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La lunga attesa per la diagnosi di DSA nel Lazio

La legge n. 170/2010 ha segnato un’importante tappa nel riconoscimento del diritto allo studio dei bambini e dei ragazzi con un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA).

A 9 anni dall’approvazione della legge 170, che raccomandava alle Regioni di garantire una “diagnosi precoce” di DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) allo scopo di offrire agli studenti “eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale”, nel Lazio la norma non è stata ancora attuata.

Ne parliamo in questo servizio passato su TGR Rai Lazio, girato durante il convegno “La lunga attesa per la diagnosi di DSA nel Lazio”, organizzato il 2 Febbraio da Ordine Psicologi Lazio, e che ha visto la partecipazione di diversi Consiglieri di Regione Lazio

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300.000€ per progetti a tutela di vittime vulnerabili nel Lazio

La Regione Lazio ha previsto lo stanziamento di 300.000 euro annui tesi ad attuare il protocollo d’intesa per la realizzazione di un sistema integrato di protezione delle “vittime di violenza di genere e di quelle in condizione di particolare vulnerabilità”

Questo importante risultato è stato raggiunto grazie ad un precedente accordo tra Procura della Repubblica di Tivoli e l’Ordine degli Psicologi del Lazio, che ci ha permesso di “modellizzare” una metodologia di intervento a sostegno di tale utenza.

La Regione Lazio, venuta a conoscenza di questa buona pratica, ha deciso di sostenerla con una linea di finanziamento ad hoc.

Il Protocollo appena sottoscritto dall’Ordine degli Psicologi del Lazio, dalla Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma, Giovanni Salvi, si propone quindi di promuovere e finanziare iniziative finalizzate all’assistenza, alla protezione e all’ascolto delle vittime di violenza mediante un approccio “di rete”  – con il concorso di istituzioni giudiziarie, servizi socio-sanitari, centri anti-violenza, forze dell’ordine – al fine di scongiurare il rischio di vittimizzazione secondaria.

Qui di seguito il Facebook Live che ho tenuto con la Dott.ssa Vera Cuzzocrea, responsabile del progetto Tivoli e protagonista del buon esito di questo protocollo, con relativo finanziamento a vantaggio della comunità degli psicologi laziali

Ulteriori dettagli li puoi leggere sul comunicato stampa OPLazio: “VITTIME VULNERABILI, REGIONE PREMIA IL PROTOCOLLO ANTI-VIOLENZA DEGLI PSICOLOGI LAZIO: “ORA ESTENDIAMOLO A TUTTE LE REALTÀ DEL TERRITORIO”

 

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Il Sistema Sanitario nazionale e le politiche della Regione Lazio

Il Sistema Sanitario italiano non se la passa certo bene. Quello del Lazio, nonostante i proclami, a quanto pare se la passa anche peggio!

Rimanendo strettamente sul nostro ambito, è da poco uscito il Rapporto Salute Mentale del Ministero della Salute.

Stando al documento che il 18 Gennaio 2001 tutti i Presidenti di Regione avevano sottoscritto, le Regioni si impegnavano ad investire almeno il 5% del budget sulla “Salute Mentale”. Ebbene, ad oggi la percentuale di spesa è pari al 3,49%

Rispettano l’impegno le sole Trento e Bolzano, guarda caso Provincie autonome.  Dodicesimo il Lazio, con un investimento pari al 3,32%, sotto media nazionale.

 

 

Indice di Performance Sanitaria

Sempre in questi giorni è stato pubblicato dall’Istituto Demoskopika il Rapporto IPS – Indice di Performance Sanitaria 2016 (qui scheda sintesi metodologica), che prende in esame sette indicatori con dati desunti da diverse fonti istituzionali: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, spesa sanitaria, famiglie impoverite a causa di spese sanitarie out of pocket, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, costi della politica.

Cosa emerge? Il Piemonte è la regione in testa per efficienza del sistema sanitario italiano.  Crolla invece il Lazio che precipita di ben 10 posizioni rispetto all’anno precedente, collocandosi nell’area delle regioni “influenzate”.

 

Dare più voce ai pazienti, alle persone!

Questa è invece l’indicazione che emerge FORTE dal rapporto OCSE (Organizzazione internazionale per la cooperazione dello sviluppo economico) “RECOMMENDATIONS TO OECD MINISTERS OF HEALTH FROM THE HIGH LEVEL REFLECTION GROUP ON THE FUTURE OF HEALTH STATISTICS

Mentre gli altri settori si sono reinventati intorno al consumatore, nella sanità esiste un vero e proprio gap tra le persone che hanno un piede nel futuro e i servizi che sono bloccati nel passato.

In un mondo di crescente complessità, così come di opportunità, i nostri sistemi sanitari semplicemente devono organizzarsi attorno alle esigenze degli utenti, raccomanda l’OCSE.

Un approccio centrato sulla persona promette di aumentare la qualità, ridurre gli sprechi e – cosa più importante – migliorare la nostra salute e il nostro benessere. È solo quando misuriamo i risultati riportati dai pazienti stessi – come la qualità della vita – che emergono importanti differenze nei risultati delle cure.

 

Il paradosso delle politiche sanitarie laziali

Ora, come conciliare queste evidenze con le attuali politiche della Regione Lazio?

L’evidenza che la Psicologia fa risparmiare è oramai palese pure per chi non lo vuol vedere.

Così come palese risulta il fatto che la Psicologia facilita processi di adattamento e relazione del cittadino con l’apparato sanitario, per altro concorrendo ad abbattere gli enormi costi generati dalla medicina difensiva.

La domanda di Salute che i cittadini pongono al Sistema Sanitario è profondamente mutata negli ultimi 10 anni, ci dice che è aumentata sensibilmente la domanda di “sostegno psicologico” e non di “patologia e disturbo psichico”

Ma nonostante ciò, prendiamo atto che in Regione Lazio:

  • i servizi di Psicologia e Psicoterapia sono assenti strutturalmente dalle Case della Salute,
  • i colleghi Psicologi sanitari sono ad esaurimento e con età media di circa 59 anni,
  • circa 400 nuove assunzioni, ma neppure uno psicologo. Sono stati assunti, tutti, proprio tutti, ma neppure uno psicologo,
  • quei pochi investimenti sono diretti al comparto psichiatrico (laddove la domanda dei cittadini è minore) piuttosto che a quello psicologico (laddove invece la domanda dei cittadini è in continuo ed ampio aumento).

Ora, a me sembra un pò tafazziana la cosa e nonostante in questi 3 anni di governo di Ordine Psicologi Lazio si sia riusciti a produrre degli spazi di sviluppo e discontinuità per la comunità professionale ed a vantaggio dei cittadini, devo oggettivamente ammettere che qui nel Lazio si deve produrre uno sforzo 10 volte maggiore (come i punti persi dalla Sanità regionale laziale!) che in altre Regioni.

Credo che i motivi siano tanto interni quanto – soprattutto – esterni alla comunità professionale… ma la questione è articolata e magari avrò modo di entrarci nel merito in un successivo post.

Tu che ne pensi?

Anche se di altre Regioni mi farebbe piacere conoscere altre esperienze “da dentro”?

 

 

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Regione LAZIO: 34MLN di EURO per l’inclusione sociale di persone disabili

Dalla Regione una serie di azioni destinate ai progetti di inclusione sociale e di assistenza per le persone con disabilità, in particolare per i giovani. L’investimento complessivo ammonta a 34,2 milioni. L’obiettivo è quello di sviluppare in tutto il Lazio un modello di intervento che metta le persone con disabilità in condizione di avere la maggiore autonomia possibile per quanto riguarda tutti gli aspetti della propria vita: dalla salute alla casa, dalla mobilità al lavoro.

Almeno 800 progetti di inclusione sociale per i prossimi tre anni. I progetti, finanziati con 10 milioni di euro, saranno destinati ad altrettanti giovani-adulti tra i 18 e i 35 anni con disabilità fisica, psichica o sensoriale o con disagio psichico medio-grave.

Quali sono i progetti che saranno sostenuti? Avranno tutti una durata di 12 mesi, per un totale di 600 ore di attività, e riguarderanno l’orientamento e il counseling, progetti individualizzati di accompagnamento formativo e lavorativo, sostegno psicologico e familiare e laboratori di sviluppo delle competenze personali.

Gli altri progetti dedicati alla vita indipendente delle persone con disabilità. Tra le altre cose, la Regione ha stanziato 2,5 milioni (1,9 dal Fondo nazionale non autosufficienze e 600mila euro dal bilancio regionale) per l’avvio in 20 distretti socio-assistenziali del Lazio, a partire dal 1 gennaio 2017, di progetti sperimentali per la vita indipendente delle persone con disabilità. Lo stanziamento si aggiunge ai 3 milioni di euro già finanziati nel 2014 e nel 2015: in questo modo la sperimentazione per la vita indipendente verrà estesa a tutti i distretti del Lazio e offrirà a circa 2000 persone con disabilità un servizio di presa in carico e di assistenza personalizzata e la possibilità di accedere a programmi di housing e co-housing.

Le attività dei distretti socio-assistenziali: 14,1 milioni sono stati destinati al finanziamento dei progetti individuali di assistenza alle persone con disabilità gravissima, 6 milioni andranno per i progetti di reinserimento sociale, lavorativo e abitativo delle persone con disagio psichico arrivate a conclusione del percorso terapeutico e altri 1,6 milioni sono stati destinati al rifinanziamento dei servizi per le persone con morbo di Alzheimer nei distretti che avevano già esaurito i fondi a disposizione.

Fonte: http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=newsDettaglio&id=3713

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FBLIVE: Psicologia e Case della Salute in Regione Lazio

In questo Facebook Live vi presento l’intervento tenuto al convegno “Promuovere la Salute nella Comunità” dello scorso Sabato 14 Maggio, organizzato dalla SIPSA Società Italiana di Psicologia della Salute.

Un intervento di taglio politico professionale in cui rappresento l’attuale posizione dello psicologo nelle Case della Salute e presso i decisori politici regionali, a fronte di un evidente contributo potenziale nei vari ambiti di promozione di qualità di vita e lavoro.

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Regione Lazio e DSA a 5 anni dall’approvazione della Legge 170

L’Ordine degli Psicologi del Lazio, oramai da un anno, ha aperto un proficuo canale di comunicazione con l’On. Rodolfo Lena Presidente Commissione Politiche sociali e salute e primo firmatario della proposta di legge regionale sui DSA per il Lazio, accreditandosi come interlocutore professionale e scientifico sul tema dei DSA.

L’8 Ottobre 2015 abbiamo organizzato un importante convegno sui DSA in Regione Lazio, in questo post puoi visualizzare il mio intervento di apertura, invece qui tutti i video del Convegno tenuto in Regione Lazio

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Costi Sanità Lazio: dalla Medicina difensiva alla Psicologia di facilitazione

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, qualche giorno fa ha rilasciato una interessante intervista sui necessari tagli alla spesa sanitaria regionale. Tra le voci sui cui operare tagli viene citata la medicina difensiva:

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Psicologi, Regione Lazio e pdl DSA

Intervento dell’On. Rodolfo Lena, Presidente della VII Commissione Politiche sociali e salute, al ventennale dell’Ordine Psicologi Lazio.

Nell’occasione, si è accennato all’intento di incontrarsi e confrontarsi sulla proposta di legge “DISPOSIZIONI

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Regione Lazio: 64MLN per Asili Nido, Disabili, Terzo Settore, Integrazione, Famiglia

La Regione Lazio presenta il “Pacchetto Famiglia”: 14 milioni impegnati subito, 50 con i fondi europei.

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini hanno presentato il “Pacchetto Famiglia” della Regione Lazio: una serie di progetti e interventi che si snodano su diversi piani e in 5 azioni fondamentali destinate alle famiglie intese nella loro globalità, dagli asili nido, alle case famiglia per disabili passando per i ragazzi ed il terzo settore. Ammontano a ben 64,1 milioni di euro le risorse stanziate: 14,1 subito dal bilancio regionale e 50 milioni dai fondi europei 2014-2020.

Abbiamo deciso di aprire il 2015 ripartendo dalla centralità della famiglia, nella sua accezione più ampia, come elemento vitale e indispensabile per far ripartire il nostro sistema socioeconomico”, ha detto il Presidente Zingaretti. “Anche in una fase di difficoltà di bilancio, diamo il segnale – con investimenti e soprattutto con una grandissima innovazione di sistema – che la politica e le istituzioni tornano a guardare al prossimo, a rimettere le persone e i loro bisogni – specie nelle fasi più critiche e nei segmenti più fragili. Sostenere la famiglia e le persone significa infatti far crescere una società più coesa, più sana, più forte”.

Le nostre sono azioni molto concrete, che intervengono su una pluralità di servizi e iniziative”, ha spiegato l’Assessore Visini:Assistenza sociale, educazione, sostegno al reddito, sostegno all’occupazione femminile, sport e cultura per i ragazzi, sostegno a chi vive una condizione di disabilità: io sono convinta che noi abbiamo un assoluto bisogno di questa concretezza, visto che usciamo da anni in cui il tema della famiglia è stato usato come un’arma impropria dalla politica, come terreno di scontro ideologico, mentre le politiche per la famiglia praticamente non hanno fatto passi avanti. Noi invece stiamo facendo del Lazio una regione “formato famiglia”, dove c’è spazio e risposta per i bisogni di tutti”.

Ecco il dettaglio delle cinque azioni del Pacchetto Famiglia:

1) RETE DEI CENTRI FAMIGLIA

Saranno 6: uno per Roma Capitale e uno per ciascuna provincia del Lazio. Si tratta di luoghi di aggregazione ed erogazione di servizi per i nuclei familiari, strutture di supporto ai servizi sociali dei Comuni e dei Distretti socio-assistenziali. Ogni Centro potrà ospitare una equipe multiprofessionale (assistente sociale, psicologo, educatore professionale) in grado di erogare direttamente i servizi e formare e sviluppare maggiori competenze nei Distretti socio-assistenziali.
Il progetto è finanziato dalla Regione con 800mila euro per la fase di start-up e per il primo anno di funzionamento della rete.
Le competenze dei Centri Famiglia regionali: accoglienza, informazioni, orientamento ai diritti e ai servizi; sportello di mediazione linguistica e culturale per l’accesso ai servizi e ai diritti per le famiglie migranti; mediazione familiare, supporto alla genitorialità; attività di prevenzione al disagio educativo (home visiting, progetti di doposcuola, gruppi di auto mutuo aiuto ecc.); polo affido: supporto ai distretti per le attività di informazione, sensibilizzazione, monitoraggio, valutazione e reclutamento delle famiglie risorsa (appoggio, affidatarie, ecc.); incubatore per associazionismo familiare; raccordo con i consultori per le prese in carico integrate; punti di riferimento territoriali per le adozioni internazionali (monitoraggio Enti Autorizzati, informazione, ecc.).

2) PROGETTI TERZO SETTORE

1,3 milioni di euro per attività integrative di case famiglia, centri diurni, accoglienza minori, progetti per mamme sole con bambini, per papà separati, supporto alla genitorialità e mediazione familiare. Il bando finanzierà 40-45 progetti da 30mila euro in media;

3) INTEGRAZIONE SOCIO-EDUCATIVA DEI RAGAZZI

1,3 milioni di euro per favorire l’accesso dei figli di famiglie disagiate a sport, musica, danza e arti espressive. Una delle prime spese ad essere tagliate dai bilanci familiari in tempi di difficoltà economica sono proprio la palestra, la scuola calcio o il corso di chitarra, che sono però essenziali per lo sviluppo e la socializzazione dei più giovani. Lo stanziamento si tradurrà nell’assegnazione di 4.300 voucher da 300 euro all’anno per bambino/ragazzo, da erogare alle famiglie a basso reddito attraverso i Distretti e grazie a convenzioni tra Comuni e associazioni sportive, scuole di musica e centri danza, per ottimizzare le risorse;

4) CASE FAMIGLIA PER DISABILI

La Regione ha investito 6,2 milioni di euro per sostenere e ampliare la rete delle case famiglia per ragazzi disabili: 3,4 mln sono stati destinati alle 12 case esistenti nel Lazio, mentre i restanti 2,8 mln saranno utilizzati per l’apertura di nuove strutture o per l’ampliamento dei posti di quelle già operative, fino a raddoppiare le capienze attuali.

5) ASILI NIDO

La Regione Lazio ha predisposto un piano da 54,5 milioni di euro (4,5 subito, 50 attraverso i fondi strutturali europei) per gli asili nido e una nuova legge regionale sui servizi socio-educativi per l’infanzia. Si tratta di un investimento senza precedenti per ampliare la rete degli asili nido pubblici e convenzionati, migliorare la qualità dei servizi esistenti, sostenere l’accesso al lavoro delle donne con figli e contrastare la crisi demografica. Il progetto prevede la creazione immediata di 650 nuovi posti tramite un bando rivolto ai Comuni, e di quasi 10mila attraverso l’impiego dei fondi europei. In pratica, la percentuale dei posti nido rispetto al numero dei bambini da 3 mesi a 3 anni residenti nella Regione passerà dal 17,8% del 2013 al 24,7%. Un’attenzione particolare sarà destinata anche all’ammodernamento dei nidi comunali già in funzione.

Il piano di investimenti nel dettaglio:

  • 1 mln per lo start up dei nuovi nidi comunali: una misura già sperimentata con successo nel 2013, quando, con un intervento analogo, abbiamo sbloccato 34 nuovi asili in 30 Comuni, per un totale di quasi 1200 nuovi posti a disposizione. Stavolta apriremo oltre 650 nuovi posti per i bambini di tutto il Lazio, finanziando l’avviamento di asili nido pubblici appena inaugurati o prossimi all’apertura
  • 1 mln a bando per progetti di welfare aziendale: a 10 anni dall’ultima sperimentazione fatta dalla Regione, il bando si rivolgerà alle aziende per l’avvio di nidi aziendali e di servizi di conciliazione lavoro-famiglia, in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa. Verrà dato un incentivo alle forme di rete (nidi interaziendali) e sarà previsto l’obbligo di messa a disposizione dei Comuni di una percentuale minima di posti in regime di convenzione per ampliare anche l’offerta pubblica. Il bando finanzierà 10 progetti da 100mila euro, destinati all’abbattimento delle rette e dei costi di avviamento (gli investimenti restano in carico all’azienda)
  • 2,5 mln per i progetti di miglioria dei nidi comunali esistenti: un bando rivolto ai Comuni assegnerà 30mila euro a oltre 80 progetti per l’acquisto di attrezzature per i bambini, l’ammodernamento degli spazi gioco, le ristrutturazioni per la tenuta termica e il risparmio energetico, il potenziamento dell’offerta formativa (per esempio con la didattica sportiva e musicale) e la formazione degli educatori.
  • 50 mln da impiegare entro il 2020 attraverso un’azione specifica del Programma operativo regionale dei Fondi strutturali europei per l’ampliamento e la riqualificazione dell’offerta di servizi per l’infanzia in tutta la regione, e in particolare nelle zone attualmente meno coperte dalla rete. L’obiettivo è quello di aumentare l’offerta di 9.543 unità: verranno creati 5.600 nuovi posti in nido (pubblici, privati convenzionati, aziendali), 1.500 posti in servizi innovativi ed integrativi (come i nidi familiari), mentre 2.443 arriveranno indirettamente tramite l’emersione di servizi oggi non contemplati dalla normativa.
    L’intervento si strutturerà in più forme: da un lato attraverso il finanziamento per la realizzazione e l’avvio di nuovi asili comunali e l’aumento dei posti in quelli già funzionanti, dall’altro attraverso la stipula di nuove convenzioni con nidi privati e l’ampliamento di quelle esistenti.
    In attesa di raggiungere in pieno gli obiettivi di ampliamento dei posti, il piano regionale sosterrà anche le famiglie che finiscono in lista d’attesa nelle graduatorie comunali: verrà loro riconosciuto un voucher di importo medio di 250 euro al mese a bambino, spendibile nei nidi privati accreditati dai Comuni.

L’ampliamento e il potenziamento della rete dei nidi sarà sostenuto da una nuova legge regionale sui servizi socioeducativi per l’infanzia. Oggi gli asili nido del Lazio sono regolati da una legge del 1980, che non è più capace di rispondere ai bisogni e alle esigenze delle famiglie in un contesto sociale e occupazionale completamente cambiato.
La nuova legge regionale sui servizi per l’infanzia rivedrà i requisiti strutturali e organizzativi degli asili nido per assicurare maggiore qualità, e regolamenterà finalmente anche quei servizi integrativi ai nidi che sono nati in questi anni senza essere inquadrati dalla normativa regionale, e quindi spesso senza indicazioni sugli standard qualitativi da rispettare.

Le scelte di fondo della legge sono:

  • un piano regolatore regionale per programmare ogni tre anni l’intera rete dei servizi e garantire che gli investimenti regionali vengano effettuati sempre in maniera mirata rispetto ai bisogni delle famiglie e dei territori;
  • la previsione, per la prima volta, di servizi socioeducativi integrativi all’asilo nido, con l’individuazione delle tipologie e degli standard minimi: i nidi familiari, gli spazi famiglia, le Tagesmutter;
  • la revisione dei requisiti strutturali e qualitativi dei servizi (come gli spazi interni ed esterni destinati ai bambini o il funzionamento della mensa), per garantire il benessere dei bambini;
  • regole certe sulle qualifiche professionali degli operatori, in particolare del personale educativo;
  • un sistema trasparente di accreditamento dei servizi per permettere l’accesso al mercato pubblico dell’offerta e ai contributi pubblici, e supportare il progetto di ampliamento della rete finanziato con i fondi europei.

 

Fonte: SocialeLazio.it