La Psicologia mondiale si è incontrata all’ECP a Milano. E gli psicologi italiani?

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Si è da poco chiuso l’ECP 2015, il XIV European Congress of Psychology di Milano che ospita (o dovrebbe ospitare) tutta la Psicologia e gli psicologi mondiali. Quest’anno poi, concomitanza EXPO, ancor maggiori erano le aspettative.

In copertina ho messo una foto scattata Mercoledì 8 Luglio, alle 10 e 5 di mattina. Tutti gli stand internazionali erano già vivi ed attivi, lo stand Italian Psychologists era vuoto, a quel momento non pervenuto…

Una cosa non banale, visto che è lo stand gestito dal nostro CNOP – Consiglio Nazionale Ordine Psicologi.

Verso metà mattina finalmente arriva il personale dipendente del CNOP a portare i materiali. Questa la testimonianza dei materiali esposti, raccolti a quel momento:

foto

  • il Codice Deontologico del CNOP
  • il block notes del CNOP
  • la penna del CNOP
  • la brochure dell’Ordine Lombardia
  • delle cartoline sugli stereotipi dello psicologo dell’Ordine Lombardia
  • altre cartoline con la Casa della Psicologia dell’Ordine Lombardia

c’erano poi dei pasticcini sul tavolo, come nelle migliori saghe cinematografiche sull’Italia che ti aspetti, ed ovviamente… perché siamo ad un Congresso INTERNAZIONALE tutti i materiali RIGOROSAMENTE IN ITALIANO

A mia opinione personale, che potrà non piacere ad alcuni ma che reputo legittima e comunicabile nel rispetto di tutti, mi attenderei una maggior cura e valorizzazione della Psicologia italiana dall’esecutivo del CNOP che ha organizzato questa presenza.

Ho vissuto come grave opportunità persa che la comunità italiana di oltre 90.000 psicologi fosse così presentata e rappresentata, di fronte ad una platea mondiale di psicologi.

Senza materiali adeguati, tutto in italiano, senza una opportuna accoglienza in lingua inglese. Una figura veramente che ritengo NON degna delle responsabilità di rappresentanza che si sono assunte di fronte ai colleghi.

Ed, più in generale, anche gli interventi di alcune apicalità del governo della professione sono stati fatti in italiano, SENZA TRADUZIONEEEEEE… cioè, il mio inglese non è il massimo e probabilmente non sarei in grado di tenere uno speech di buon profilo, ma proprio per tale ragione vedrei di avere almeno un traduttore se proprio dovessi farlo, e magari anche delle slide in lingua inglese… in italiano ad un congresso internazionale, con platea che si guarda perplessa, è eccessivamente surreale e svilente 😉

 

Chiudiamo poi con il convegno di Venerdì, fatto dal CNOP dentro gli spazi ECP

Questo il testo inviato dal CNOP a tutti i Presidenti del Nazionale:

ore 15.30 – 18.30, Università Bicocca, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Edificio U6, Aula U6-08. Tavola rotonda: “La Psicologia: quale creazione di valore per il Servizio Sanitario Nazionale?”

Questa la foto scattata alle 16,15

cnop4

 

Ebbene, erano passati già tre quarti d’ora dall’orario di inizio previsto e sembrava che nessuno si curasse di cominciare il Convegno a cui – per altro – partecipavano anche le Istituzioni.

Da lì a poco comincia, passano i vari interventi. Chiude il convegno ed il suo intervento la senatrice Grazia De Biasi, Presidente della Commissione salute del Senato, dicendo una cosa del tipo:

auspico che gli psicologi però la smettano di essere i primi a non valorizzarsi

Ecco… questa sarà stata evidentemente la sensazione della Senatrice dopo aver ascoltato alcuni interventi di luminari e luminosi colleghi… e – ve lo dico in sincerità – pure la mia sensazione!

Applausi a scena aperta della platea di psicologi.

Erano le 17,30. Il convegno chiude. Nessuno spazio per domande. Tutti a casa. Doveva durare tre ore, è durato poco più di un’ora e mezza.

Ora, io già so che alcuni colleghi – magari alcuni Presidenti che siedono in CNOP o alcuni organizzatori di questo ECP – si arrabbieranno leggendo questo post. Alcuni di questi diranno che è il solito Nicola Piccinini, buono solo a lamentarsi ed a “gettare fango“. Replicheranno che è stata invece una entusiasmante manifestazione, di successo planetario.

Punti di vista differenti, certamente entrambi rispettabili. Questa è la mia lettura e, credetemi, non sono uno cui piace adagiarsi sul lamento (chi segue le vicende OPLazio può avere maggiori elementi per dare sostegno a questa affermazione), però qui credo che il problema non è Piccinini che si lamenta sempre, quanto gli esecutivi che – ahimé – rendono doveroso parlare di queste loro inadeguate performance nella promozione della comunità degli psicologi italiani… in questo caso NEL MONDO!

Ci vediamo in Olanda, ad ECP2017, vedremo se li parlano solo in olandese 🙂

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