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FONDAZIONE PSICOLOGI. Molti soldi, poche garanzie. Voi la volete?

Il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, rappresentato dal preSidente Fulvio Giardina, intende creare una FONDAZIONE PSICOLOGI

Questo 29 e 30 Aprile discuteremo il seguente punto in OdG “Prima lettura della bozza di Statuto per la costituzione della Fondazione“, tuttavia

ballano molti SOLDI, ho forti dubbi sulle condizioni ambientali che ad oggi accompagnano tale iniziativa!

Le Fondazioni (si possono facilmente costituire presso un notaio, con una spesa minima) possono accedere al 5 per mille, hanno sgravi fiscali,  possono liberamente ricevere fondi, donazioni, da aziende pubbliche ma anche da privati, senza l’obbligo di dichiarare chi le finanzia e senza il dovere di depositare un bilancio.

A discrezione del loro management, le Fondazioni possono rimanere al riparo da sguardi indiscreti ed anche da norme severe, come il falso in bilancio, che significa galera. Neppure devono tenere necessariamente una contabilità ufficiale delle erogazioni ricevute. Una vera pacchia.

 

In prima battuta vi illustro le ragioni dei miei forti dubbi, a seguire le caratteristiche che avrebbe questa Fondazione Psicologi (così come da bozza statuto inviatoci in visione)

Insomma, avviare e gestire una Fondazione Psicologi, che gestisce decine e centinaia di migliaiai di euro degli psicologi, che può acquistare immobili e molto altro, è una questione moooolto delicata che richiede massima TRASPARENZA, massima ETICA, massima GARANZIA

 

La trasparenza

Da oltre 2 anni lamento mancanza di adeguata trasparenza in CNOP Consiglio Nazionale Ordine Psicologi.

Non esistevano delibere con l’esplicitazione di budget per l’avvio di iniziative, l’affido di incarichi e così via. Ho più volte votato contrario a deliberazioni, con dichiarazione di voto, lamentando questa opacità nella gestione dei soldi del CNOP.

Purtroppo, nell’area riservata, i Verbali non sono pubblicati (come ad esempio in Ordine Lazio) e quindi mai le potrai leggere 😉

Ed anche la sezione Amministrazione Trasparente fino a poco fa era completamente VUOTA ed ora è stata popolata dal alcuni documenti, ma non da quelli più succulenti, dove si parla di soldi

 

L’Ordine Sicilia che cade a pezzi su questioni di SOLDI

L’Ordine Psicologi Sicilia è rappresentato dal preSidente Fulvio Giardina, che è anche preSidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi.

In questi giorni si sono dimessi 4 Consiglieri di maggioranza (tra cui la VicePresidente!!!) per un presunto “episodio di uso improprio di SOLDI“. Questa la segnalazione del consigliere di minoranza Angelo Barretta:

La discussione si è sviluppata, altri elementi stanno emergendo. La vicepresidente avrebbe lamentato che di fatto questo è solo l’ultimo episodio. Sarebbe interessante sapere se intedeva riferirsi?

Si parlerebbe – sempre secondo la dichiarazione della VicePresidente, sopra riportata dal Consigliere di minoranza – di un presunto uso fuori evidenza Consiglio della carta di credito dell’Ordine.

Parrebbe pure, dalle discussioni emerse su Facebook, che nello specifico l’evento presentava gli esiti di un progetto gestito da una associazione la cui presidente è figlia di uno degli attuali consiglieri.

Insomma, continuano a trapelare informazioni che certamente pongono seri dubbi sulle culture e pratiche di gestione dei soldi degli iscritti. Sono certo che è tutto un malinteso, ma intanto le dimissioni ci sono e le informazioni sono pubblicamente circolate da chi lì c’era.

 

Lo scandalo ENPAP del palazzo in via della Stamperia

E’ una ferita inferta alla comunità degli psicologi che ancora stenta a rimarginarsi, e ciò anche a causa delle scelte politiche – nuovamente – del preSidente Fulvio Giardina.

A fronte dello scandalo, l’ex preSidente ENPAP Angelo Arcicasa è imputato per truffa aggravata. Era una maggioranza espressione di AUPI (che nonostante lo scandalo lo ricandidò alle elezioni poi vinte da AltraPsicologia), del sindato degli psicologi sanitari il cui segretario generale è il dott. MARIO SELLINI.

In quest’ultimo periodo, presso i tribunali di Roma, i giudici stanno ascoltando MARIO SELLINI in udienze del processo di via della Stamperia, come testimone informato di fatti.

Noi di AltraPsicologia stiamo andando alle audizioni, ma siamo soli, non c’è nessuno. Sarebbe estremamente ILLUMINANTE ascoltare ciò che emerge!

Negli atti ufficiali MARIO SELLINI, sebbene non sia stato imputato, risulta di fatto presente nelle varie fasi della trattativa. Il Giudice, durante le udienze, lo ha più volte ammonito per presunta RETICENZA. 

Perché ti racconto di Sellini e dell’indagine per truffa aggravata ai danni dell’ENPAP e degli psicologi italiani?

Perché Fulvio Giardina ha ben pensato di inserire Mario Sellini in Staff di Presidenza CNOP, come… consulente ai rapporti con la Pubblica Amministrazione!!!!

sellini-staff-cnop

In pratica il Consiglio Nazionale degli Psicologi si avvale, per i rapporti con la Pubblica Amministrazione di quella stessa persona che compare negli atti ufficiali dello scandalo della Stamperia e che viene audito dai Giudici su tale materia (ripeto: come soggetto NON imputato)

NON MI CAPACITO!!!!

 

Un CNOP allineato a prescindere

Altro elemento da non sottovalutare… oramai in Consiglio Nazionale esiste una minoranza formata da 3 Ordini (Lazio, Piemonte e Marche), dopodiché un blocco unico di maggioranza…

Uno stuolo di preSidenti che vota favorevole, sempre favorevole, in scioltezza, anche laddove mancano elementi di budget, dove mancavano delibere, dove viene meno il rispetto del primato (da Regolamento) del Consiglio… insomma, oramai tutt’uno per me molto poco distinguibile…

 

 

Ora, in queste condizioni – e mi limito alle più eclatanti – il preSidente Fulvio Giardina ci propone di votare la creazione di una Fondazione Psicologi, che movimenterà centinaia di migliaia di euro, di SOLDI DEGLI PSICOLOGI!

TU COME VOTERESTI? STARESTI TRANQUILLO E SERENO?

 

Ho ricevuto adesso la bozza dello statuto che discuteremo il 29 e 30 Aprile pv.

La bozza di Statuto della Fondazione è un “assegno in bianco” ai gestori

Il mandato della Fondazione sarebbe: “soddisfare anche la richiesta di attività di formazione permanente, aggiornamento, informazione professionale nel migliore interesse dell’utente e della collettività e per conseguire l’obiettivo dello sviluppo del,a comunità professionale professionale”

Con quali e quanti soldi? Con quali criteri di qualità? Con quali criteri di trasparenza? Chi gestirà le attività di formazione e aggiornamento? Come verrebbe scelto? Chi verrebbe chiamato a fare numerose ore di formazione? Ci sarebbero Enti a cui sub-appaltare l’erogazione di formazione? Chi siederà nel Consiglio di Amministrazione? Come verrà scelto? Quanto verrà pagato? Potremo accedere ai bilanci quando neppure quelli del CNOP sono visibili? Magari metterete a preSidenza il buon Mario Sellini? E Form-AUPI (ente di formazione del sindacato AUPI) verrebbe nel caso coinvolto?

Non solo, lo Statuto riporta diverse altre “competenze”

Art. 1, comma 1: “il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi od altro organismo equivalente che lo dovesse sostituire nei poteri…“

Che significa? Che si possono individuare organismi esterni al CNOP in grado di rappresentare a PIENI POTERI la gestione della Fondazione, ovvero dei soldi degli psicologi?

Art. 4, comma b: “individuare specializzazioni e specifiche competenze all’interno della professione“

Che significa “individuare specializzazioni”? Solo lo STATO può stabilire specializzazioni, non una Fondazione di diritto privato!

Art. 4, comma e: “sostenere e valorizzare le attività di formazione, aggiornamento ed informazione professionale svolte da altri enti accreditati e comparteciparvi con qualsiasi forma di collaborazione“

Che significa? In potenza se il gestore è amico di una specifica scuola di specializzazione, o di un ente di formazione, o di un provider ECM può dargli dei soldi degli psicologi senza doverne rendere conto? Senza nessuna procedura ad evidenza e/o comparazione? Queste maglie larghe possono creare MOSTRI

Art. 5, comma f: “realizzare ed attuare programmi e iniziative di formazione, aggiornamento ed informazione professionale degli psicologi e di coloro che studiano per divenirlo“

Che significa? Soldi per le UNIVERSITA’? Soldi per soggetti privati (anche amici) che lucrano con studenti di Psicologia?

La Fondazione Psicologi potrà inoltre (stando a quanto scritto nella bozza di statuto):

(i) acquisire immobili in proprietà

INCREDIBILE!!! Abbiamo subito l’onta della Stamperia, abbiamo un CNOP che prevede una Fondazione con la possibilità ACQUISTARE IMMOBILI… non voglio crederci!!!

(ii) investire gli eventuali proventi della propria attività, anche quelli provenienti dai beni immobili, nella realizzazione degli scopi statutari;

Si, hai capito bene, è previsto che la Fondazione Psicologi possa generare proventi economici, ed anche mediante i beni immobili… ma quali maglie larghe apre questo statuto? Cosa rischiamo di dare ed in mano a chi?

(iii) esercitare ogni altra attività, anche di prestazione di servizi

Che significa? In pratica si mette in totale CONFLITTO DI INTERESSE con chi già opera nel mercato, con ovvia posizione privilegiata, essendoci dietro il CNOP e/o altre istituzioni?

(IV) partecipare o costituire società di persone o capitale, consorzi, associazioni ed ogni altra struttura economico-organizzata

E qui diventa palese e pacchiana la cosa…

 

Decine, centinaia di domande sulle modalità di gestione di questa Fondazione Psicologi…

Chiariamoci… le persone qui citate sono tutte persone indubbiamente integre, oneste e d’onore. Ci mancherebbe! E’ che ci sono elementi di realtà – oggettivi – che mi pongono dei dubbi… insomma, visto che qui le denunce per diffamazione fioccano, sino a chiedere 200.000€ di risarcimento ad una iscritta della Sicilia, metto avanti le mani… non intendo diffamare nessuno, mi state tutti simpatici, vi rispetto… ma NON MI FIDO per mille legittime ragioni 🙂

 

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Nuova Sentenza Cassazione favorevole agli Psicologi su Counseling, Ansia e Stati Emotivi

La Corte Suprema di Cassazione, in data 15 Marzo 2016, ha respinto il ricorso proposto da un così definitosi “psicosmatista di impresa” (ma quanta creatività hanno questi abusivi?!?) contro la sentenza 1328/2015 della Corte di Appello di Bologna che lo aveva precedentemente condannato per per esercizio abusivo di professione di psicologo, come da Art. 348 del Codice Penale.

La Cassazione conferma quindi la sentenza della Corte di Appello di Bologna apportando argomentazioni di assoluto rilievo ai fini della tutela dello psicologo, ma anche e soprattutto dei cittadini!

 

Per il download della SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE clicca LIKE Facebook e/o TWEET Twitter, così da poterla diffondere e condividere con altri colleghi. Grazie 😀
Qui di seguito i due bottoni

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Ansia e ricadute emotive dell’obesità

Questo il primo passaggio di assoluto rilievo:

“la Corte territoriale, anche con precisi riferimenti alla conforme decisione di primo grado, ha ritenuto che i clienti si rivolgessero alla ricorrente a causa di disturbi di natura psicologica (ansia, ricadute emotive dell’obesità, ecc…), ottenendo, sulla base di sedute fondate sul dialogo, una guida comportante l’indicazione dei rimedi volti alla prevenzione del disagio e/o alla guarigione del paziente”

Secondo la Sentenza di Cassazione, quindi, domande di intervento su stati d’ansia, così come domande di intervento su stati emotivi (al di là poi che sia per obesità o altro) della persona rientrano nelle competenze ESCLUSIVE dello Psicologo, nella misura in cui il dialogo mira a generare un cambiamento favorevole nella persona, rispetto allo stato con cui arriva al professionista.

Spesse volte counselor e similari, la buttano sull’empatia, sulle emozioni dello stare bene e bla bla bla… ecco, la Sentenza, da questo punto di vista è decisamente chiara e netta. Una grande risorsa giurisprudenziale

 

Counseling Psicologico

Questo l’altro passaggio interessante:

“la Corte territoriale esclude quindi coerentemente la ricorrenza nel caso di specie, connotato di fatto da attività di diagnosi e cura, dell’attività di counseling psicologico, la quale ultima non pare per sua natura, anche in relazione alla intrinseca delicatezza e complessità dell’ambito di intervento, difforme da quella propria dello psicologo”

La Sentenza in pratica va a rafforzare che il counseling è psicologico ed in quanto tale è attività tipica e propria dello psicologo.

 

L’importanza della Continuità

E qui un altro puntello mica male!

“i giudici hanno concordemente descritto modalità di fatto tali per continuità, onerosità e organizzazione, da creare l’oggettiva apparenza di una attività professionale”

In pratica la Cassazione dice che questo abusivo, nella pratica ha ricevuto soldi per la prestazione e l’ha portata avanti nel tempo, con incontri/sedute ripetuti. Questo aspetto è assolutamente importante in riferimento invece alla possibilità di escludere la punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all’art. 131-bis del Codice Penale.

In pratica l’esclusione dell’applicabilità del criterio della particolare tenuità, che si temeva potesse sterilizzare il reato di esercizio abusivo, va invece a configurare un altro, ennesimo, duro colpo ai counselor, dopo la batosta del Tar Lazio di novembre scorso sul counseling psicologico

Vedremo adesso di reperire anche le sentenze di primo e secondo grado per ricostruire il dispositivo della cassazione e trarne maggior intelligence, ma già così questa Sentenza rappresenta un durissimo colpo a tutti i counselor e gli altri abusivi di professione di psicologo.

 

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Racconta l’ENPAP… dal tuo punto di vista :)

Ti ricorderai, a fine gennaio 2012 scoppiò lo scandalo della compra-vendita del palazzo di via della Stamperia a Roma. L’ENPAP era governato da una maggioranza AUPI, l’allora preSidente era Angelo Arcicasa (rinviato poi a giudizio per truffa aggravata).

Le successive elezioni vennero vinte da AltraPsicologia, attuale governance dell’Ente, e da lì un percorso di discontinuità. Ne puoi leggere nella sezione ENPAP di AltraPsicologia, così come nel Blog di Federico Zanon, Vice Presidente ENPAP che ho intervistato in Facebook Live per conoscere i servizi e le risorse che l’ENPAP ha cominciato in questi anni ad offrire ai propri iscritti.

L’impegno di AltraPsicologia nel diffondere informazioni e trasparenza sulla gestione dell’Ente è costante, vorrei tuttavia sentire da voi colleghi ciò che vi arriva, l’idea che vi siete ad oggi fatti sull’ENPAP, le rappresentazioni che avete dell’attuale governance… una sorta di punto nave che restituisce anche a noi la percezione dei colleghi di ciò che stiamo facendo in ENPAP

Racconta l’ENPAP dal tuo punto di vista 🙂

Mi vuoi dare una mano a capire come l’attuale ENPAP viene visto? Gli aspetti positivi (e in discontinuità con il passato) e le criticità su cui serve ancora lavorare? Ti chiedo allora di compilare questo breve modulo anonimo 🙂

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FBLIVE: 12 modi per utilizzare al meglio l’ENPAP

Come sfruttare al meglio l’ENPAP. Ne parleriamo in Facebook Live con il Vice Presidente ENPAP Federico Zanon 🙂

Accade sovente che gli psicologi non conoscono tutte le possibilità offerte dal proprio Ente di Previdenza.

Il sito di ENPAP, completamente rinnovato da circa un anno, è costruito proprio in questa logica: mettere in primo piano, con semplicità e chiarezza, l’intera panoramica dei servizi.

Il Vice Presidente, dott. Federico Zanon, in questo Facebook Live ci rappresenterà almeno 12 modi per utilizzare al meglio l’ENPAP. Questo l’articolo da cui prende spunto l’intervista: “12 modi per utilizzare al meglio l’ENPAP”

 

https://www.facebook.com/piccinini.nicola/videos/10206652638450840/

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FBLIVE: Workshop Counseling e Tutela Psicologo

Partendo dallo scenario e dagli spunti presentati nell’articolo “Consensus Conference sul Counseling” ho presentato ed approfondito in questo Facebook Live una proposta emersa il 24 Marzo scorso, al Workshop counseling organizzato dal Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, che mi ha visto perplesso sul momento e che continua a pormi diverse criticità.

Il video dura circa 40 minuti.

Per essere aggiornato sui prossimi Facebook Live, iscriviti alla mia pagina Facebook https://www.facebook.com/nicolapiccinini.it/

https://www.facebook.com/piccinini.nicola/videos/10206530697402390/

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Counsensus Conference sul COUNSELING. Serve? Ed a chi?

Il 24 Marzo si è tenuto il secondo Workshop di preparazione alla Consensus Conference sul Counseling

Il CNOP Consiglio Nazionale Ordine Psicologi sta infatti da oltre un anno valutando l’organizzazione di una Consensus Conference sul Counseling, unitamente ad AIP Associazione Italiana di Psicologia e CPA Consulta della Psicologia Accademica.

[quote_box_center]Una delle ipotesi maggiormente accreditate sarebbe quella di integrare e completare la formazione di counselor NON psicologi al fine di ricondurli entro percorsi riconosciuti e regolati da Università ed Ordine Psicologi, e non in conflitto con la figura dello Psicologo[/quote_box_center]

Questa l’ipotesi emersa nel gruppo di lavoro a cui ho partecipato questo 24 Marzo e di cui ti anticiperò in questo articolo – lungo, ma da leggere d’un fiato – e riprenderò nel Facebook Live alle 14 di oggi

 

Gli antefatti

A Dicembre 2014 l’Ordine professionale, su stimolo dell’Accademia, ha avviato un Tavolo Counseling, a cui sedevo. Quale la ragione di questa richiesta?

Nel 2010 la Conferenza Stato-Regioni ha deliberato la costruzione del sistema nazionale dei percorsi di istruzione e formazione professionale. Tale sistema di rilascio di qualifiche professionali viene gestito ad esclusiva competenza regionale.  Per ciascuna delle figure professionali prese in esame, la Regione stabilisce le competenze da acquisire in esito ai percorsi, nonché le abilità minime e le conoscenze essenziali.

Se da una parte tale sistematizzazione delle qualifiche professionali è funzionale, ad esempio, a tutto l’ambito della formazione finanziata, dall’altra – come potrete immaginare – rischia di creare accavallamenti di qualifica professionale con professioni già riconosciute e regolamentate. E così è stato.

Capita in alcune Regioni che l’Accademia, cattedre di Psicologia del Lavoro, di Psicologia dell’Orientamento, vengano chiamate per profilare alcune qualifiche professionali in potenziale conflitto con la professione di Psicologo, soprattutto per quanto riguarda la competenza di counseling.

A quel punto l’Accademia contatta il CNOP e chiede di organizzare un Tavolo sul Counseling. L’idea che pian piano prende corpo è quella di organizzare una Consensus Conference sul Counseling

 

Cosa è la Consensus Conference e cosa comporta?

La Consensus Conference (Conferenza di Consenso) è un evento partecipato da tutti i portatori di interesse su uno specifico tema con l’obiettivo di arrivare a raccogliere opinioni e deliberazioni su questioni e/o aspetti controversi e su cui non vi è accordo (scarica il Manuale Metodologico sull’organizzazione di Conferenze di Consenso a cura dell’ISS)

Una Consensus Conference sul Counseling vedrebbe quindi partecipare tutti i portatori di interesse, COUNSELOR INCLUSI!

La metodologia di una consensus conference è piuttosto articolata. Più semplicemente, si arriva ad elencare una serie di quesiti sull’argomento controverso, si individuano un panel di esperti che vi relazionano pro e contro, dopodiché vi è una platea di portatori di interesse che si esprime in modo favorevole o contrario. Se si trova consenso, si fissa il punto. Se non si trova consenso, si stralcia il punto.

La Consensus Conference non ha potere normativo, tuttavia – proprio grazie alla partecipazione di tutti gli stakeholder – assume comunque un peso politico rilevante e di indirizzo. Insomma, una roba mica da poco!

Ovviamente questo scenario ha destato forti perplessità, soprattutto ai pochi consiglieri di minoranza in CNOP. Personalmente feci mettere a verbale tutti i miei timori su questa operazione, anche a fronte della DISORGANIZZAZIONE sino a quel punto mostrata (portai esempi per me lapalissiani) dal CNOP su quel Tavolo.

A quel punto il CNOP, a maggioranza, ha deliberato attorno a metà 2015 di organizzare la giornata “Workshop Counseling” partecipata esclusivamente da psicologi (anche formatori di counselor) così da valutare se almeno internamente alla categoria vi fosse una condivisione estesa sugli aspetti strutturali della questione counseling.

A fronte di consenso il CNOP avrebbe remato verso la Consensus Conference, in caso contrario avrebbe dismesso il tutto.

La giornata Workshop Counseling di Dicembre scorso

Il 18 Dicembre 2015 si è svolta la giornata “Workshop Counseling” a Roma.

Eravamo circa 60 invitati. I Consiglieri del CNOP, l’Accademia, Associazioni, Scuole, ecc… una giornata interessante, ma troppo breve per permettere un adeguato confronto e – soprattutto – una opportuna analisi e valutazione delle tante istanze emerse. Non ci si poteva attendere di arrivare ad una esplicitazione di consenso e così è stato. Tant’è che il CNOP ha quindi organizzato un secondo Workshop Counseling questo 24 Marzo.

 

Società liquida: c’è domanda di Psicologia, ma non sempre di psicologi

Qui di seguito ti riporto alcun passaggi di sintesi che il prof. Guido Sarchielli (UniBO) ha prodotto nell’interessante articolo “Punti di domanda, criticità e contrapposizioni sul significato del counseling in Italia”

Il desiderio delle persone di riuscire a progettare e realizzare una esistenza soddisfacente risulta attualmente ostacolato da numerosi fattori situazionali che rendono complesse le normali interazioni nei differenti contesti di vita: scelta scolastica, formativa, familiare, professionale, di transizione, ecc…

L’incertezza, l’instabilità, la sfiducia verso il futuro sembrano connotare l’esistenza personale e collettiva, generando disagio psicologico, timori sulla riuscita personale, riduzione di autostima, instabilità nella regolazoine delle emozioni, crisi delle capacità progettuali.

E’ quindi giustificabile la necessità per le persone di poter disporre di maggiori risorse cognitive ed emotive per fronteggiare la situazione con ragionevoli probabilità di riuscita (quella che personalmente definisco come DOMANDA DI PSICOLOGIA).

Il problema è che a questa esigenza individuale e sociale pare non corrispondere una visione consensuale del tipo di professionisti che sono legittimati ad agire in questo ambito.

Mentre in Europa e negli USA da tempo si sono sviluppate sistematiche iniziative professionali che coinvolgono l’expertise psicologica nell’erogazione di specifici servizi a persone e comunità (tra cui il counseling) in Italia il “libero mercato” e la recente L. 4/2013 stanno creando parecchia confusione, sino al rischio di produrre malpractices di counseling a tutto svantaggio dei cittadini.

Rispetto al quadro normativo italiano è quindi utile chiedersi se sia giustificato il nascere di una nuova professione che selezioni ed isoli questa funzione di aiuto come base identitaria o siamo di fronte a funzioni di una professione esistente, da potenziare.

La risposta è che non è richiesto un nuovo “profilo professionale” (il COUNSELOR), né si giustifica una nuova “qualifica professionale” in senso stretto. In Italia abbiamo già lo Psicologo.

 

Non esiste il “counselor”, ma una “funzione di counseling”

Il counselor, senza termini qualificativi, è solo una definizione commerciale fonte di confusione e incomprensioni per i potenziali utenti del servizio.

Non esiste quindi il “counselor” in quanto tale, ma una “funzione di counseling”, che – a proposta degli accademici – sarebbe riconoscibile e delimitabile sulla base della combinazione di tre criteri:

  1. i contesti sociali ed organizzativi di azione (scuola, servizi sociali, sanità, famiglia, sport, ecc…)
  2. il tipo di clienti/utenti
  3. i metodi e tecniche convalidate scientificamente

La gran parte delle metodologie e delle attività che sostengono la funzione di counseling è di carattere psicologico, tuttavia la funzione di counseling non può essere reclamata in esclusiva dallo psicologo. Mi spiego meglio.

Esistono molte professioni che operano nella relazione, ovvero che per erogare la loro specifica attività professionale devono relazionarsi con il cliente. Ciascuna di queste professioni non psicologiche (infermiere, insegnante, avvocato, allenatore, orientatore, ecc…) può avvalersi di elementi base di funzione di counseling per integrare, arricchire, migliorare, qualificare la propria professionalità primaria, per fare meglio l’attività che già fanno senza però “cambiare mestiere” (e diventare coach, counselor, psicopedagogista clinico, reflector, motivatore della mente, ecc…)

Questa visione non solo tutela lo psicologo, ma lo vede protagonista elettivo nella formazione e supervisione di tali professioni, che rimarranno tali pur volendo acquisire maggiori conoscenze e competenze psicologiche per migliorare la loro attuale attività professionale.

Nei casi precedenti la funzione di counseling è quindi uno degli strumenti abilitanti che quei professionisti hanno nel proprio zainetto degli attrezzi. Quando invece la funzione di counseling, lungo questo continuum, diviene la funzione identitaria e caratteristica, lo strumento più importante dentro lo zainetto, allora è a tutti gli effetti funzione tipica ed esclusiva dello psicologo (per lo meno qui in Italia, facendo riferimento al quadro normativo di riferimento).

[quote_box_center]In linea di massima mi ritrovo in questo dispositivo di lettura, ma non ne potrò dare valutazione positiva sino a quando non sarà chiarificata in modo inequivocabile la soglia entro cui la funzione di counseling diviene tipica dello psicologo![/quote_box_center]

Su questo punto abbiamo in effetti cominciato a discutere nel Workshop Counseling di questo 24 Marzo, ma prima di ciò vorrei puntualizzare un ulteriore aspetto 🙂

 

In tutto ciò, che fine ha fatto la Sentenza del TAR Lazio?

In diversi colleghi me lo hanno chiesto e la domanda è del tutto logica e legittima: come mai il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi sta portando avanti questa idea di consensus conference sul counseling a fronte della sentenza del TAR Lazio di Novembre 2015 in cui viene affermato che il counseling è una competenza dello psicologo?

Vi sono più questioni che concorrono a rispondere:

  • questione temporale: il Tavolo Counseling è partito nel Dicembre 2014, l’organizzazione della prima giornata Workshop Counseling (del 18 Dicembre 2015) era stata fissata attorno a Settembre 2015 (con tutti gli inviti formali del caso), la sentenza TAR Lazio è arrivata a Novembre 2015 quindi quando l’evento era già work in progress;
  • questione legale: la sentenza del TAR Lazio sarebbe sicuramente stata ricorsa (e così è avvenuto: a Febbraio il Ministero Sviluppo Economia e Assocounseling hanno ricorso) e non si ha quindi, a tutt’oggi, la certezza assoluta che passerà in giudicato, ovvero che diverrà “come fosse legge“;
  • questione pratica: il sistema delle qualifiche professionali, nelle Regioni, comunque sta procedendo e rimane comunque necessario poterci rapportare a loro con una posizione unica, forte, che veda compatte le componenti professionali ed accademiche;
  • questioni di maggioranza:  e da ultimo, ma non meno importante,  se l’esecutivo decide che vuol fare una cosa, la cosa si fa. E spesso senza neppure poterne discutere in Consiglio, si delibera in presidenziale e si ratifica alla seduta successiva, un mero atto (di forza) formale, come accaduto ad esempio in questa seconda giornata workshop

Cosa ne penso io?

  • Penso che sosterrei una Consensus Conference sul Counseling (con a bordo i COUNSELOR) solo e soltanto se avessi intima certezza e sicurezza che CNOP, AIP, CPA e tutti gli attori presenti a questi workshop abbiamo una posizione che valuto a REALE TUTELA dello psicologo e del cittadino (e ad oggi non ce l’ho!)
  • Penso che laddove alcuni dei dubbi che mi rimangono dal secondo workshop non venissero sciolti, personalmente sarei contrario a procedere verso una Consensus Conference ed alimenterei con tutte le risorse disponibili questa posizione.
  • Penso che, visto comunque lo scenario “legale” e “pratico” di cui sopra, vale comunque la pena fare un tentativo.

 

Quali gli esiti del secondo Workshop Counseling del 24 Marzo?

Come affermavo in apertura:

Una delle ipotesi maggiormente accreditate sarebbe quella di integrare e completare la formazione di counselor NON psicologi al fine di ricondurli entro percorsi riconosciuti e regolati da Università ed Ordine Psicologi, e non in conflitto con la figura dello Psicologo

In pratica, dopo l’apertura dei lavori in cui hanno presentato la situazione internazionale sul counseling, e decimati dalla vigilia di festività pasquale (da 60 al primo workshop eravamo poco più di 30), ci hanno suddiviso in due sottogruppi.

Ci hanno fornito un elenco di domande potenziali da sottoporre ad una potenziale consensus conference. Ci hanno quindi chiesto di farle transitare dallo stato di bozza ad elenco di domande semi-definitivo.

In verità, almeno nel mio sottogruppo, non abbiamo lavorato sulle domande ma siamo rimasti sulla cornice generale della questione (come già dicevo, il primo workshop di dicembre necessitava di più tempo). Sul finire, soprattutto da parte degli accademici, è stata rappresentata una proposta…

A grandi linee il ragionamento proposto da alcuni sarebbe stato:

  1. preso atto di tutte le considerazioni sin qui prodotte,
  2. esistono ad oggi una serie di figure professionali che operano con il counseling e che non possiamo cancellare, far finta che non esistano,
  3. c’è quindi da domandarsi (a mio avviso un pò troppo ingenuamente): meglio averle contro o invece portarle a noi?
  4. ovviamente lo scenario auspicato dai proponenti era il secondo per cui…
  5. perché non pensare – rifacendosi al sistema dei crediti formativi universitari – ad una sorta di conguaglio in base a cui quel professionista finisce di acquisire ulteriori crediti in facoltà come un “normale” studente di Psicologia, e poi si laurea?
  6. che succede dopo, ovvero se dovrà fare anche esame di stato o meno, se dovrà anche iscriversi all’Ordine Psicologi o meno, è rimasto dibattuto anche tra i colleghi proponenti

Insomma, uno scenario di massima, cui ho posto domande stress-test che ad oggi (anche per motivi di tempo, devo dire) non hanno trovato risposta…

Nell’incontro di oggi, alle 14 sul mio profilo Facebook https://www.facebook.com/piccinini.nicola ne potremo parlare più dettagliatamente e confrontarci 😀

 

facebook-live-profilo-nicola-piccinini

 

 

Oggi, Mercoledì 30 Marzo alle ore 14, segui il Facebook Live sul Workshop Counseling

Collegati al mio profilo Facebook https://www.facebook.com/piccinini.nicola e visualizzerai la diretta video. Durerà 30 minuti, potrai pormi domande e condividere spunti tramite la funzione commenti 🙂

Iscriviti alla fanpage Facebook e verrai avvertito dei prossimi Facebook Live che organizzerò 🙂

 

 

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FBLIVE: Tutela psicologo, sentenza TAR Lazio e convegno counselor

Et voilà… il primo Facebook Live è andato 🙂

30 minuti di video, in live streaming, per parlare di tutela della professione di psicologo, della sentenza del TAR Lazio e degli attuali sviluppi e scenari, della partecipazione del preSidente di tutti noi, dott. Fulvio Giardina, al convegno nazionale dei counselor…

Questi i topic, ed altro ancora… qui di seguito il primo Facebook Live 🙂

 

https://www.facebook.com/piccinini.nicola/videos/10206430070766787/

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Ricorso Sentenza TAR Lazio sul Counseling. L’Ordine Psicologi Lazio ci sarà

L’Ordine Psicologi Lazio sarà parte attiva nel processo d’appello instauratosi presso il  Consiglio di Stato avverso la sentenza TAR Lazio sul counseling

Oggi, in seduta di Consiglio OPLazio, una decisione importante. Ma prima ricostruiamo brevemente il percorso 🙂

Il 17 Febbraio 2015 pubblicavo l’articolo “Counseling, in relazione d’aiuto è psicologico” dove sostenevo in pratica che il counseling nelle relazioni di aiuto è di fatto counseling psicologico e rientra a tutti gli effetti negli atti tipici della professione di psicologo, come stabilito dalla legge 56/89

Il 15 Ottobre 2015 la sentenza del TAR del Lazio afferma che “Il counseling è una competenza dello psicologo”

Qui puoi scaricare la sentenza n. 13020/2015

Qui puoi leggere i contributi di tutela dell’Ordine Psicologi Lazio

La sentenza del TAR del Lazio ha disposto – in via contestualmente attuativa – l’annullamento di due precedenti provvedimenti:

  1. il parere del Consiglio Superiore di Sanità che, nella seduta del 12 luglio 2011, aveva previsto (INCREDIBILMENTE!) che per le “attività di aiuto alla soluzione di problemi che possono causare lieve disagio psichico (…) possa intervenire una figura professionale distinta dallo psicologo e corrispondente al Counselor”;
  2. il provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), del 10 settembre 2014, che disponeva l’inserimento della AssoCounseling nell’Elenco delle associazioni professionali non regolamentate e delle loro forme aggregative, di cui all’art. 2, comma 7, della Legge 14 gennaio 2013, n. 4, recante “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”;

La cancellazione di AssoCounseling dall’elenco del MISE è certamente un risultato di rilievo, tuttavia l’aspetto maggiormente importante della sentenza riguarda l’annullamento del parere del Consiglio Superiore di Sanità, che assegnava il “disagio lieve” al counselor.

La Sentenza del TAR Lazio, banalmente, afferma che anche laddove il disagio fosse realmente “lieve“, il professionista – per appurare ciò – dovrebbe comunque effettuare una valutazione diagnostica e quindi essere abilitato a poter effettuare questo atto tipico dello psicologo.

In pratica spazza via in un sol colpo tutti quei counselor e formatori di counselor che ci girano intorno, dicendo che loro lavorano con l’empatia, che si occupano di lievi disagi dell’anima, che la patologia la lasciano agli psicologi… balle, dice la sentenza,  la valutazione del livello di disagio è prerogativa dello psicologo, e così l’attività di counseling

La questione è quindi chiusa? Assolutamente no!

Il Ministero dello Sviluppo Economico e Assocounseling hanno proposto appello avverso la sopra richiamata sentenza, al fine di ottenere una riforma della stessa.

E’ pacifico, si sapeva che avrebbero ricorso la sentenza dinnanzi al Consiglio di Stato e così hanno fatto. E adesso?

Adesso dovremo attendere il parere del Consiglio di Stato, presumibilmente entro fine di quest’anno.

Oggi, il Consiglio dell’Ordine Psicologi Lazio ha votato compatto l’opportunità di intervenire nel giudizio d’appello, al fine di sostenere e avallare la tesi della conferma dell’annullamento dei provvedimenti indicati nella sentenza TAR Lazio. Ovvero

L’Ordine Psicologi Lazio proporrà quindi domanda di intervento volontario nel processo d’appello instauratosi presso il  Consiglio di Stato avverso la sentenza TAR Lazio.

Non è tutto, ad inizio Febbraio, si registra un Decreto del Ministero della Giustizia molto interessante, che qui riporto:

https://www.facebook.com/nicolapiccinini.it/posts/214859038872195

 

Ebbene, in tutto ciò, il preSidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, il dott. Fulvio Giardina, ha sentito l’irrefrenabile bisogno di presenziare ufficialmente al convegno nazionale dei COUNSELOR.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=534784100027226&set=a.105553436283630.10615.100004869214210&type=3

 

Ditemi voi, ma in questo momento in cui bisogna rimanere serrati e chiudere definitivamente la partita, ha senso andare a riconoscere ed accreditare il convegno dei COUNSELOR?!?

AltraPsicologia ovviamente era presente al convegno, l’intrepido Mauro Grimoldi ha sbobinato gli interventi e nei prossimi giorni pubblicherà un bell’articolo di commento a questa genialata del preSidente di tutti noi.

Evviva il counseling (psicologico!)

Nicola 🙂

 

 

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Psicologi & Professione

L’Ordine Psicologi Sicilia chiede 200.000€ ad una iscritta. I fatti e la PETIZIONE

L’Ordine Psicologi Sicilia, con votazione a maggioranza bulgara, ha sporto denuncia per diffazione alla collega Gaetana D’Agostino, iscritta a quell’Ordine, chiedendo un risarcimento di 200.000€.

Una storia surreale, che ha scosso le coscienze di migliaia di colleghi, e che ha dato il via ad una petizione spontanea lanciata dal collega Leonardo Angelini, iscritto all’Ordine Emilia Romagna.

Personalmente sono piuttosto in imbarazzo. Come Presidente dell’Ordine Psicologi Lazio siedo in Consiglio Nazionale e quindi incontro regolarmente il collega Fulvio Giardina, preSidente del Nazionale e dell’Ordine Sicilia. Mi limiterò a riportare alcuni link a contenuti disponibili online, potrai farti una tua idea. Per quanto mi riguarda:

ho sottoscritto la petizione e dato piena solidarietà alla collega Gaetana D’Agostino

Qui l’audio/video del Novembre 2013 di una chiacchierata che portò – assieme ad altra documentazione – alcuni soggetti a denunciare presunti brogli elettorali durante l’ultima elezione dell’Ordine Psicologi Sicilia. C’è un ricorso pendente.

 

Qui l’articolo di Settembre 2014 di aggiornamento sul processo ad opera della collega D’Agostino. Leggilo e vedi se rintracci elementi che possano ritenersi diffamatori:

“Presunti brogli siciliani: la saga continua“

 

Qui il recente articolo di Alessandro Lombardo che rilancia la questione. Ad oggi ha raggiuto circa 3000 condivisioni social

“Ordine Psicologi Sicilia chiede 200 mila euro ad una collega”

Sull’onda dell’articolo di Lombardo migliaia di colleghi sono insorti su Facebook, invadendo pagine e gruppi di messaggi di solidarietà alla collega e di lamento all’Ordine Psicologi Sicilia.

A quel punto l’Ordine Psicologi Sicilia ha deciso di pubblicare un comunicato stampa. Ma alle volte il SILENZIO è prezioso…

Il comunicato stampa ha infatti dato il via ad un fiume in piena di commenti. Leggeteli e fatevi un’idea della situazione:

https://www.facebook.com/OrdinePsicologiSicilia/photos/a.776283735723232.1073741828.769767516374854/1177004152317853/

 

Mi piace linkare, a sintesi di questo fiume di commenti, l’articolo di Luigi D’Elia che a mio avviso ben situa l’accaduto all’interno di un processo in essere:

“Quando l’iscrizione al tuo Ordine sale a 200.000 euro. Le intimidazioni di una classe dirigente al tramonto”

 

In tutto ciò, due domande rimangono senza risposta:

1) perché nessuno può leggere i VERBALI della seduta in cui hanno deliberato la denuncia?

2) l’azione legale – che è personale – è stata pagata con i soldi dell’Ordine, ovvero degli iscritti?

 

Lascio poi a voi le ulteriori considerazioni che su questa vicenda potremmo produrre.