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Istat e benessere psicologico

 

C’era una volta il PIL, il Prodotto Interno Lordo. Strana sigla che già di suo evocava inquietanti immagini… il p r o d o t t o i n t e r n o l o r d o… Già nel 1968 Bob Kennedy scrisse che il Pil “misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta“. Finalmente anche in Italia, il CNEL e l’Istat hanno deciso di prendere in considerazione nuove variabili sulla vita… degna di essere vissuta.

Perché ve ne parlo? Ma ovvio! Perché questa piccola grande rivoluzione può riservare nuove ed interessanti scenari lavorativi per lo psicologo ;o)

Avete presente in cosa consiste il PIL? Se con l’auto rimango incolonnato davanti al casello e consumo carburante, aumento il PIL. Anche rompendomi una gamba e dovendo attivare ambulanze, ospedali e devices vari spendo e faccio spendere, aumentando il PIL. In altre parole, è il valore economico di tutti i beni e servizi prodotti da

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Raddoppiati gli europei con problemi mentali negli ultimi 5 anni

Lo European College of Neuropsychopharmacology (ECNP) ha recentemente pubblicato uno studio molto interessante sullo stato della salute mentale e neurologica in Europa. 30 paesi per una popolazione complessiva di 514 milioni di persone! L’ECNP afferma che “i disturbi mentali e neurologici sono diventati la maggiore sfida per la salute degli europei nel XXI secolo“.

A quanto pare i cittadini europei con problemi di salute mentale sono raddoppiati in 5 anni. Una tendenza, per altro, che viaggia parallela al preoccupante aumento dell’abuso di alcol (oggi ne sono schiavi 14,6 milioni di europei) e della dipendenza da sostanze stupefacenti: gli europei dipendenti da oppioidi sono ormai piu’ 1 milione.

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Rabbia e depressione. La crisi sociale dell’Italia.

Pochi giorni fa il Censis ha diffuso il suo ultimo studio “La crescente sregolazione delle pulsioni” sulle trasformazioni in essere della società italiana. Una fotografia che lascia poco da sorridere. Rabbia e depressione i due tratti più marcati e caratterizzanti degli italiani dipinti dal Censis.

Una rabbia ed aggressività che impatta sul vivere quotidiano, sul bene comune. Pensiamo ai dilaganti fenomeni del bullismo, del mobbing, dello stalking, alle derive della violenza legata ad eventi sportivi, ai tanti crimini apparentemente inspiegabili, pensiamo ad un normale incrocio stradale all’ora di punta in una città medio-grande…

Il Censis parla esplicitamente di “crisi dell’autorità, declino del desiderio, riduzione del controllo sulle pulsioni”. Ed è così che, negli ultimi 5 anni, le minacce e ingiurie

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Gli italiani si fanno l’autodiagnosi su Internet

Di pochi giorni fa la pubblicazione della ricerca internazionale Bupa Health Pulse 2010 (visualizza PDF) della London School of Economics sui servizi sanitari. Sono state monitorate le abitudini di navigazione Internet di 12 paesi tra cui l’Italia ed il quadro che ne emerge offre diversi spunti di interesse anche per noi psicologi.

In particolare, pare che addirittura l’81% degli italiani si affidi ad Internet per ricercare informazioni sul proprio stato di Salute. Nello specifico, di questi, il 65% per ricerca farmaci, mentre il 47% ricorre ad internet per effettuare autodiagnosi, nonostante un solo italiano su quattro dichiara di controllare le fonti o la “credibilità” del professionista.

Altri spunti interessanti, il 13% ricorre ai social media come Facebook per commenti e domande o approfondimenti, partecipando a gruppi o Fan Page tematiche;