Malati di tumore, depressione e sostegno psicologico

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Percorsi di cura integrati, con presenza di psicologo, risulterebbero efficaci nel ridurre la depressione dei malati oncologici e migliorerebbero la qualità di vita rispetto alle usuali cure fornite dal solo medico di Medicina generale.

Potrebbe risultare una affermazione banale e scontata, tre studi (pubblicati su Lancet, Lancet Psychiatry e Lancet Oncology) forniscono invece importanti evidenze:

  •  l’analisi dei dati di oltre 21.000 pazienti oncologici dimostra che la depressione maggiore è più comune nei malati di cancro. Inoltre, il 73% dei malati oncologici depressi non riceve cure antidepressive,
  • il programma Depression care for people with cancer (Dcpc), che ha coinvolto 500 adulti con depressione maggiore e un cancro a sopravvivenza stimata di oltre 12 mesi, ha dimostrato che il programma era significativamente più efficace sulla depressione, con una riduzione a sei mesi di almeno il 50% dei sintomi nel 62% dei pazienti trattati rispetto al 17% di chi aveva ricevuto le consuete cure, esclusivamente mediche,

Dice Michael Sharpe dell’università di Oxford, Regno Unito: «Questi dati dimostrano l’enorme vantaggio offerto dal Dcpc ai pazienti con cancro e depressione al costo, piuttosto modesto, di circa 600 sterline a persona».

A fronte di ciò, almeno rispetto a quando accade nel Lazio, disponiamo di SOLI 4 servizi di psico-oncologia.

26.000 nuovi casi di cancro all’anno in Regione Lazio gestiti da 4 servizi con personale precario, a termine, se non costituito da tirocinanti e borsisti!

Afferma Patrizia Pugliese, coordinatore SIPO Lazio:

[well]Tutti i pazienti oncologici necessitano di una valutazione psicologica iniziale, perché in questo modo vengono riconosciuti subito i malati a rischio di morbidità psicologica. L’obiettivo è prevenire il distress psicologico. Servirebbe quindi uno psico-oncologo nelle diverse specialità (chirurgia, oncologia ecc..). Ma questo è non è possibile nella Regione, visto che il personale è insufficiente. Il cancro, più di ogni altra patologia, provoca ansia e depressione: un paziente oncologico su tre ne soffre (30-35%), al punto da richiedere una terapia dedicata. E ben il 70% patisce un disagio psichico generale[/well]

Come Ordine Psicologi Lazio abbiamo colto con favore l’esortazione del Presidente della Commissione Politiche Sociali e Salute della Regione Lazio, Rodolfo Lena, secondo cui  la figura professionale dello psicologo deve essere pienamente integrata nel percorso di cura del malato di cancro.

Avremo modo di confrontarci con l’On. Lena sull’opportunità, anche a livello di abbattimento costi del sistema sanitario regionale, di integrare in modo strutturato la presenza dello psicologo nelle equipe dedicate ai malati oncologici.

Fonti:

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1 COMMENT

  1. Non mi sembra di ricordare che il sostegno psicologico 'da solo' funzioni. Di solito è integrato con trattamenti farmacologici. Il punto è che quando uno psicologo è in un servizio, abituato come' a fare il fcilitatare di comunicazione, ad osservare, a seguire i tempi dell'ascolto e della riflessione, a collegarsi coi colleghi che eventualmente fan gli 'invi' e a far restituzione ai colleghi, magari a supervisionarli nella comunicazione della diagnosi, beh cosi' dà valore aggiunto alla qualità del lavoro di presa in carico dei pz. Ma perché lavora sulla complessità (adattamento della persona alla malattia, adattamento della persona al contesto di cura), mica perché risolve tout court la sofferenza mentale! senno' torniamo indietroo allo psico dei matti, e non a quello della slaute.