Lo Psicologo, i Clienti e le “giuste” Raccomandazioni

Lo Psicologo, i Clienti e le “giuste” Raccomandazioni

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Lo Psicologo, i Clienti e le

L’Agenzia Nielsen ha condotto la ricerca “Global Trust in Advertising and Brand Messages” in 56 paesi e su un campione di 28000 persone. Ne emerge che mai come oggi le persone – nella scelta di beni, servizi e professionisti, si affidano alle raccomandazioni di persone verso cui nutrono fiducia.

In questo scenario Internet gioca un ruolo strategico. Le conversazioni con persone conosciute e le opinioni di consumatori/clienti pubblicate online sono in assoluto le fonti più affidabili. Nielsen rileva un 92% di fiducia per le opinioni di persone conosciute e  un 70% di fiducia per le opinioni di consumatori pubblicate online.

Dove le “persone conosciute“, su Internet, non sono necessariamente i vicini di casa o i colleghi di lavoro, bensì persone che seguiamo, che hanno reputation, che riteniamo serie, interessanti, utili, professionali.

Mediamente lo Psicologo non sfrutta appieno le potenzialità di Internet e dei Social Media, anche se incontro sempre più colleghi interessati a questi canali. Tra chi utilizza Internet per “trovare clienti“, per lo più si affida ai classici elenchi di psicologi che oramai non si contano più per quanti sono, o ha un sito web personale e spera di comparire in prima pagina di Google…

A tuo avviso è sufficiente? Certo! Meglio che niente lo è ;o))
Ti è mai capitato di cercare informazioni su servizi, prodotti o professionisti su Internet? Cosa facevi? A cosa stavi attento? Hai trovato elementi che poi hanno determinato la tua scelta? 
Sono sicuro  di sì!

Come noi, anche i nostri potenziali clienti navigano su Internet alla ricerca di informazioni. Hanno un problema di ansia o depressione? Cercano su Internet. Gli è stato segnalato il nome di un professionista? Guardano se su Internet c’è e/o se ne parla. Ti hanno fissato il primo appuntamento? Stai certo che diversi di loro andranno a “studiare” tutto ciò che trovano sulla tua persona, anzi… molti ti hanno scelto (o meno) proprio per ciò che hanno letto (o meno) su Internet!

Usano Google, leggono i blog, chiedono consigli ai follower su Twitter, oppure sentono gli amici su Facebook o altri professionisti su Linkedin. La linea di sviluppo è questa, ed è certa.

La ricerca di Nielsen in realtà ci dice una cosa tanto banale quanto strategica:  vince chi ha i contenuti più interessanti e coinvolgenti, chi instaura contatto e partecipazione con i lettori, chi comunica in modo frequente e regolare, chi – in ultima analisi, riesce a costruire una relazione fiduciaria con la persona, a sviluppare una buona reputazione, ad essere un “top of mind” (il primo che viene in mente).

Ed allora, l’invito che ti rivolgo è quello di cominciare a diffondere informazioni e contenuti utili alla tipologia di cliente a cui intendi rivolgerti!

Internet e Social Network ci permettono di diventare Editori di noi stessi a costi irrisori. Potrai con facilità creare e diffondere contenuti preziosi per i tuoi lettori, che li attraggono e che creano fiducia, credibilità ed autorevolezza, trasformandoli da visitatori in potenziali clienti o invianti. Ti servirà tempo, pazienza e dedizione, ma ti assicuro che già dopo 6/8 mesi – se ben pianificato – potrai raccogliere i primi – importanti – frutti! Non ti rimarrà poi che curarli ed alimentarli…

Prossimamente avrò modo di tornare sulle questioni di content writing (come scrivere per il web) e di content marketing (come usare il contenuto per promuoversi e costruire reputation). Intanto…

… che ne pensi a riguardo?

La tua promozione professionale è già indirizzata in questo modo? Hai mai usato articoli e contenuti per promuoverti? Potrebbe essere uno dei tuoi obiettivi di lavoro e sviluppo nel medio-breve termine?

A presto e grazie
Nicola Piccinini

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8 COMMENTS

  1. Grazie Nicola i tuoi spunti sono sempre molto molto edificanti. Mi dedicherò allo sviluppo di questo aspetto professionale. Grazie davvero!!

  2. No Nicola, ammetto di non averci mai pensato! Anzi, forse ho sempre guardato con scherno e diffidenza l’aspetto “web” applicato alla nostra professione. Tuttavia, negli ultimi tempi, grazie soprattutto alle tue riflessioni e ai tuoi suggerimenti, mi sono aperta all’idea. Non posso nascondere la difficoltà alimentata da una buona dose di incapacità, ma ci proverò…Grazie per i tuoi consigli, Mariella

  3. Ciao Nicola,
    sono completamente d’accordo con te, ho iniziato ad editare il mio
    blog nel 2008 e oggi è la mia fonte principale di lavoro.

  4. Ciao Nicola, io sto incominciando a capire qualcosa su come promuovermi via social network…ma credo di non saperlo fare ancora bene. Se farai un corso specifico su questo (ti suggerisco: “come lo psicologo può guadagnare clienti promuovendosi su facebook”)io parteciperò sicuramente (magari già l’hai fatto, non so). Un saluto, Massimiliano

  5. Ciao Nicola, sono Gianna Porri, ormai ci conosciamo bene, sono una vecchia Psicoanalista, gran parte dei miei Maestri, come Perrotti, Vetrone, Petese, sono deceduti. Io sono stata fuori giuoco per una serie di malattie piuttosto severe e sto cercando di ricominciare, mi manca molto il mio Gruppo che si è sciolto dopo il decesso di G. Vetrone dove facevamo una ricerca sulle Terapie Brevi Focali. Dopo 30 anni di lavoro sarei molto interessata alla ricerca e non so se ci sono coleghi formati in Psicologia Dinamica interessati a riformare un Gruppo di ricerca sulle Terapie Brevi Focali. Grazie di questa opportunità, che spero mi consenta di rimanere meno isolata
    Dr. Gianna Porri

  6. Grazie, articolo molto utile , io penso che l’utilizzo i internet nella nostra professione è utile, ma come tutt le cose è un arma a doppio taglio, bisogna essere preparati e scrivere appropriatamente.

  7. Grazie a te, Amelia, per il riscontro. Credo che l’utilità o dannosità di qualsiasi cosa sia data dal COME la usiamo e per quale FINE. E tanto è più potente “la cosa” (in questo caso internet e social media), tanto più dobbiamo “maneggiarla” con competenza ed etica 🙂

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