Diabete e Psicologia. Parte la ricerca

Diabete e Psicologia. Parte la ricerca

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Ieri ho partecipato al Convegno di presentazione del Report 2014 dell’Italian Barometer Diabetes Observatory (http://www.ibdo.it/) Foundation, presso il Ministero della Salute. Annualmente l’IBDO presenta il Think Tank sul diabete, una fotografia piuttosto nitida sullo stato dell’arte, ad opera dei vari operatori sanitari coinvolti, e con il coinvolgimento di cittadini e politica. Molto, molto interessante!

Qui potete scaricare il pdf dell’Italian Diabetes Monitor Report 2014

Entro il 2030 il diabete passerà dall’undicesima alla settima causa di morte nel mondo mentre nei Paesi industrializzati sarà al quarto posto, dietro soltanto alle malattie cardiovascolari, alle malattie cerebrovascolari e ai tumori delle vie respiratorie.

In Italia circa 27mila persone nella fascia di età fra i 20 e i 79 anni muoiono ogni anno a causa del diabete, il che equivale a un decesso ogni 20 minuti, e si tratta comunque di un dato ampiamente sottostimato!

Recentemente, lo studio DAWN2 e lo studio BENCH-D hanno evidenziato elevati livelli di distress nelle persone con diabete e una quota tutt’altro che irrilevante con probabile depressione.

 

Lo studio DAWN2, attento anche alla prospettiva dei familiari delle persone con diabete e degli operatori sanitari, ha documentato elevati livelli di distress anche nel 51% dei familiari e frequente senso di frustrazione per non sapere come essere di supporto ai propri cari affetti dalla patologia. Il 69% degli operatori sanitari ha riferito di credere che sia necessario migliorare la loro preparazione per comunicare efficacemente e nel 51% dei casi vorrebbero ricevere maggiore formazione in questo ambito.

Lo studio BENCH-D ha permesso di evidenziare che nei soggetti con livelli più elevati di HbA1c sono riscontrabili maggiore distress, maggiori barriere al trattamento, più bassi livelli di benessere psicologico, minori livelli di empowerment, minore soddisfazione per il trattamento e minore attitudine alla self-care (dieta, esercizio fisico, esame del piede, assunzione dei farmaci) e come la presenza concomitante di distress e probabile de pressione peggiori ulteriormente i profili clinici e la qualità di vita.

 

L’Ordine Psicologi Lazio sul Diabete

Come Ordine Psicologi Lazio abbiamo sottoscritto un protocollo con l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) Lazio per l’avvio di una ricerca tesa ad evidenziare l’impatto che l’intervento di sostegno psicologico genera su:

  • il livello di aderenza della persona con diabete al percorso terapeutico, e più in generale alle dimensioni di quality life,
  • e di conseguenza, come ciò genera un impatto economico favorevole per le amministrazioni.

I costi diretti del diabete assorbono circa un decimo delle risorse economiche del Fondo Nazionale Sanitario. Il 50/60% di questi costi sono generati da ricoveri ed ospedalizzazioni del paziente, causate da comorbidità e/o complicanze

costi-diabete-ibdo

 

E’ ragionevole ipotizzare che l’intervento psicologico, favorendo una maggior aderenza al percorso terapeutico abbatta il tasso di complicanze e – di conseguenza – i costi diretti ed indiretti generati.

Ieri vi erano tutte le apicalità e gli stakeholder che ruotano attorno all’universo Diabete. Diversi contributi hanno sottolineato l’importanza delle dimensioni psico-sociali nella gestione del diabete. Alcuni hanno affermato che il miglior risultato si ottiene all’interno di un lavoro di equipe in cui sia presente anche lo psicologo…

Insomma, la sensazione è che lo psicologo venga – giustamente – ingaggiato a livello di singolo professionista operatore (perché se ne apprezza il contributo), ma che poi non venga considerata la categoria professionale come “partner istituzionale” da far sedere a quei tavoli in modo simmetrico alle altre.

Il progetto che stiamo avviando mira proprio a valorizzare la funzione psicologica nel diabete, mettendo a sistema una rete di soggetti interessati, al fine di far riconoscere il RUOLO dello Psicologo, e non solo come singolo, quanto come Istituzione di categoria. In altre parole, ai prossimi report non sarebbe male se delle dimensioni psico-sociali associate al diabete vi fosse l’Ordine degli Psicologi a parlarne… e non per grazia ricevuta, ma perché ha creato su campo condizioni di accreditamento e valore  😉

In questo percorso che stiamo avviando, fondamentale sarà il contributo dei tanti colleghi competenti che già operano con professionalità e successo con persone diabetiche. Dobbiamo fare rete intracategoria, dobbiamo far emergere buone pratiche e modelli, dobbiamo mettere a condivisione network di contatti, dobbiamo assieme riuscire ad emergere come comunità professionale.

Queste almeno le sensazioni e lo stato dell’arte nel Lazio… felice di avere riscontri e riflessioni da parte di colleghi laziali e non che già operano in tale ambito 🙂

buona serata
Nicola Piccinini

 

 

 

 

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1 COMMENT

  1. Caro Nicola, sono pienamente d’accordo con te nella necessità di riconoscere il ruolo dello psicologo e della psicologia nella gestione di un paziente affetto da una patologia, quale il diabete, che è cronica e che, anche in virtù della cronicità, delinea una condizione di vita che richiede l’intervento psicologico al pari di quello medico. Un paziente cronico verosimilmente è un individuo il cui temperamento ha influenzato il suo stile di vita e la sua patologia. È importante quindi che venga considerata la personalità del paziente nel momento in cui gli vengono comunicate la terapia e le indicazioni funzionali a migliorare le sue condizioni di vita. Il paziente cronico è una persona che è stata costretta a fare propria l’accezione paziente, sia nel suo significato etimologico di patiens (participio presente di pati, soffrire, sopportare) sia in termini di condizione non temporanea, bensì definitiva. La cronicità di un disturbo è da considerarsi come un fattore con cui il paziente deve rapportarsi costantemente, che lo identifica e lo pone nella condizione di dovere imparare ad affrontare uno stato di salute che verosimilmente lo accompagnerà per un lungo periodo della sua esistenza, se non per tutta…

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