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  1. Uhm…a colpo d’occhio mi chiedo perché per il tirocinio non cambi nulla; per i medici è un periodo d’apprendistato pagato, per gli psicologi è volontariato che supplisce alle carenze d’organico dei vari enti convenzionati.
    Interessante la questione del “nomenclatore” delle prestazioni; mi chiedo però se questo permetterà un netto discrimine con le prestazioni offerte dalle professioni “affini” (counselling, coaching, etc…), oppure se servirà solo a dire “gli psicologi possono fare solo questo, tutti gli altri fanno quel che vogliono”. In generale però, mi sembra che il CNOP esprima, come al solito, una posizione piuttosto “prudente”, poco adatta a tutelare e promuovere la professione in un periodo critico come questo. Simpatica (ma tragica) la metafora del cannibalismo professionale…ma al CNOP si sono chiesti chi e come ha permesso che si arrivasse a ciò? ossia, chi ha (nella migliore delle ipotesi) dormito mentre il disastro si andava preparando?

    • Te la chiarisco subito la confusione: Rolando Ciofi è uno dei principali artefici della diffusione di pseudoprofessioni in questo paese… creò nel 2000 (se non sbaglio) http://www.vertici.it che doveva essere il portale degli psicologi italiani, ma è floppato… fondò il “MOPI” – un movimento di rappresentanza politico professionale degli psicologi che voleva aprire i cancelli della Psicologia a tutti, ma fortunatamente anche quello è in via di floppaggio definitivo… ha contribuito, negli anni dell’istituzione dell’Albo Psicologi, a far riconoscere ed entrare un sacco di gente ex 32, 34, 35 e giocateli all’otto… ha creato reti di psicologi di ogni tipo, che per entrare pagavi, ma alla fine a guadagnarci era solo uno… ha provato a creare un gruppo per le ultime ENPAP, ma è rimasto praticamente impalpabile…
      E’ ovvio che la sua posizione al referendum è contraria, va a tangere la rete di relazioni e interessi per cui si impegna da anni.
      Quale in particolare il passaggio che ti crea confusione?!?!