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  1. Salve a tutti!

    Ho letto con interesse dell’esperienza di questo collega emigrato in Svezia.. Lo scorso gennaio, dopo la laurea magistrale, decisi di trascorrere un mese in Gran Bretagna per dare un’occhiata alla situazione lavorativa.. Contattai la British Psychological Society di cui molto facilmente sono diventato membro e iniziai a cercare.. A causa di problemi familiari ben presto rinunciai al sogno di trasferirmi a Londra ma, tornato in Italia e iscritto alla BPS decisi di iscrivermi ad una scuola di specializzazione.. Pensai che la mia iscrizione alla BPS con tanto di tesserino sarebbe stata sufficiente a compensare il fatto di non aver sostenuto l’esame di stato in Italia.. In fondo sono membro di un ordine professionale di un Paese della comunita’ europea! Ed invece mi e’ stato risposto che devo comunque sostenere l’odioso esame qui in Italia.. Lo trovate giusto?

  2. Ciao, anch’io ho letto con interesse l’esperienza del collega in Svezia. Da un po’ di tempo sto pensando alla possibilità di trasferirmi in Danimarca. La mia idea sarebbe di poter lavorare clinicamente con gli italiani che vivono lì. Vorrei chiedere al collega se sa se in Svezia e in Danimarca c’è questa possibilità, se lui l’ha esplorata o se ha qualsiasi tipo di informazioni al riguardo.
    Un saluto
    Laura

    e-mail: laura-ll@virgilio.it

  3. Ciao a tutti,

    lettera interessante…scuote proprio la mia attenzione, considerato che da qualche tempo sto valutando l’idea di trasferirmi a Berlino. Se qualcuno avesse fatto questa esperienza e potesse darmi qualche notizia/testimonianza relativa alla nostra professione in Germania, sarei molto grata…Trasferirsi costituirebbe una grossa e rischiosa sfida.. ma lo sconforto lavorativo che mi passa quotidianamente davanti agli occhi lo è ancor di più! Dunque, male andando, faccio un’esperienza di vita….Un saluto e un grazie anticipato per l’attenzione

  4. Ciao, anch’io come Laura vorrei andare in Danimarca per lavorare come psicologo per gli Italiani, sono stato 6 mesi a Copenhagen ma era subito dopo la laurea e quindi non mi sono informato per quel settore ma ho imparato a fare il pizzaiolo e vi dirò che guadagnavo MOLTO bene. Ma la passione ha superato l’aspetto economico e ora mi ritrovo a lavorare per “si fa per dire” pochi spiccioli al mese. Comunque, anche in danimarca funziona come in Svezia. Una volta ottenuto un contrattino e ottenuto l’address (non ricordo il nome in danese)ci si può iscrivere gratuitamente ai corsi di lingua danese e poi tentare di contattare “l’ordine” danese per capire come muoversi. Per vivere in danimarca serve una buona conoscenza della lingua inglese ma per fare lo psicologo, così come in svezia, serve una buona (se non ottima!) conoscenza del danese.
    Non mi do per vinto, al termine della scuola di specializzazione tenterò nuovamente con copenhagen… speriamo bene!!

  5. Forse una tutela valida sarebbe farsi precedere da qualche pubblicazione tradotta.
    Io però resto perplessa davanti ad un coraggio così grande nella scelta della lingua ( e della cultura)d’arrivo.E il modello cognitivo dovrebbe in qualche modo fare da filtro a differenze aggiuntive…siamo tutti però curiosi del punto d’arrivo…quali sono le reali acquisizioni attuali? Vale la pena di renderle pubbliche, almeno in Italiano!

  6. Wow, non mi sarei mai aspettata di vedere altri colleghi desiderosi di andare a lavorare in Danimarca, anch’io sono della squadra e cerco più informazioni possibili per vedere se la cosa risulta fattibile! Una ragazza italiana che lavora (tutt’altro mestiere però) in Norvegia mi ha detto le stesse cose che sono segnate in questo articolo circa la “facilità” con cui si trova sbocco come psicologo, lingua e referenze permettendo…
    Ho anche guardato siti di ricerca lavoro in Gran Bretagna, e mi stupisco a trovare annunci per psicologi con la stessa facilità con cui, qui in Italia, trovi annunci di operatrici telefoniche….

  7. vero, siamo in tanti a voler cercare altri luoghi, spazi ed esperienze 🙂

    che ne dite di aiutarmi a sviluppare una sezione un pò più ricca di informazioni e risorse per questo genere di cose?

    se qualcuno di voi è disponibile a raccogliere, strutturare ed elaborare queste info, mi scriva a info [@] nicolapiccinini.it

    ciuz
    nicola

  8. Ciao a tutti!
    Mi è piaciuto molto leggere questa testimonianza.
    Anche io sono andata via dall’Italia e adesso lavoro in Francia, a Parigi. Padroneggiare una lingua non tua in un lavoro come il nostro non è semplice, ma ce la si fa dopo un pò di tempo!

  9. Salve colleghi! Anch’io ho letto con interesse l’esperienza del nostro collega in Svezia. A brevissimo mi trasferirò in Germania, precisamente a Monaco e mi auguro di trovare lavoro lì come psicologa oppure in accademia. I primi tempi studierò bene la lingua e vedrò di trovarmi un lavoretto lì, magari sentendo anche gli enti che lavorano con gli italiani: a Monaco infatti so che c’è una comunità di italiani piuttosto grande. Come ogni nuovo inizio, questa mia nuova avventura porta con sè aspettative ma anche un po’ di preoccupazioni. Credo che nella vita però si debba almeno provare, eventualmente se si vede che non funziona si è sempre in tempo a tornare indietro. Mal che vada, come diceva Giò, sarà un’interessante esperienza di vita che mi permetterà di stare a contatto con una cultura e una mentalità diversa dalla mia!Il che potrebbe avere risvolti anche utili per la mia professione! Ciao a tutti e buona fortuna a tutti coloro che stanno pensando di trasferirisi all’estero!

  10. Ciao a tutti, io sto pensando di trasferirmi in Belgio, mi sono fatta convalidare il titolo dal ministero della salute italiano ed ho mandato tutti i documenti tradotti, all’ ordine degli psicologi, ad ottobre dovrebbero farmi sapere se accettano la mia proposta nel frattempo cerco di migliorare il mio francese, che è buono, ma non lo parlo da un pò…. speriamo bene! un abbracio.

  11. Ciao a tutti,
    io mi sono trasferita in Germania circa due anni e mezzo fa, appena terminato il dottorato di ricerca in Psicologia, fatto a Torino. Ho lavorato come ricercatrice (Postdoc) per tutto questo tempo, tralasciando la pratica clinica. Ora il mio desiderio e’ di tornare a lavorare in campo clinico, e mi scontro, ovviamente con il problema linguistico. Avendo lavorato nel campo della ricerca, quindi per lo piü in inglese, non mi sono impegnata troppo con lo studio del tedesco, e ora me ne pento! La mia idea al momento e’ di provare a cercare alcuni “pazienti” italiani, e soprattutto riprendere confidenza con la pratica. IL lavoro come psicologo qui in Germania e’ molto avviato, ci sono molti psicologi in cerca di lavoro, perö i posti ci sono, e il ricambio e’ alto, poiche’ i giovani tedeschi tendono a muoversi molto. Le condizioni lavorative sono decisamente piü serie rispetto a quello a cui ero abituata in Italia… Per farvi un’idea andate a visitare il sito hoegrefe.de (sotto stellangebote troverete le offerte di lavoro). Al momento, per quanto ne so, applicando ad EUROPSY, si puo’ ottenere la certificazione europea per lavorare come psicologo. Per lavorare come psicoterapeuta, la situazione e’ piü complessa, soprattutto per chi, come me, non ha ancora terminato la specialitä (in Italia)… so che bisogna fare una specie di esame/valutazione presso la sede dell’equivalente dell’Ordine degli psicologi/psicoterapeuti qui in Germania…mi sto informando sui dettagli, e quindi non appena avrö qualche notizia in proposito, mi farö viva! Se c’e’ qualcuno che attualmente sta lavorando in Germania come psicoterapeuta e ha notizie in proposito, sarebbe molto d’aiuto! In bocca al lupo a tutti!

  12. Salve a tutte/i. Il “Giovanni” collega di Nicola, che ha scritto ad Orlando, sarei io. La situazione all’estero, per gli psicologi, può essere un buono sbocco lavorativo. Tenendo conto delle fatiche fatte da Orlando. Io credo che occorra, soprattutto per i giovani, cominciare a pensare “europeo”, sia come opportunità lavorative, sia come politica professionale. L’ostacolo della lingua non è in verità un grosso ostacolo: io ho imparato bene l’inglese (da zero) a 32 anni, figuriamoci un giovane che ne ha 25! E’ inoltre vero che in UK si cercano molti psicologi (arrivano almeno una decina di offerte di avoro alla settimana!). Attenzione però che non cercano i nostri psicologi con laurea quinquennale + tirocinio + esame di stato. Cercano psicologi con specializzazione post-laurea. Purtroppo noi abbiamo, in pratica, 2 sole specializzazioni: psicologia clinica e psicoterapia; mentre in UK ne hanno 7-8, tutte specializzazioni post-laurea e riconosciute dallo Health Professions Council e dalla BPS (che non sono “ordini”, perché in UK c’è protezione solo del titolo, ma non della professione; e non c’è un sistema autorizzatorio come il nostro, ma uno di tipo accreditatorio). Inoltre vi sono altri 2 elementi importanti:
    1. In UK vi è il numero chiuso nelle università per Psicologia
    2. nonostante ciò, la facoltà di Psicologia non è così gettonata dai giovani Inglesi! In effetti, con un buon sistema di orientamento post-scuola superiore, si evincerebbe che parecchi giovani che si iscrivono a Psicologia, stanno invece cercando una risposta al loro malessere e/o disagio esistenziale. In UK tutte lescuole superiori hanno un counsellor che fa anche “career counselling” e accompagna gli studenti nelle scelte scolastiche successive, e/o, nel caso, li invia al giusto servizio di counselling/psicoterapia (e non ad iscriversi a Psicologia!). Cheers, Giovanni

  13. Carissimi,la situazione all’estero( parlo dell’Inghilterra)non è molto semplice per noi psicologhi! Per esperienza diretta: è vero cercano tanti psiclogi, ma per lavorare occorre essere un Charted Psychologist e cioè essere iscritto al livello superiore….della BPS…ciò vuol dire presentare i moduli per avere il primo riconoscimento, poi il secondo….tempi? 5/6 mesi e pagare…2 volte. Non termina qui, in seguito occorre iscriversi alla Nhs, praticamente è un albo della loro azienda sanitaria. Per iscriversi occorre sostenere l’esame IELT che attesti la conoscenza della lingua con un determinato punteggio. Presentare tutti i documenti richiesti ( circa 20 pagine di domanda da compilare) pagare quasi 500 sterline e attendere 4/5 mesi per la risposta. Una volta ottenuta si può provare a vedere se ti chiamano ai colloqui. La maggior parte include il percorso cognitivo comportamentale, ampiamente sostenuto dalla sanità inglese. Poi se sei fortunato ti chiamano a colloquio poi ti assumono!
    Morale della favola: estremamente estenuante…meglio avere i loro titoli…
    In 1 anno e mezzo non mi hanno mai chiamata…con i seguenti titoli: laurea quinquennale in psicologia, specializzazione in psicoterapia sistemico relazionale, Master in ipnosi ericksoniana in U.S.A., Master in ipnosi classica in Inghilterra!
    ….sono rientrata in Italia felicemente e grazie allestero lavoro!!!!!!Auguri a chi magari sarà più fortunato di me!!!

  14. Salve a tutti!
    sono una giovane laureanda in psicologia clinica desiderosa di costruire il suo futuro personale e lavorativo all’estero. Il mio intento è quello di trasferirmi in Svezia o in Germania.Riguardo la Svezia ho al momento diverse informazioni raccolte di persona durante una breve vacanza a Stoccolma. Per quanto concerne la Germania sapreste dirmi come si ottiene l’abilitazione all’esercizio della professione? In bocca al lupo a tutti noi!

  15. Salve a tutti, chi di voi saprebbe dirmi come funzionano le Scuole di Psicoterapia all’estero, o meglio in Uk, i requisiti di ammissione ecc. Vorrei di iscrivermi a una Scuola di Psicoterapia ma guardando i costi che ci sono in Itaia e i tempi sto prendendo in considerazione la possibilita’ di farla fuori dall’Italia anche per via del fatto che attualmente sto frequentando un corso che mi permetterebbe di accedere a un lavoro discreto all’estero. Grazie

  16. Ciao a tutti mi chiamo Luca, sono un Neuropsicologo. Da gennaio mi trasferirò a Berlino, con un discreto Inglese e con un’infarinatura di Tedesco (che voglio migliorare fino a sconfiggere l’Inglese). Ho preso dei contatti con due centri di ricerca, nell’ambito delle neuroscienze, ho un curriculum ricco di dettagliate esperienze che danno una visione globale della mia formazione, arricchito da un paio di pubblicazioni che hanno avuto un discreto riscontro. Ho un pò paura, la classica paura del cambiamento, di lasciare una base sicura e un finto benessere! Conosco la città perchè è stata una tappa della mia vita per ben 7 mesi, quando ero studente, durante il classico Erasmus, che ho sfruttato non tanto per sballarmi ma per impiantare semi che adesso sto raccogliendo. Ho lavorato, e lavoro ancora, in Italia (per un’altra settimana…) la gerontocrazia ammazza il giovane… anche se questo giovane ha 30 anni! Nulla viene riconosciuto come si deve a meno che tu non abbia un appoggio importante. Questo mi ha molto rattristato e confuso fino a portarmi a questa scelta. A tornare si fa sempre in tempo! Per chi è interessato ad avere un contatto con me ecco il mio facebook: luca.fullofgrace. Considero la condivisione il motore del progresso e del proprio miglioramento.

  17. ciao a tutti!
    vi sarei grata se riuscisse a darmi una risposta ad un dubbio che nessuno riesce a togliermi: sono una ragazza che sta per finire la triennale, vorrei fare un master all’estero che equivalga come la specialistica in psicologia clinica in Italia, ma dopo potrei fare l’esame di stato in italia per poi poter fare la scuola di specializzazione? o devo necessariamente fare la specialistica in Italia?

  18. Ciao a tutti! Mi chiedevo se l’iscrizione all’albo italiano vale in Francia… Ne sapete qualcosa? Come vedete sono anch’io esterofila, adoro la Francia e mi piacerebbe coronare questo sogno, magari completando la mia formazione lì, solo che non trovo informazioni precise. Grazie delle testimonianze, mi incoraggiano. Ciao!

  19. Ciao,
    ho 25 e sono all’ultimo anno del corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità (Nuovissimo Ordinamento). Sento l’esigenza di fare un’esperienza all’estero, possibilmente un’esperienza lavorativa che abbia a che fare con le mie conoscenze. Penso di voler andare in Germania e precisamente a Berlino. Ci sono stata un paio di volte e ho parenti e amici che si sono trasferiti lì. Anche se molto fredda, mi sono trovata bene! Mi chiedevo, esiste un ‘albo degli psicologi in Germania? e qual’è la procedura per accedervi?
    Grazie,per l’attenzione.
    A presto.
    anna

  20. Ciao a tutti, mi son trovato cosi per caso in questo sito perche’ volevo sentire come e’ il sentimento di colleghi italiani con la stessa idea e voglia di cambiamento che ebbi io molti anni fa. Ora ho 37 anni e vivo in Danimarca da 12 anni. Sono laureato in psicologia presso l’ universita’ di Copenhagen e sono iscritto all unione psicologhi danesi. Se qualcuno e’ interessato o ha qualche domanda riguardo la Danimarca, scrivete pure ad aristarcoferruccio@hotmail.com
    Un saluto ai miei colleghi psicologhi e sognatori di un futuro lontano da casa.
    Ciao!

  21. Mi associo al commento di ALWX. Io lavoro da 10 in Inghilterra e di psicologi/psicoterapeuti italiani che sono venuti su a cercare lavoro ne ho consosciuti tanti….la maggior parte sono rientrati in Italia! Il problema non e’ il riconoscimento dei titoli, che si puo’ ottenere, basta avere pazienza. Ma il problema per loro era la lingua!!! Un inglese “scolastico” o “decente” o “cosi’/cosi'” non e’ assolutamente sufficente nella nostra professione.

  22. Salve, anche io sono una psicologa e psicoterapeuta che, x circostanze di vita familiare, vive ad Atene, in Grecia.
    aspiro a praticare la mia professione un giorno, x ora ho un unico grande cruccio, la lingua, concordo con tutti quelli che hanno partecipato alla conversazione e hanno sottolineato l’importanza del linguaggio che nel caso della nostra professione deve essere padroneggiato…..insieme con la cultura, le usanze e la società di accoglienza…,è molto difficile ma con pazienza, tempo e motivazione immagino si possa fare,
    ho avuto testimonianze, anche qui in grecia,
    di colleghe che sono riuscite..,,poi ogni storia è personale e dipende dalle risorse personali di ciascuno.

  23. Gentile Anna,
    Ho letto che sei psicoterapeuta e vivi in Inghilterra, ti scrivo perchè ho disperatamente bisogno di alcune informazioni.
    Io mi chiamo Alice e sono all’ultimo anno di medicina.
    La mia passione è ,però, la psicologia e sto cercando di capire se è possibile fare una scuola di specializzazione in psicoterapia in Inghilterra con laurea in medicina.

    Inoltre scrivi che tanti tuoi conoscenti sono tornati in Italia per via della lingua,ma se io considero 1 anno per imparare la lingua in modo da poter praticare questa professione secondo te è fattibile?

    Grazie infinite

    Alice

  24. Ciao a tutti,

    sono Steffi, psicologa, tedesca e laureato in Germania. Vivo da ormai sei anni in Italia. Qui non ho mai lavorato come psicologa per diversi motivi, soprattutto la lingua (che anche secondo me bisogna parlare bene, perchè è uno dei nostri strumenti di lavoro) ma anche perchè non ho mai capito come funziona qui. Lùesame di stato in Germania non esiste, dopo la laurea si può cercare lavoro o specializzasrsi ancora (esiste la Deutsche Psychologenakademie, dove si può fare dei corsi di ogni ambito di lavoro). Per lavorare in una clinica o aprire uno studio conviene fare una scuola per psicoterapeuti (che dura 3 o 5 anni). Costa però tanto, ma nei ultimi anni si comincia già a lavorare con questa scuola e si riprende un po’ dei soldi versati. In realtà si potrebbe anche aprire uno studio senza essere psicoterapeuta ma si può solo fare consulenza e non terapie, inoltre solo prendere pazienti privati. Come psicoterapeuta invece si può curare anche pazienti della cassa di salute.

    Sto lavorando come insegnante di tedesco, ma la psicologia mi manca. Sarei molto contenta se qualcuno mi sa dare indicazioni: Che tipo di specializzazioni validi!!! ci sono? Qualcosa per la scuola, infanzia, educazione? Ci vuole sempre questo esame di stato?

    Grazie e buona fortuna a tutti

    Steffi

  25. Ciao a tutti…ai lavoratori in Uk chiedo gentilmente di spiegarmi come funziona tra BPS e Hcpc…io sono una chartered member del BPS,ma scopro che devo essere iscritta alla HCPC per poter lavorare legalmente in UK?mi spiegate prima che spenda altro tempo e denaro inutilmente???grazie tanteee Giovanna

  26. Salve, vorrei fare una domanda ad Anna che conosce bene la realtà inglese: conoscendo bene l’inglese ma avendo una specializzazione in psicoterapia psicodinamica è possibile trovare lavoro a Londra?

  27. Ciao a tutti,
    qualcuno ha esperienza come psicologo a Monaco di Baviera? Sto seriamente valutando la possibilità di trasferirmi là dopo la discussione della tesi di specialità (psicoterapia). Da qui alla mia partenza l’obiettivo è quello di imparare la lingua e di fare qualche giretto lassù per prendere info.- SE qualcuno avesse consigli o esperienze da raccontare, saranno ben accette!
    Intanto grazie mille!
    Valeria

  28. Ciao, mi chiamo Antonella , ho 25 anni e scrivo da Caserta. Avrei bisogno di un urgente consiglio. Ho letto dell’esperienza circa la Svezia e mi trovo in una situazione simile ma per ciò che riguarda la Norvegia. Come posto mi attrae e sono contenta di poterci andare in quanto il mio fidanzato, spagnolo, lavoro e ha una camera in affitto lì. Si è proposto di aiutarmi dandomi un lavoro e ospitandomi da lui. In italia studio chimica,ma senza ancora aver dato un esame al secondo anno. Vorrei studiare psicologia in Norvegia, ma dovrei imparare la lingua e ho il timore che non riesca nell’obiettivo. Che faccio? Se aveste l’occasione di andare in Norvegia ci andreste? Se non riuscissi a studiare lavorando e dovrei fare quel lavoro ,in un ristorante, a vita? Sono nel panico: potreste darmi un consiglio come se fossi una vostra figlia? Grazie