La psicoterapia non costa nulla perché si paga da sé

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La psicoterapia non costa nulla perché si paga da sé

La psicoterapia non costa nulla perché si paga da sé“, questa la conclusione a cui sono giunti i promotori di IAPT (Improved Access to Psychological Therapies), un progetto inglese – su cui sono stati stanziati 372 milioni di euro – finalizzato ad offrire trattamenti psicoterapeutici a cittadini con disturbi di tipo depressivo e ansioso.

Con estremo interesse vi riporto alcuni passaggi di questa iniziativa ripresi dall’articolo del collega Piero Porcelli, pubblicato a pagina 22 del Notiziario di Dicembre 2012 inviatoci dal Consiglio Nazionale Ordine Psicologi

L’OMS nel 2012 ha stimato che la depressione sarà la seconda causa di morte e disabilità nel2020, e la prima nel 2030. L’economista inglese Lord Richard Layard nel 2006 dimostrò, conti alla mano, che trattare la depressione dei cittadini inglesi con psicoterapia convenzionata sarebbe stata salutare non solo per le singole persone ma anche per le finanze del paese.

Il Governo inglese stanziò 372 milioni di euro per il triennio 2008/2011.

Si rilevò che, mediamente, una persona con depressione ha il 50% di disabilità in più rispetto a persone con patologie croniche come angina, artrite, asma o diabete. Disturbi psicopatologici impattano sino al 40% se in presenza di altre malattie mediche, ad esempio, per il diabete si calcola che uno stato di depressione fa aumentare del 50/75% la spesa sanitaria per paziente. Depressione ed ansia costituiscono circa la metà dei motivi di assenze dal lavoro nella popolazione under 65, hanno effetti simili a quelli del fumo sull’aspettativa di vita e maggiori di quelli dell’obesità.

Fino al 75% dei cittadini inglesi che si rivolgono al medico di base hanno dolori lombari, cefalee, intestino irritabile o altri sintomi di somatizzazione funzionale, mentre il 70/90% hanno disturbi depressivi benché si rivolgano al medico SOLO per sintomi fisici. Si stima che meno del 5% della popolazione con ansia e depressione riceve un trattamento psicoterapeutico adeguato (a fronte di un ampio uso di antidepressivi ed a fronte del dichiarato gradimento degli utenti verso la psicoterapia!).

I calcoli di Lord Layard sono sorprendenti!

Il costo di una psicoterapia per singolo cittadino è stimato sui 1000€, mentre allo stato – tra costi diretti e indiretti – si arriva ad uno costo di oltre 5800€. Questo il motivo per cui i promotori del progetto affermano che il trattamento di psicoterapia non costa nulla perché si paga da solo.

Al 2011, hanno ricevuto adeguato training 4000 psicoterapeuti ed è stato attivato il 98% de centri territoriali. Su 900.000 cittadini previsti, ne sono passati più di un milione (63% donne). Il 76% degli invii è stato effettuato su base volontaria dal cittadino stesso, a testimonianza dell’elevato bisogno sociale di psicoterapia. Per il 54% si è trattato di disturbi depressivi, per il 46% ansiosi. Il 44% ha ottenuto un successo pieno dell’intervento. 45.000 cittadini sono rientrati a lavoro dal periodo di malattia, di cui il 7% già dopo la prima seduta.

Sulla base di questi ottimi riscontri è stato preventivato l’impiego e la formazione di ulteriori 2000 psicoterapeuti nei prossimi 3 anni, e l’inizio di un programma IAPT per bambini.

Credo abbiate letto tutto d’un fiato questo breve estratto. Un programma rivoluzionario, visionario, lungimirante.

In Italia abbiamo tutt’altre condizioni, contesti e premesse di partenza (interne ed esterne alla nostra categoria).

Credo che lo spunto più interessante, o uno dei, sia quello di provare a ricondurre a numeri, a costi/benefici, l’esito del nostro intervento di psicologi. Soprattutto in un periodo di forte crisi economica, l’interlocutore vuole avere numeri che delineano un ritorno sull’investimento vantaggioso.

Al collega Piero Porcelli un ringraziamento per averci fatto fantasticare, anche solo per un attimo, ciò che potrebbe e dovrebbe essere anche qui da noi… con l’augurio che presto possa divenire realtà 🙂

Voi che ne dite?

Buona vita,
Nicola Piccinini

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1 COMMENT

    • Gentile Lisa, c’è anche da dire che in Inghilterra le tre figure che citi hanno ciascuna una ben precisa definizione di ruolo e funzione sociale riconosciuta. Non si confondono né accavallano. Pensa che, fuori dall’Italia, il counselor è molto vicino all’agire dello PSICOTERAPEUTA e NON dello psicologo 🙂
      In tale condizione è quindi possibile un coinvolgimento “multidisciplinare”. In Italia invece, soprattutto tra counselor e psicologo, c’è molta confusione ed indebito accavallamento… con tutto ciò che ne consegue…

    • Gentile Lisa, c’è anche da dire che in Inghilterra le tre figure che citi hanno ciascuna una ben precisa definizione di ruolo e funzione sociale riconosciuta. Non si confondono né accavallano. Pensa che, fuori dall’Italia, il counselor è molto vicino all’agire dello PSICOTERAPEUTA e NON dello psicologo 🙂
      In tale condizione è quindi possibile un coinvolgimento “multidisciplinare”. In Italia invece, soprattutto tra counselor e psicologo, c’è molta confusione ed indebito accavallamento… con tutto ciò che ne consegue…

  1. L’iniziativa è lodevole.
    Gli psicologi però dovrebbero interessarsi anche alle cause di questi fenomeni altrimenti fanno solo da tampone ad una società che insegue valori sempre più scatenanti la depressione e l’ansia.

  2. L’iniziativa è lodevole.
    Gli psicologi però dovrebbero interessarsi anche alle cause di questi fenomeni altrimenti fanno solo da tampone ad una società che insegue valori sempre più scatenanti la depressione e l’ansia.

  3. Da notare questo
    Towards the end of the first phase of the programme, the training programme was extended to include four new therapies that are recommended by NICE for depression (but not anxiety disorders): interpersonal psychotherapy; counselling for depression; couples therapy for depression; and brief dynamic interpersonal psychotherapy. Around 30% of the high-intensity therapists in the IAPT workforce are able to deliver these non-CBT therapies. This extended training programme followed published national curricula that are based on the competencies required to deliver the therapies correctly.

  4. Da notare questo
    Towards the end of the first phase of the programme, the training programme was extended to include four new therapies that are recommended by NICE for depression (but not anxiety disorders): interpersonal psychotherapy; counselling for depression; couples therapy for depression; and brief dynamic interpersonal psychotherapy. Around 30% of the high-intensity therapists in the IAPT workforce are able to deliver these non-CBT therapies. This extended training programme followed published national curricula that are based on the competencies required to deliver the therapies correctly.

  5. Ricordo che i presupposti di favorire un risparmio notevole sulla spesa sanitaria e nelle assenze dal lavoro sono gli stessi del progetto di inserimento di uno psicologo nello studio di Medici di Medicina Generale portato avanti dalla Scuola di Psicologia della Salute della Sapienza di Roma (La Professione di Psicologo n.1, 2011). Il progetto britannico, certamente lodevolissimo, raggiunge solo i cittadini in grado di definire il proprio disagio come psicologico e di richiedere un aiuto specifico. Un inserimento più strutturale dello psicologo nell’assistenza sanitaria primaria può raggiungere anche quei soggetti che sono in grado di esprimere il loro disagio soltanto in termini somatici, determinando un risparmio ancora maggiore.

    • Prof Solano leggo con piacere il suo commento e ne condivido il contenuto.
      Detto ciò, a suo avviso, con l’attuale welfare italiano quali possibilità ha lo psicologo di base di vedersi allocato un significativo budget dal futuro governo?
      So che nel Lazio alcuni si sono avvicinati per sostenere l’iniziativa, della stessa area si sono avvicinati a me, tant’è che ho avuto modo di contattare Alessandra.

      Lo spero, e se necessita promuovere la cosa tra i colleghi mi rendo disponibile, ma a suo avviso vi sono realmente risorse economiche disponibili da investire in tale direzione? Abbiamo in questo paese una cultura del diritto alla salute così saldo e sviluppato? Abbiamo dei politici che ragionano in prospettiva e non schiacciando il tutto nella dimensione qui ed ora?

      grazie
      Nicola Piccinini

    • ricordo comunque a tutti che il progetto britannico raggiunge un numero ampissimo di persone: il professionista della mental health si trova anche nelle cure primarie, e moltissimi GP hanno un training in counselling. Esperienza personale mia in Inghilterra. Una critica? L’illusione che addestrando ogni psicologo in CBT e offrire 10 sedute di CBT nel servizio di salute pubblica possa risolvere una depressione. Suvvia.

  6. Ricordo che i presupposti di favorire un risparmio notevole sulla spesa sanitaria e nelle assenze dal lavoro sono gli stessi del progetto di inserimento di uno psicologo nello studio di Medici di Medicina Generale portato avanti dalla Scuola di Psicologia della Salute della Sapienza di Roma (La Professione di Psicologo n.1, 2011). Il progetto britannico, certamente lodevolissimo, raggiunge solo i cittadini in grado di definire il proprio disagio come psicologico e di richiedere un aiuto specifico. Un inserimento più strutturale dello psicologo nell’assistenza sanitaria primaria può raggiungere anche quei soggetti che sono in grado di esprimere il loro disagio soltanto in termini somatici, determinando un risparmio ancora maggiore.

    • Prof Solano leggo con piacere il suo commento e ne condivido il contenuto.
      Detto ciò, a suo avviso, con l’attuale welfare italiano quali possibilità ha lo psicologo di base di vedersi allocato un significativo budget dal futuro governo?
      So che nel Lazio alcuni si sono avvicinati per sostenere l’iniziativa, della stessa area si sono avvicinati a me, tant’è che ho avuto modo di contattare Alessandra.

      Lo spero, e se necessita promuovere la cosa tra i colleghi mi rendo disponibile, ma a suo avviso vi sono realmente risorse economiche disponibili da investire in tale direzione? Abbiamo in questo paese una cultura del diritto alla salute così saldo e sviluppato? Abbiamo dei politici che ragionano in prospettiva e non schiacciando il tutto nella dimensione qui ed ora?

      grazie
      Nicola Piccinini

    • ricordo comunque a tutti che il progetto britannico raggiunge un numero ampissimo di persone: il professionista della mental health si trova anche nelle cure primarie, e moltissimi GP hanno un training in counselling. Esperienza personale mia in Inghilterra. Una critica? L’illusione che addestrando ogni psicologo in CBT e offrire 10 sedute di CBT nel servizio di salute pubblica possa risolvere una depressione. Suvvia.

  7. …e poi, in Inghilterra (dove sono in questi giorni per studio), non ci sono gli Ordini, ma le associazioni professionali e il sistema di accreditamento. Cioè, è un paese liberale. La premessa fonda poi tutto il resto, immagino.

    • Giusto, è esattamente quello che stavo cercando di dire nel mio post, è la premessa ad essere completamente diversa. Non capisco Nicola quando scrive “ben precisa definizione di ruolo e funzione sociale riconosciuta. Non si confondono né accavallano”. In Gran Bretagna il counselor o lo psicoterapeuta non devono avere una laurea in psicologia,che è necessaria solo per poter accedere all formazioni di psicologia clinica nel srvizio sanitario nazionale, e anche altre figure professionali possono erogare “counseling” se hanno il dovuto training, accavallandosi nei loro ruoli. Nella prassi sappiamo quanto poi sia difficile discriminare i “ruoli”, che spesso ,a mio avviso, sono vincoli troppo stretti che non assicurano competenza quanto il sistema di accreditamento e come dici Giovanni rendono il paese poco liberale.

  8. …e poi, in Inghilterra (dove sono in questi giorni per studio), non ci sono gli Ordini, ma le associazioni professionali e il sistema di accreditamento. Cioè, è un paese liberale. La premessa fonda poi tutto il resto, immagino.

    • Giusto, è esattamente quello che stavo cercando di dire nel mio post, è la premessa ad essere completamente diversa. Non capisco Nicola quando scrive “ben precisa definizione di ruolo e funzione sociale riconosciuta. Non si confondono né accavallano”. In Gran Bretagna il counselor o lo psicoterapeuta non devono avere una laurea in psicologia,che è necessaria solo per poter accedere all formazioni di psicologia clinica nel srvizio sanitario nazionale, e anche altre figure professionali possono erogare “counseling” se hanno il dovuto training, accavallandosi nei loro ruoli. Nella prassi sappiamo quanto poi sia difficile discriminare i “ruoli”, che spesso ,a mio avviso, sono vincoli troppo stretti che non assicurano competenza quanto il sistema di accreditamento e come dici Giovanni rendono il paese poco liberale.

  9. Condivido con Il Dott. Piccinini che definisce il progetto lungimirante e rivoluzionario, ma allora non capisco, (sicuramente per mi sbagliate conoscenza), come mai solo qualche anno fa fece una campagna contro la proposta di terapia convenziponata proposta dal prof. Cancrini con tanto di raccolta firme, adducendo a quei tempi che tale proposta andava contro gli interessi dei psicologi e si favoriva le lobbi dei medici (sic!). Ad oggi quello, al di là delle interpretazioni personali, è stato il vero e unico tentativo concreto di Psicologia convenzionata, sicuramente perfettibile e sicuramente con situazioni di compromesso ma un disegno politico culturale rivoluzionario e lungimirante!

    cordiali saluti

  10. Condivido con Il Dott. Piccinini che definisce il progetto lungimirante e rivoluzionario, ma allora non capisco, (sicuramente per mi sbagliate conoscenza), come mai solo qualche anno fa fece una campagna contro la proposta di terapia convenziponata proposta dal prof. Cancrini con tanto di raccolta firme, adducendo a quei tempi che tale proposta andava contro gli interessi dei psicologi e si favoriva le lobbi dei medici (sic!). Ad oggi quello, al di là delle interpretazioni personali, è stato il vero e unico tentativo concreto di Psicologia convenzionata, sicuramente perfettibile e sicuramente con situazioni di compromesso ma un disegno politico culturale rivoluzionario e lungimirante!

    cordiali saluti

  11. Credo che arrivi il momento in cui il desiderio che qualcosa diventi realtà cominci a seminare qualcosa nelle nostre mani, prima che nelle menti del governo.
    Condivido gli aspetti lungimiranti del progetto, e sostengo da tempo la necessità di prevenzione abbinata ad interventi tempestivi per evitare, oltre a danni notevoli, ulteriori spese. Credo che sia chiaro per tutti il posto di ordine inferiore che ha la sanità, e, ancora di più, la salute psicologica nelle priorità delle riforme. Non si può più attendere un cambio di rotta da parte dello Stato.

    Mi occupo di infanzia, e, con un gruppo di colleghi, abbiamo messo su un servizio di ascolto psicologico e psicoterapia per infanzia e adolescenza cui si accede con tariffe in base al reddito, accessibili quindi anche alle fasce sociali più basse. Difficile da far partire, con perdite iniziali notevoli, ma con tanto entusiasmo e la convinzione che possa diventare, al pari dell’Opera Don Calabria, un servizio diffuso tra psicologi.
    Cominciamo a fornire noi l’aternativa!

  12. Credo che arrivi il momento in cui il desiderio che qualcosa diventi realtà cominci a seminare qualcosa nelle nostre mani, prima che nelle menti del governo.
    Condivido gli aspetti lungimiranti del progetto, e sostengo da tempo la necessità di prevenzione abbinata ad interventi tempestivi per evitare, oltre a danni notevoli, ulteriori spese. Credo che sia chiaro per tutti il posto di ordine inferiore che ha la sanità, e, ancora di più, la salute psicologica nelle priorità delle riforme. Non si può più attendere un cambio di rotta da parte dello Stato.

    Mi occupo di infanzia, e, con un gruppo di colleghi, abbiamo messo su un servizio di ascolto psicologico e psicoterapia per infanzia e adolescenza cui si accede con tariffe in base al reddito, accessibili quindi anche alle fasce sociali più basse. Difficile da far partire, con perdite iniziali notevoli, ma con tanto entusiasmo e la convinzione che possa diventare, al pari dell’Opera Don Calabria, un servizio diffuso tra psicologi.
    Cominciamo a fornire noi l’aternativa!