Italia: 1 bambino su 5 è in sovrappeso.

Italia: 1 bambino su 5 è in sovrappeso.

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un bambino su cinque è sovrappeso

Un bimbo di 8-9 anni su cinque è sovrappeso, uno su dieci obeso e il 2,2% è severamente obeso

Risulta scarsa, infatti, la “consapevolezza” da parte delle madri che nel 38% dei casi non ritiene che il proprio figlio sia in accesso ponderale o che mangi troppo (29%).

Diminuiscono le percentuali rispetto al 2008, ma l’Italia resta ai primi posti in Europa per presenza di minori con livelli di eccesso ponderale.

Questi il risultato della rilevazione 2014 del Sistema di Sorveglianza nazionale Okkio alla Salute, promosso dal Ministero della Salute. Sono stati inoltre presentati i risultati sulle novità introdotte nella raccolta dati 2014: igiene dentale, ore di sonno dei bambini, problemi di vista e rispetto del divieto di fumo negli spazi scolastici. Per maggiori informazioni leggi la sintesi dei risultati (pdf 555 kb).

In particolare, i dati mostrano:
– i bambini in sovrappeso sono il 20,9%;
– i bambini obesi sono il 9,8%;
– le prevalenze più alte si registrano nelle Regioni del sud e del centro.

Per quanto riguarda le abitudini alimentari, che possono favorire un aumento di peso, specie se concomitanti, dai dati 2014 emerge che:
– l’8% dei bambini salta la prima colazione;
– il 31% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine);
– il 52% fa una merenda di metà mattina abbondante;
– il 25% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura;
– il 41% dei genitori dichiara che i propri figli assumono abitualmente bevande zuccherate e/o gassate. Si registra una diminuzione rispetto alla precedente raccolta del consumo di una merenda abbondante e di bevande zuccherate e/o gassate.

Appaiono invariati gli aspetti relativi al movimento e alla sedentarietà. Nel 2014, infatti:
– il 16% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine;
– il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana;
– il 42% ha nella propria camera la TV;
– il 35% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi più di 2 ore al giorno;
– 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

I genitori non sempre hanno un quadro corretto dello stato ponderale del proprio figlio: dai dati 2014, come nel passato, emerge che tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 38% non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale e solo il 29% pensa che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva. Inoltre, solo il 41% delle madri di bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga poca attività motoria.

Gli stili di vita sono un determinante riconosciuto delle malattie croniche non trasmissibili ed hanno un forte impatto sulla salute. Attraverso Programmi (Guadagnare salute) e Piani nazionali (Piano Nazionale della Prevenzione) l’Italia ha rafforzato le azioni volte alla promozione di stili di vita sani, sviluppando con un approccio “intersettoriale”, interventi volti a modificare i comportamenti individuali non salutari e a creare condizioni ambientali che favoriscano corretti stili di vita. Sovrappeso ed obesità, in particolare per la diffusione tra i bambini, rappresentano una sfida rilevante per la sanità pubblica.

 

Fonti:

 

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2 COMMENTS

  1. Certamente si. Lo psicologo, occupandosi di comportamenti, può e deve aiutare ed indirizzare, con gli strumenti che gli sono propri, gli atteggiamenti nei confronti del cibo, la motivazione all' attività fisica, la gestione di stati emotivi che sono correlati al "mangiare emotivo". Si tratta di situazioni nelle quali l'attrazione per il cibo nasce in presenza di stati emotivi come rabbia, vuoto, noia, depressione, solitudine. Il ruolo dello psicologo è, dunque, fondamentale è non declina bile ad altro professionista

  2. Credo che la Prevenzione sia molto importante e necessaria per aiutare i bambini a sviluppare consapevolezza circa il bisogno compulsivo di mangiare e i propri stati emotivi/ psicologici/ relazionali. I report è molto interessante.

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