L’Ordine Psicologi Sicilia chiede 200.000€ ad una iscritta. I fatti e la PETIZIONE

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L’Ordine Psicologi Sicilia, con votazione a maggioranza bulgara, ha sporto denuncia per diffazione alla collega Gaetana D’Agostino, iscritta a quell’Ordine, chiedendo un risarcimento di 200.000€.

Una storia surreale, che ha scosso le coscienze di migliaia di colleghi, e che ha dato il via ad una petizione spontanea lanciata dal collega Leonardo Angelini, iscritto all’Ordine Emilia Romagna.

Personalmente sono piuttosto in imbarazzo. Come Presidente dell’Ordine Psicologi Lazio siedo in Consiglio Nazionale e quindi incontro regolarmente il collega Fulvio Giardina, preSidente del Nazionale e dell’Ordine Sicilia. Mi limiterò a riportare alcuni link a contenuti disponibili online, potrai farti una tua idea. Per quanto mi riguarda:

ho sottoscritto la petizione e dato piena solidarietà alla collega Gaetana D’Agostino

Qui l’audio/video del Novembre 2013 di una chiacchierata che portò – assieme ad altra documentazione – alcuni soggetti a denunciare presunti brogli elettorali durante l’ultima elezione dell’Ordine Psicologi Sicilia. C’è un ricorso pendente.

 

Qui l’articolo di Settembre 2014 di aggiornamento sul processo ad opera della collega D’Agostino. Leggilo e vedi se rintracci elementi che possano ritenersi diffamatori:

Presunti brogli siciliani: la saga continua

 

Qui il recente articolo di Alessandro Lombardo che rilancia la questione. Ad oggi ha raggiuto circa 3000 condivisioni social

“Ordine Psicologi Sicilia chiede 200 mila euro ad una collega”

Sull’onda dell’articolo di Lombardo migliaia di colleghi sono insorti su Facebook, invadendo pagine e gruppi di messaggi di solidarietà alla collega e di lamento all’Ordine Psicologi Sicilia.

A quel punto l’Ordine Psicologi Sicilia ha deciso di pubblicare un comunicato stampa. Ma alle volte il SILENZIO è prezioso…

Il comunicato stampa ha infatti dato il via ad un fiume in piena di commenti. Leggeteli e fatevi un’idea della situazione:

 

Mi piace linkare, a sintesi di questo fiume di commenti, l’articolo di Luigi D’Elia che a mio avviso ben situa l’accaduto all’interno di un processo in essere:

Quando l’iscrizione al tuo Ordine sale a 200.000 euro. Le intimidazioni di una classe dirigente al tramonto

 

In tutto ciò, due domande rimangono senza risposta:

1) perché nessuno può leggere i VERBALI della seduta in cui hanno deliberato la denuncia?

2) l’azione legale – che è personale – è stata pagata con i soldi dell’Ordine, ovvero degli iscritti?

 

Lascio poi a voi le ulteriori considerazioni che su questa vicenda potremmo produrre.

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