Diabete e decadimento cognitivo

0
3891

Esiste una stretta correlazione tra decadimento cognitivo e scarso controllo glicemico nelle persone con diabete tipo 2.

Questo in estrema sintesi l’esito dello studio “Diabetes in Midlife and Cognitive Change Over 20 Years: A Cohort Study“, condotto presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, coordinato dall’epidemiologa Elizabeth Selvin e basato sui dati dello studio  Aric,  Atherosclerosis risk in communities, iniziato negli Stati Uniti nel 1987, con il coinvolgimento di un gruppo di 15.792 persone.

I diabetici di mezza età – secondo lo studio – avrebbero maggiori probabilità di sviluppare significativi disturbi di memoria e consistenti deficit della sfera cognitiva nei vent’anni successivi rispetto ai coetanei che hanno una glicemia normale.

Tale riduzione della capacità mnemonica riguardo a eventi e parole e della funzione esecutiva, ovvero della capacità di governare i processi cognitivi, è strettamente legata a una progressiva perdita di capacità mentali che può farsi talmente grave da interferire con lo svolgimento della vita quotidiana di una persona, fino alla demenza conclamata.

Ebbene, stando ai risultati dello studio, il tasso di declino mnemonico e cerebrale nei diabetici con glicemia scarsamente controllata sarebbe del 19% maggiore di quanto si è osservato nei pazienti con diabete in buon controllo metabolico e nel pre-diabete.

Conclude Elizabet Selvin:

[well]Se saremo in grado di prevenire il diabete, potremo in molti casi prevenire anche la progressione verso la demenza, migliorando non solo la qualità della vita di tante persone e dei loro familiari, ma riducendo anche i costi di assistenza sanitaria[/well]

Come riportato nel post “Lo Psicologo a sostegno dell’adherence del paziente diabeticonel Lazio si stimano 340.000 casi prevalenti di diabete mellito tipo 2. Moltiplicando i 340.000 diabetici per i 3899€ di spesa annua si genera un costo per il SSN regionale Lazio pari a 1.325.660.000€. Di questi – su stima nazionale – il 95% sono legati a gestione complicanze e comorbidità!

Il sostegno psicologico ad una migliore adherence del paziente impatterebbe quindi sui costi direttamente legati al diabete tipo 2. Non solo, stando a questo studio, eviterebbe ulteriori costi indiretti legati a quella fetta di popolazione che a casua diabete andrà incontro a precoci stati di demenza e/o deficit cognitivi.

E su questo versante vi rimando al post “I costi dello Psicologo per intervenire sull’ansia e depressione dei familiari di persone con demenza. Una ricerca.”

Facebook Comments

.

Iscriviti alla Newsletter

Da anni invio periodicamente una newsletter gratuita contenente articoli di interesse sui temi del marketing dello psicologo, della politica professionale e della professione di Psicologo in genere. Per iscriverti compila questo modulo

Nome:

Email:

Professione:

Regione:

Cliccando sul bottone “ISCRIVIMI” dichiari di acconsentire all'invio di newsletter, in rispetto della normativa sulla Privacy.