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La lunga attesa per la diagnosi di DSA nel Lazio

La legge n. 170/2010 ha segnato un’importante tappa nel riconoscimento del diritto allo studio dei bambini e dei ragazzi con un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA).

A 9 anni dall’approvazione della legge 170, che raccomandava alle Regioni di garantire una “diagnosi precoce” di DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) allo scopo di offrire agli studenti “eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale”, nel Lazio la norma non è stata ancora attuata.

Ne parliamo in questo servizio passato su TGR Rai Lazio, girato durante il convegno “La lunga attesa per la diagnosi di DSA nel Lazio”, organizzato il 2 Febbraio da Ordine Psicologi Lazio, e che ha visto la partecipazione di diversi Consiglieri di Regione Lazio

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Disturbi alimentari secondo il Min Salute: c’è tanta Psicologia

Il Ministero della Salute pubblica 2 documenti per far fronte ai Disturbi alimentari. Si parla molto di Psicologia.

Questi i 2 documenti prodotti dal Tavolo di lavoro del MinSalute:

  1. Raccomandazioni per interventi in Pronto Soccorso per un Codice Lilla
  2. Raccomandazioni per i familiari

Anche se, alla fine, nel documento “Raccomandazioni per interventi in Pronto Soccorso per un Codice Lilla” l’unico passaggio in cui si parla di presa in carico recita:

In presenza di grave depressione e rischio suicidario, l’indicazione al ricovero urgente in ambiente psichiatrico viene valutata con una consulenza psichiatrica urgente

debbo segnalare che, nel documento “Raccomandazioni per i familiari” numerosi sono i riferimenti a dimensioni psicologiche

Personalmente sono un sostenitore dell’efficacia del lavoro in team multidisciplinare, quindi – al netto delle prime impressioni – voglio leggere questi 2 documenti come opportunità per valorizzare ruolo e funzione dello psicologo in tale ambito… tuttavia dobbiamo costruirla questa posizione, quindi spero che il nostro amato CNOP si attivi in tal senso con il MinSalute!

Vi riporto alcuni dei passaggi PSY del documento con le raccomandazioni ai familiari:

  • I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) “Sono stati patologici complessi che influiscono sullo sviluppo corporeo e sulla salute fisica e psichica comportando gravi problemi medici, sia acuti sia cronici
  • I DNA “si associano ad una grave sofferenza psicologica ed emotiva e a difficoltà relazionali e sociali
  • depressione dell’umore, tristezza, rabbia, isolamento sociale, ossessioni, stati ansiosi e altri disturbi emotivi e psicologici che possono accompagnare i sintomi sopradescritti
  • I DNA “sono malattie complesse in cui si esprime una situazione di disagio e sofferenza psicologica attraverso un malessere fisico
  • I DNA “producono alterazioni del comportamento, del modo di pensare, dello stato psicologico e dello stato di salute dell’individuo
  • Solo un insieme di dati clinici e di laboratorio, di valutazioni psicologiche e comportamentali, di dati derivanti dall’anamnesi ci permette di arrivare a una diagnosi sicura
  • Il trattamento ambulatoriale rimane il trattamento d’elezione, ma per essere efficace deve essere effettuato da un equipe che sia in grado di affrontare tutti gli aspetti del disturbo: quelli psicologici, internistici, nutrizionali e di terapia o sostegno della famiglia
  • Ricovero ospedaliero in urgenza: “in questo caso è necessario che, oltre ai clinici, sia presente almeno un consulente psichiatra o psicologo, che possa aiutare la gestione del paziente e dei suoi genitori

Dissonanza…

Nel documento di raccomandazioni ai familiari, sui ricoveri urgenti dice che necessita la presenza di uno psichiatra o UNO PSICOLOGO… epperò nel documento con le indicazioni di intervento nei Pronto Soccorso con Codice Lilla si contraddice con “ricovero urgente in ambiente psichiatrico viene valutata con una consulenza psichiatrica

La questione è sempre la solita: a chiacchiere si riconoscere la funzione strategica del contributo psicologico, nella sostanza gli psicologi sono oramai in esaurimento nel SSN e quindi alla prova dei fatti rimane l’ambiente psichiatrico, ovvero la consulenza psichiatrica. CNOP SVEGLIA!!!

Apprezziamo per lo meno questo passaggio e vediamo di lavorare per meglio consolidare il ruolo dello psicologo, nei fatti oltreché a parole…

DOVE CERCARE AIUTO?

È necessario cercare aiuto in centri specializzati per il trattamento e la cura dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. I servizi specialistici sono fondati sul principio di multidisciplinarità dove si può attuare un progetto terapeutico sui vari versanti: psicologico, psichiatrico, nutrizionale e riabilitativo, versanti che necessariamente debbono integrarsi per percorrere il cammino verso la guarigione.
Per individuare i servizi del territorio si può consultare la mappa nazionale presente sul sito
www.disturbialimentarionline.it o chiamare il Numero Verde SOS DA 800180969

 

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Linee Guida sul Decadimento cognitivo lieve: training cognitivo determinante

L’American Academy of Neurology (AAN) ha pubblicato un aggiornamento delle linee guida sul decadimento cognitivo lieve (MCI), rivedendo la precedente edizione del 2001.

Il decadimento cognitivo lieve – Mild Cognitive Impairment (MCI) – indica un quadro di decadimento che si posiziona a cavallo tra il fisiologico processo di invecchiamento ed un vero e proprio quadro patologico di demenza.

Ci si riferisce in particolare a soggetti over 65 che presentano solitamente disturbi della memoria pur continuando a mostrare un normale funzionamento dell’attività quotidiana. Soggetti che, in significativa parte, progrediscono poi verso l’Alzheimer.

Il decadimento cognitivo lieve interesserebbe il 6,7% della popolazione tra i 60 e i 64 anni.

Secondo i dati dell’American Academy of Neurology, prosegue, interesserebbe l’8,4% delle persone di 65-69 anni, il 10,1% dei soggetti tra i 70 e i 74 anni, il 14,8% della fascia 75-79 anni, il 25,2% di quelli tra 80 e 84 anni.

A distanza di 2 anni dalla diagnosi di decadimento cognitivo lieve (MCI), quasi il 15% dei soggetti over 65 progredisce ad un quadro di demenza conclamata.

Come trattare le persone con decadimento cognitivo lieve?

Le nuove Linee Guida sul Decadimento Cognitivo Lieve confermano e sottolineano la attuale sostanziale inefficacia della terapia farmacologica, in particolare degli inibitori delle colinesterasi (donepezil, rivastigmina, galantamina).

Percorso di stimolazione cognitiva per anziani con demenza lieve e lieve-moderata
Corso Ondemand: “Percorso di stimolazione cognitiva per anziani con demenza lieve e lieve-moderata”

Non è un caso che aziende farmaceutiche come Pfizer abbiano cancellato questi filoni di ricerca, chiudendo reparti e riducendo il personale dedicato. Altre farmaceutiche stanno invece sperimentando nuove molecole, ma i primi risultati arriveranno a partire dal 2023.

Le nuove evidenze scientifiche suggeriscono al contrario che, unitamente a programmi di esercizio fisico

[bctt tweet=”training cognitivi semestrali possono produrre benefici sul Decadimento Cognitivo Lieve” username=”@nicolapiccinini”]

Anche il cervello ha bisogno di essere tenuto in allenamento. Gli studi più recenti confermano che un basso livello di scolarizzazione si associa ad una maggior prevalenza di MCI.

Maggiori informazioni le puoi trovare sulla pagina dell’American Academy of Neurology, mentre qui puoi scaricare il summery delle Linee Guida sul Decadimento Cognitivo Lieve.

Intervento sul Decadimento Cognitivo Lieve e scenari di opportunità professionale

Il CENSIS ci dice – numeri alla mano – che l’Italia è un paese vecchio e destinato ad invecchiare ulteriormente.

[bctt tweet=”Nel 2030 oltre il 26% della popolazione italiana sarà over 65. L’Italia sarà il  paese più vecchio d’Europa” username=”@nicolapiccinini”]

Nell’articolo “Anziani soli e senza assistenza. Quale il ruolo dello Psicologo?” già nel 2011 coglievo uno scenario d’opportunità professionale per lo psicologo di assoluto interesse:

  1. un italiano su quattro è over 65,
  2. circa una persona over 65 su dieci incontra problemi di decadimento cognitivo lieve
  3. di questo enorme numero di cittadini, una gran parte rappresenterà una domanda di intervento sugli stili di vita e sul training cognitivi.

Ecco, a tuo avviso, quali gli scenari lavorativi per lo psicologo? Ed in che termini?

😀

 

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Nel 2050 avremo 132 Milioni di persone nel mondo con Disturbi Mentali

Tra il 2015 e il 2050, la proporzione della popolazione mondiale oltre i 60 anni raddoppierà quasi dal 12% al 22% e, considerando che oltre il 20% degli over 60 soffre di disturbi mentali, che i disturbi mentali e neurologici tra gli anziani rappresentano il 6,6% della disabilità totale (DALY) per questa fascia di età e che i disturbi nelle persone anziane rappresentano il 17,4% degli anni vissuti con disabilità (YLD), c’è di che preoccuparsi.

 

Corso Online
Corso Online “Percorso di stimolazione cognitiva per anziani con demenza lieve e lieve-moderata”

E infatti per l’Oms la salute mentale resta una delle emergenze prioritarie per gli scenari della sanità nei prossimi anni. I disturbi mentali e neurologici più comuni nella terza età sono la demenza e la depressione, che colpiscono rispettivamente il 5% e il 7% della popolazione più anziana del mondo. I disturbi d’ansia colpiscono il 3,8% della popolazione anziana, i problemi di consumo di sostanze colpiscono quasi l’1% e circa un quarto dei decessi per autolesionismo sono tra le persone di 60 anni o più. I problemi di abuso di sostanze tra le persone anziane sono spesso trascurati o erroneamente diagnosticati.

Si stima che siano 50 milioni le persone in tutto il mondo che vivano con demenza e che quasi il 60% di questi viva in paesi a basso e medio reddito. Un numero destinato ad aumentare fino a 75 milioni di persone con demenza nel 2030 e addirittura a 132 milioni nel 2050 (controllare perché i dati sui grafici sono diversi).

[bctt tweet=”La depressione causa grande sofferenza e porta a compromettere il funzionamento nella vita quotidiana.” username=”@nicolapiccinini”]

La depressione è sotto diagnosticata e sottoposta a trattamento insufficiente nelle strutture di assistenza primaria. I sintomi sono spesso trascurati e non trattati perché coincidono con altri problemi riscontrati dagli adulti più anziani.

 

Scarica i 3 ebook dell’OMS su salute mentale e demenza

 

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  1. Piano azione salute mentale 2013-2020
  2. Piano demenza 2017-2025
  3. Demenza priorità salute pubblica

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Per questo l’Oms torna a parlare ancora una volta del tema e rilancia il suo piano d’azione contro le demenze sintetizzabile in quattro obiettivi principali:

  • rafforzare una leadership e una governance efficaci per la salute mentale;
  • fornire servizi completi, integrati e reattivi per la salute mentale e l’assistenza sociale in contesti basati sulla comunità;
  • attuare strategie di promozione e prevenzione nella salute mentale;
  • rafforzare i sistemi informativi, le prove e la ricerca per la salute mentale.
Secondo l’Oms, poi, è molto importante preparare gli operatori sanitari e le società per soddisfare i bisogni specifici delle popolazioni più anziane, tra cui:
  • formazione per i professionisti della salute nel fornire assistenza agli anziani;
  • prevenire e gestire malattie croniche associate all’età, inclusi disturbi mentali, neurologici e di uso di sostanze;
  • progettare politiche sostenibili a lungo termine e cure palliative; e
  • sviluppo di servizi e impostazioni adatti all’età.

 

 

Tratto da QuotidianoSanità

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Nuove Linee Guida su IPERTENSIONE: determinante lo “stress psicosociale”

Lo stress psicosociale è un fattore di rischio per l’ipertensione e in quanto tale deve esser considerato nel progetto di cura del paziente.

Questo viene affermato nelle nuove Linee Guida sull’Ipertensione, pubblicate nel 2017 dall’American College of Cardiology (ACC) e dall’American Heart Association (AHA).

[bctt tweet=”La modifica dello stile di vita è la pietra angolare del trattamento dell’ipertensione. Robert M Carey, University of Virginia” username=”@nicolapiccinini”]

Corso Ondemand: “Il gruppo psicologico con persone affette da patologie croniche”

La guida 2017 è specificamente dedicata a prevenzione, rilevazione, valutazione e gestione dell’ipertensione arteriosa negli adulti. Rispetto all’edizione 2003 del JNC7, scompare la categoria della ‘pre-ipertensione’ (in precedenza indicata da valori di 120-139 mmHg per la sistolica e 80-89 mmHg) e si abbassa il livello di normalità, non più 140/90, ma 120/80 mmHg.

L’abbassamento delle soglie porterà ad un aumento di circa il 14% degli ipertesi, la gran parte dei quali gestibili tuttavia con un accurato counseling psicologico sugli stili di vita ed i comportamenti salutari, più che con farmaci ipertensivi.

A triplicare saranno soprattutto gli ipertesi under 45, mentre le donne classificate come ipertese in questa fascia d’età raddoppieranno.

Scarica il documento integrale!

 

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Nuove Linee Guida su IPERTENSIONE 2017

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Ansia e depressione nei luoghi di lavoro determinano una perdita economica del 4-6% del PIL

I problemi sanitari legati al lavoro – ansia e depressione in primis – determinano una perdita economica del 4-6% del Pil per la maggior parte dei paesi.

In tutto il mondo, oltre 300 milioni di persone soffrono di depressione, la principale causa di disabilità. Più di 260 milioni vivono con disturbi d’ansia. Molte di queste persone vivono con entrambi. Un recente studio condotto dall’Oms stima che i disordini di depressione e ansia costano l’economia globale a 1 trilioni di dollari ogni anno in una perdita di produttività.

Un ambiente di lavoro negativo può portare a problemi di salute fisica e mentale, uso nocivo di sostanze o alcool, assenteismo e perdita di produttività.

A livello mondiale, il piano globale d’azione dell’Oms sulla salute dei lavoratori (2008-2017) e il piano d’azione per la salute mentale (2013-2020) definiscono principi, obiettivi e strategie di attuazione per promuovere la buona salute mentale sul posto di lavoro.

Questi due ebook includono:

  • affrontare determinanti sociali della salute mentale, quali gli standard di vita e le condizioni di lavoro;
  • attività di prevenzione e promozione della salute e della salute mentale, incluse le attività volte a ridurre la stigmatizzazione e la discriminazione;
  • e aumentare l’accesso alle cure basate sulle prove attraverso lo sviluppo di servizi sanitari, incluso l’accesso ai servizi sanitari professionali.

Scarica i due documenti

 

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Il Piano globale Oms per la salute dei lavoratori

Il Piano globale Oms sulla salute mentale

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Articolo tratto da http://www.quotidianosanita.it/

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Gioco d’azzardo, agli italiani il primato europeo

Quando il gioco si fa duro… l’Italia gioca d’azzardo!

1 slot machine ogni 143 abitanti, contro Spagna con 1 ogni 245 abitanti e Germania con 1 ogni  261.

Nel 2016 il gioco d’azzardo in Italia ha raccolto 96 Miliardi di euro, l’8% in più rispetto al 2015. Negli stessi anni, i fondi che lo Stato dedica alla Ricerca diminuiscono di 212Milioni, passando da 5,94 miliardi di euro a 5,59 🙁

Slot da intrattenimento e videolottery sono le tipologie che, assieme, raccolgono il 51% da gioco d’azzardo; seguono i giochi di carte (17%), le lotterie e il gratta e vinci (9%), il lotto (8%) e via via le altre attività. La raccolta risulta in costante crescita dal 2008, quando era stata di 47,5 miliardi, arrivando a raddoppiare lo scorso anno.

Il tutto con 206 sale bingo, 1.333 luoghi di scommesse sportive, 237 per i giochi d’ippica e 3.160 per le scommesse ippiche, 5 mila sale videolottery, 33.800 luoghi per giochi a totalizzatore, 34 mila ricevitorie del lotto, 63 mila punti di vendita per le lotterie, 85 mila esercizi commerciali con slot. E i tantissimi siti Internet di scommesse online (6 mila dei quali inibiti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli) (fonte: Agenzia delle dogane e dei monopoli).

L’Italia è il paese in cui monarca assoluto sono le macchinette mangiasoldi e nel gioco d’azzardo legale occupa il nono posto al mondo per perdite di denaro da parte dei giocatori.

Disturbo da gioco d’azzardo: prevenzione, diagnosi e cura
Corso Online GRATUITO “Disturbo da gioco d’azzardo: prevenzione, diagnosi e cura”

Tanto che il gioco d’azzardo ha raggiunto un costo sociale difficile da sostenere, configurandosi come una vera e propria dipendenza che ha effetti sulle famiglie e spiana la strada alla malavita, al fenomeno dello strozzinaggio, alle estorsioni.

Sono 17 milioni gli italiani che hanno giocato almeno una volta (fonte: Cnr) e 2,5 milioni quelli giocatori abituali e, dunque, a rischio dipendenza (anche se appena 7 mila sono in cura presso le Asl). La Lombardia è la regione che più contribuisce alla raccolta del gioco d’azzardo (19,5%), seguita da Lazio (10,6%), Campania (9,8%), Emilia-Romagna (8,3%), Veneto (8,1%) e via via tutte le altre.

Il recente accordo raggiunto in sede di conferenza Stato-Regioni sul riordino dei giochi d’azzardo (slot e videolottery) porterà a dimezzare in 3 anni i punti gioco. La determinazione delle fasce orarie di apertura e della distanza da luoghi “sensibili” (scuole, luigi di culto e di aggregazione giovanile) sarà invece demandata ai sindaci.

Fonte: http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/conad/2017/10/03/news/gioco_d_azzardo_agli_italiani_il_primato_europeo-177268177/

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277 Milioni di € per le Politiche Sociali nel 2017

Via libera dalla Conferenza delle Regioni al riparto del Fondo Sociale del 2017: saranno quasi 277 milioni di euro, per le Regioni, che serviranno a finanziare servizi fondamentali per le fasce più fragili della popolazione.

Di questo totale, 212 milioni provengono dal “Fondo per la Lotta alla Povertà” del Ministero delle Politiche Sociali.

È stato un lavoro complesso, ma sono davvero soddisfatto, perché abbiamo riportato le risorse destinate alle politiche sociali allo stesso livello di qualche anno fa quando sul settore erano purtroppo intervenuti pesanti tagli legati al contenimento della spesa pubblica”, ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, commentando l’intesa sul riparto del Fondo.

Questa la tabella di distribuzione:

 

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Esplode la vendita online di antidepressivi, ansiolitici e antidolorifici

Antidepressivi, ansiolitici e antidolorifici insidiano lo strapotere del Viagra e dei suoi fratelli nella vendita online di farmaci illegali.

Questo è quanto afferma il tenente colonnello Andrea Zapparoli, alla guida del reparto operativo dei Nas a Roma: «Negli ultimi due anni abbiamo registrato un boom di sequestri. Ma più che a un fenomeno criminale, con antidepressivi e ansiolitici siamo di fronte a un fenomeno sociale».

Ed in effetti di fenomeno sociale si tratta, e ci racconta di segmenti sempre più ampi di popolazione in stato di difficoltà e disagio, persone che potrebbero andare (e vanno!) dal proprio medico di famiglia, che potrebbero andare dallo psicologo (se solo fosse presente nel SSN!), e che invece scelgono la più patinata e nascosta strada (assai pericolosa!) dell’acquisto online.

Fino a qualche anno fa il commercio illegale online di farmaci riguardava più che altro pasticche per culturisti, per disfunzioni erettili e per diete strabilianti. Oggi si allarga alle “persone qualunque“, le persone con i malesseri più o meno importanti di questa società complicata.

Una società che ti complica la vita, e parimenti ti chiede di essere adeguato, forte, competente e performante. Perché andare da uno psicologo a “perdere tempo” ed a doversi mettere in gioco? Perché, adesso, andare anche da un medico di base a farsi prescrivere psicofarmaci? Perché rischiare lo stigma quando puoi ordinare comodamente dal tuo divano di casa una confezione di farmaci, a scelta?

Internet è un agito, ordinare antidepressivi o ansiolitici sul web è piuttosto semplice. Se per acquistare droghe online devi accedere al dark web, usare espedienti per aggirare i controlli, per antidepressivi ed ansiolitici basta collegarti  ad una delle migliaia di farmacie online.

Le persone mediamente sono consapevoli della mancanza di standard di sicurezza, sono mediamente consapevoli dei possibili rischi, ma ciò nonostante procedono all’acquisto ed assunzione… sperando vada bene…

La Apple, per migliorare le modalità di interazione dell’utente con l’assistente virtuale SIRI, sta cercando ingegneri specializzati in “Siri Software Engineer, Health and Wellness” e tra i requisiti supplementari inserisce esperienza nel campo della psicologia o della consulenza psicologica.

Le persone parlano seriamente con Siri” si legge nell’annuncio. “Parlano con Siri di ogni sorta di argomento, incluso quando hanno avuto una giornata stressante o hanno qualcosa di serio in mente. Si rivolgono a Siri per le emergenze e vogliono indicazioni su come condurre una vita più sana”.

I claim dei famosi spot pubblicitari e degli innovativi progetti di sviluppo tecnologico ci vogliono convincere che le tecnologie connettono le persone, che i social connettono, ma la realtà dei fatti spesso dice tutt’altro… ci racconta di persone sole, di persone fragili che preferiscono rischiare la propria salute, in solitudine, perché non sanno chiedere aiuto, perché sentono più sicuro tutelare la loro apparente, patinata, vita di stento e sofferenza.

Vi lascio con l’amaro e divertente video della miniserie #VoltaPagina, prodotta nel 2015 da Ordine Psicologi Lazio in collaborazione con Filippo Giardina

Vuoi cambiare vita?

 

Fonte: http://www.repubblica.it/salute/medicina/2017/09/18/news/sul_web_c_e_lo_psicoboom-175268160/

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Diabete e obesità le nuove malattie urbane

Aumentano le patologie croniche in città!

La pandemia sociale del diabete e dell’obesità, decretata dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ogni giorno registra un incremento: basti pensare che si è passati da 108 milioni di casi nel1980 a 422 milioni nel 2014 e si stimano 642 milioni per il 2040.

 

Diabete urbano

Così viene definito il fenomeno e inserito in quello più largo dell’aumento di tutte le malattie croniche non trasmissibili nelle città: secondo i dati forniti nella due giorni romana, in Italia il 52% delle persone con diabete risiede nei primi 100 centri urbani. Una persona su tre con diabete, hanno spiegato gli esperti, risiede nelle 14 città metropolitane italiane, e a Roma è diabetico il 6,5% della popolazione, contro il 5,4% della media nazionale, più della media laziale.

Andrea Lenzi, presidente di Health City Institute, altro organismo che ha aderito con Roma, seconda città europea dopo Copenhagen, al programma Cities Changing Diabetes (tra le altre città aderenti anche  Shangai, Vancouver, Johannesburg, Città del Messico) spiega che “l’ambiente urbano influenza il modo in cui le persone vivono, mangiano, si muovono, tutti fattori che hanno un impatto sul rischio di sviluppare il diabete“. Età (il 70% dei diabetici di tipo 2 italiani ha più 60 anni), condizione sociale e istruzione sembrano essere, con qualche elemento contraddittorio, determinanti.

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Corso ondemand:
L’intervento psicologico in diabetologia

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Curare il sano

La frase emersa al convegno sembra una nuova forma di “medicalizzazione” ma andrebbe interpretata invece come “Proteggere il sano”. Prevenzione in primis in un dialogo continuo tra medico e paziente: alleanza dunque e niente paura dell’empowerment o del “paziente informato”. Fare sistema, gestione integrata, presa in carico, percorsi terapeutici, indicatori e utilizzo intelligente dei big data, educazione e accompagnamento. [/vc_column][/vc_row]

Niente paura di dr.Google, speciale attenzione all’aderenza alle terapie, alle complicanze e alla comorbidità anche multipla, dall’obesità all’ipertensione, dalle dislipidemie alla depressione, veri moltiplicatori della spesa ospedaliera, ed elementi tutt’altro che sotto controllo, sguardo agli aspetti psicologici e relazionali dei pazienti.

 

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Accordi economici e malattie.

Su diabete e obesità, infine, una ricerca pubblicata sul Canadian Medical Association Journal mette in relazione gli accordi Nafta Usa-Canada sui cibi (in particolare i dazi ridotti sullo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, con un raddoppio delle importazioni tra il 1994 e il 2000) con l’aumento di obesità e diabete.

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Corso ondemand:
Il gruppo psicologico con persone affette da patologie croniche[/vc_column][/vc_row]

Molto discutibile e non provata la causa-effetto: c’è solo un forte legame e un sospetto. Ma va registrata per autorevolezza e per quel che vale. Sarà certamente utilizzata da tutti gli oppositori dei vari trattati economici internazionali. Quello tra Europa e Canada è appunto in agenda

 

Fonte: http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2017/07/05/news/diabete_l_epidemia_e_sempre_piu_urbana-170042186/