Lo Psicologo per le cure del cancro negli anziani

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Un maggior numero di psicologi, geriatri e medici di medicina generale è la soluzione per una migliore cura dei tumori.

Questa la posizione espressa dai ricercatori Carolyn Payne della Northwestern University, Illinois, e da William Dale dell’Università di Chicago  sulla rivista Health Affairs.

Secondo un rapporto (scarica PDF) diffuso nel 2013 dall’Institute of Medicine, le cure oncologiche negli Stati Uniti sono minacciate dai costi delle terapie e dal crescente numero di casi di cancro dovuto al progressivo invecchiamento della popolazione.

Payne e Dale sostengono quindi la necessità di “un cambiamento che superi l’aggressività dei trattamenti in favore del benessere generale del paziente. «In realtà, la crisi dipende molto dalla convinzione che tutti i tumori vadano trattati in modo aggressivo, indipendentemente dall’età del paziente, dal suo stato di salute e dalle patologie concomitanti» affermano i ricercatori.

Secondo Payne e Dale le persone sono sempre più preoccupate del loro stato generale di salute che non di una sola malattia, specie i più anziani. «Per questo i medici dovrebbero concentrarsi meno sul trattamento del tumore e più su altri aspetti della salute, come il benessere generale» spiegano gli autori pensando agli ultrasessantacinquenni, che sono il 60% dei nuovi casi di cancro, e la metà dei superstiti di diagnosi pregresse.

Le teorie dei ricercatori trovano supporto nei dati del National social life, health, and aging project (Nshap), un progetto finanziato tra il 2005 e il 2006 dai National Institutes of health cui hanno preso parte 3.005 uomini e donne fra 57 e 85 anni. Tutti sono stati intervistati circa la salute, la situazione finanziaria, le relazioni sociali e lo stato mentale, e per ognuno di loro i ricercatori hanno misurato 50 indicatori, quali la presenza di un tumore, la pressione arteriosa, la depressione, e la funzione fisica, per produrre un indice di benessere generale.

Una delle scoperte più interessanti è stata che altri fattori, per esempio una frattura dopo i 45 anni, la fragilità, il diabete o la depressione erano ritenuti dai partecipanti molto più importanti del cancro nel ridurre lo stato di salute

La soluzione? Una riconcettualizzazione della salute che riconsideri le malattie di ogni paziente alla luce della sua salute generale, del suo modo di essere e di pensare, della situazione finanziaria e del supporto sociale.

Fonti:

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