ciascun professionista già li possiede (ma comunque nessuno li ha aggregati e sistematizzati a vantaggio della comunità professionale), sicuramente sono utili tutti gli spunti e le riflessioni, ma un ringraziamento particolare va a Francesco che per primo ha cominciato – in modo CONCRETO ed OPERATIVO – a rispondere all’invito fatto, portando numeri e dati precisi. Possiamo seguire su questa strada e vedere che ne esce?

    buona vita
    nicola :o )

  8. Luigi D'Elia dice:

    Ultimi 11 pazienti (10 mesi): colleghi (medici e psicologi) 6, passaparola tra pazienti 4, internet 1.

    Dropout 1, trattamento medio-lungo 5 (in corso), trattamento breve-focale 5 (conclusi).

  9. Salvatore dice:

    Non dimentichiamo la domanda

    # disponeva di più alternative di scelta? ed in caso affermativo quali gli elementi che lo hanno spinto a scegliere proprio voi?

    E’ questa a mio avviso la chiave dell’uovo di pandora, capire perchè mi ha scelto per poi puntare sul “mio fattore di successo”

  10. Gianna Porri dice:

    I miei ultimi 8 pazienti, da parte pazienti in cura 5, ginecologa 2, amici 1.
    Di solito sono arrivati dopo aver provato di tutto e piuttosto sfiduciati, sono stati sorpresi dei progressi fatti, il fattore decisionale credo sia stata la prova della riusciata con altri pazienti, andavano sul sicuro…….
    Gianna Porri

  11. Apprezzo sempre la tua idea moderna di trattare la professione di psicologo come una professione, con un mercato e tutto il resto e condivido anche la necessità di conoscere meglio il mercato della psicologia e i comportamenti d’aquisto dei servizi psicologici, ma solo se questo è finalizzato, come credo, a comprendere poi come stimolare la domanda di psicologia in aree innovative.
    Conoscere il comportamento d’acquisto in Italia credo che oggi non sia difficile, visto che siamo fermi su comportamenti molto tradizionali.
    Il mercato psicologico in Italia è stagnante, perchè la figura dello psicologo è relegata (e gli psicologi stessi si relegano) in ruoli molto tradizionali. Per me il modello sono gli Stati Uniti, dove lo psicologo ha un ruolo sociale importante e viene consultata per esprimersi su questioni di rilevanza non solo per il singolo ma per la collettività.
    Qui, mi pare, comportamenti d’acquisto proprio non se ne vedono. E la responsabilità, secondo me, è nostra.

  12. Io lavoro prevalentemente come psicologo giuridico e i canali sono i più tradizionali: tutti i clienti mi arrivano da avvocati e medici-legali.

  13. Pingback: Italiani, Internet e la ricerca di informazioni sulla salute | Nicola Piccinini

  14. Lucia Mezzalana dice:

    penso che in una società, nella quale sia leggittimata molta della comune sintomatologia, è ovvio che la psicologia sia allineata al sistema e perda la sua forza di contrasto. Senza dimenticare che si sottovalutano i nuovi contenitori di disagio, offerti dalla simbiosi elettronica, in un periodo nel quale sempre più vengono a mancare reali spazi fisici d’incontro, favorendo l’isolamento delle persone. La psicoterapia, infatti, altro non è che una forma sui generis di relazione.

  15. Gianna Porri dice:

    Essendo io un’analista che ha fatto molti tirocini in Ospedali, anche Psichiatrici, i primi pazienti sono arrivati perchè mi hanno conosciuto quando facevo Terapie Gratuite a S, Maria della pietà in Roma e un pò me li mandavano medici, amici insomma persone che garantivano per me. Una buona fonte sono i pazienti soddisfatti che ti mandano altri pazienti. Oggi però con Internet hanno una scelta vastissima e ci scelgono come i vestiti, il negozio che costa meno ed è più vicino, chiamate tante, ma poi ti richiamano dicendo che hanno trovato un’analista che fa la didattica a 40 euro e non è possibile, ma tanto loro non capiscono già cos’è uno psicologo, un’analista poi, razza a parte. Turri arrivano dicendo che hanno fatto un analisi e sono stati da uno psichiatra, o hanno fatto PNL, ecc…. per loro è tutto analisi. Io non voglio fare la vecchietta che “Era meglio prima” però è vero che noi eravamolto controllati w perdevi il paziente piuttosto che abbassare l’onorario!!! Oggi primo colloquio gratis, ma de che?? Io faccio 3 sedute diagnostiche e costano più dell’analisi. Purtroppo i giovani paghewrebbero i pazienti pur di lavorare….non c’è lotta. Per me questa professione è inflazionata, finita e ad opera degli stessi Psicologi, provate ad andare dagli avvocati e chiedete se vi fanno uno sconto, o da un dentista o da qualunque medico. Se noi per primi ci comportiamo in modo da far capire che valiamo poco, saremmo sempre considerati meno e meno.

    Dr, Gianna Porri
    Psicoanalista

  16. Gianna,
    condivido in gran parte ciò che dici, tuttavia mi è capitato di rivolgermi a giovani avvocati per piccole cose e riuscire ad avere piccoli costi ;)

    tutte le professioni soffrono di un eccesso di offerta rispetto alla domanda, chi più chi meno… e della relativa cannibalizzazione sul prezzo

    se questa è una realtà condivisibile, allora diviene necessariamente importante:
    - rimodulare la propria offerta
    - specializzarsi su nicchi per divenire più efficaci e generare anche economie di scale
    - mettersi in corsa rispetto ai nuovi luoghi e modi per entrare in relazione con i segmenti di clienti desiderati

    questo ed altro… se ci attiviamo in tal senso riusciremo, per lo meno, ad aumentare le possibilità di successo rispetto alla concorrenza… ed anche a non falcidiare il nostro onorario combattendo esclusivamente sul prezzo ;o)

    ciuz
    nicola