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Psicologi & Professione

Studi di Settore Psicologi. C’è da lavorarci!

Oggi, come Ordine Psicologi Lazio, siamo stati auditi dal So.S.E. (Società Studi di Settore). Come già detto, abbiamo rilevato discrepanze anche importanti tra i redditi medi dello psicologo, presunti dalla Agenzia delle Entrate ed il reddito medio reale. Con tutto ciò che ne consegue in termini di impatto fiscale.

Ebbene, abbiamo chiesto questo incontro per poter rappresentare alcune criticità e valutare se e come procedere a taratura degli indicatori e dei criteri utilizzati.
Queste le indicazioni emerse, su cui sia il So.S.E. che noi psicologi saremo chiamati ad attivarsi ed a pianificare ulteriori spazi di incontro e confronto:

1) Professione in Rosa

L’85% degli psicologi è donna ed una parte significativa pratica la professione in modo più periferico e limitato, certamente per la crisi, ma anche per un importante investimento di tempo ed energia sul fronte famiglia/figli. Senza tener di conto del contesto culturale vigente in Italia che di certo non premia l’essere donna ed assieme l’essere professionista.
Il So.S.E. sta già lavorando alla taratura dei parametri al fine di ospitare questo impatto di genere

2) Professione giovane

Il 48% dei colleghi iscritti all’ENPAP ha meno di 40 anni. Siamo una professione estremamente giovane, tuttavia i dati provenienti dalla Cassa indicano che il reddito cresce al crescere dell’età professionale. Altrimenti detto: siamo giovani e squattrinati, e questa condizione riguarda la metà circa della popolazione professionale.
Il So.S.E. stava già lavorando alla taratura dei criteri per ospitare questa dinamica reddituale legata all’età professionale.

 ENPAP-Bilancio-Consuntivo-2012-eta-reddito

3) Densità territoriale

La sola provincia di Roma ha circa un diciottesimo degli psicologi EUROPEI, ha un rapporto di 1 psicologo ogni 315 cittadini, quando in Germania è di 1 a 2000 ed in Inghilterra di 1 a 3000. Tra regione e regione abbiamo densità molto diverse, che generano dinamiche di reddito anche molto differenti. Non è un caso che Roma, ad esempio, segni un reddito medio più basso della media nazionale.
Questo dato non era invece già presidiato dal So.S.E. e quindi abbiamo avuto modo di approfondirlo. Hanno già applicato un criterio di “densità territoriale” con un’altra famiglia professionale e proveranno ad effettuare scenari anche con la nostra.

4) Semplificazione

Abbiamo anche chiesto al So.S.E. di poter semplificare la modulistica e ci hanno assicurato che la semplificazione è un’istanza che l’Agenzia delle Entrate sta spingendo molto, al di là delle richieste che noi, come altri, abbiamo posto.e

5) Cluster da raffinare

La popolazione degli psicologi è complessivamente suddivisa in 12 cluster, in 12 segmenti che – presumibilmente – dovrebbero essere rappresentativi ed esaustivi dei contesti e tipologie di attività tipiche della nostra professione. Anche in base ai diversi cluster l’Agenzia delle Entrate produce dei prospetti di reddito presunto. Lo sviluppo migliorativo dei cluster è forse la dimensione più strategica su cui intervenire, ma dovrà vedere un lavoro congiunto del So.S.E. e degli psicologi.
Il So.S.E. si è infatti reso disponibile a modificare i cluster attuali ed a calibrarli, ma ovviamente noi dobbiamo essere in grado di fornire dati, intelligence, utile a loro per effettuare tale operazione.

TEMPISTICHE

Ahimé avremo tempo sino a metà maggio per fornire indicazioni riguardanti i cluster. E comunque l’indicazione gli dovrà giungere dal Consiglio Nazionale. Ce lo hanno chiesto, facendoci notare che l’attivazione di un Ordine regionale è impropria. Gli abbiamo rappresentato l’attuale vacanza del CNOP e l’urgenza di attivarsi, ma riconosciamo che l’interlocuzione è impropria per livello.

Abbiamo adesso un margine di azione di brevissimo periodo ed uno di medio-lungo.

Nel breve periodo, l’unica possibilità è di interloquire con l’ENPAP per capire se esistono dati ed intelligence utili ed utilizzabili, da poter restituire al So.S.E. entro metà maggio, così da andare in taratura dei cluster e quindi in ottimizzazione degli studi di settore per lo Psicologo. Se tali dati non dovessero essere disponibili, né producibili nell’immediato, dovremo attendere la prossima ritaratura ed intanto tenerci gli attuali.

Nel medio lungo periodo, insediato il nuovo Consiglio Nazionale (di cui farò parte), si procederà ad individuare il nuovo referente per il So.S.E. (il precedente ed attuale è Marco Nicolussi, ex Presidente Veneto) e si potrà così cominciare a lavorare – assieme al So.S.E. – ad una taratura ottimale dello strumento “studi di settore” per lo Psicologo.

In tutto ciò, anche ciascun singolo psicologo dovrà fare la sua parte. Quanto più saremo in grado di produrre fatture “intelligenti”, con voci di prestazione dettagliate e che si muovono a livello nazionale all’interno di un set di voci e tipologie tendenzialmente condivise, tanto più il So.S.E. avrà a disposizione una intelligence utile a modificare i cluster e ad attribuire pesi e misure aderenti al reale. In tutto ciò, anche Ordini territoriali ed ENPAP potranno giovare un importante ruolo di facilitatori, magari, organizzando spazi e momenti di sensibilizzazione ed educazione fiscale ai colleghi.

In definitiva, com’era lecito attendersi, non esistono bacchette magiche, ma rapporti, relazioni, interlocuzioni di creare ed alimentare nel tempo 😉

Buona vita e buon lavoro!