Nuova Sentenza Cassazione favorevole agli Psicologi su Counseling, Ansia e Stati Emotivi

Nuova Sentenza Cassazione favorevole agli Psicologi su Counseling, Ansia e Stati Emotivi

Nuova Sentenza Cassazione favorevole su Counseling, Ansia e Stati Emotivi

La Corte Suprema di Cassazione, in data 15 Marzo 2016, ha respinto il ricorso proposto da un così definitosi “psicosmatista di impresa” (ma quanta creatività hanno questi abusivi?!?) contro la sentenza 1328/2015 della Corte di Appello di Bologna che lo aveva precedentemente condannato per per esercizio abusivo di professione di psicologo, come da Art. 348 del Codice Penale.

La Cassazione conferma quindi la sentenza della Corte di Appello di Bologna apportando argomentazioni di assoluto rilievo ai fini della tutela dello psicologo, ma anche e soprattutto dei cittadini!

 

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Qui di seguito i due bottoni


 

Ansia e ricadute emotive dell’obesità

Questo il primo passaggio di assoluto rilievo:

la Corte territoriale, anche con precisi riferimenti alla conforme decisione di primo grado, ha ritenuto che i clienti si rivolgessero alla ricorrente a causa di disturbi di natura psicologica (ansia, ricadute emotive dell’obesità, ecc…), ottenendo, sulla base di sedute fondate sul dialogo, una guida comportante l’indicazione dei rimedi volti alla prevenzione del disagio e/o alla guarigione del paziente

Secondo la Sentenza di Cassazione, quindi, domande di intervento su stati d’ansia, così come domande di intervento su stati emotivi (al di là poi che sia per obesità o altro) della persona rientrano nelle competenze ESCLUSIVE dello Psicologo, nella misura in cui il dialogo mira a generare un cambiamento favorevole nella persona, rispetto allo stato con cui arriva al professionista.

Spesse volte counselor e similari, la buttano sull’empatia, sulle emozioni dello stare bene e bla bla bla… ecco, la Sentenza, da questo punto di vista è decisamente chiara e netta. Una grande risorsa giurisprudenziale

 

Counseling Psicologico

Questo l’altro passaggio interessante:

la Corte territoriale esclude quindi coerentemente la ricorrenza nel caso di specie, connotato di fatto da attività di diagnosi e cura, dell’attività di counseling psicologico, la quale ultima non pare per sua natura, anche in relazione alla intrinseca delicatezza e complessità dell’ambito di intervento, difforme da quella propria dello psicologo

La Sentenza in pratica va a rafforzare che il counseling è psicologico ed in quanto tale è attività tipica e propria dello psicologo.

 

L’importanza della Continuità

E qui un altro puntello mica male!

i giudici hanno concordemente descritto modalità di fatto tali per continuità, onerosità e organizzazione, da creare l’oggettiva apparenza di una attività professionale

In pratica la Cassazione dice che questo abusivo, nella pratica ha ricevuto soldi per la prestazione e l’ha portata avanti nel tempo, con incontri/sedute ripetuti. Questo aspetto è assolutamente importante in riferimento invece alla possibilità di escludere la punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all’art. 131-bis del Codice Penale.

In pratica l’esclusione dell’applicabilità del criterio della particolare tenuità, che si temeva potesse sterilizzare il reato di esercizio abusivo, va invece a configurare un altro, ennesimo, duro colpo ai counselor, dopo la batosta del Tar Lazio di novembre scorso sul counseling psicologico

Vedremo adesso di reperire anche le sentenze di primo e secondo grado per ricostruire il dispositivo della cassazione e trarne maggior intelligence, ma già così questa Sentenza rappresenta un durissimo colpo a tutti i counselor e gli altri abusivi di professione di psicologo.

 

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