BES, DSA, ADHD, Sentenze di Tribunale ed intervento Psicologico

6
7789

In questi mesi il TAR Lazio ha emesso due sentenze di assoluto rilievo rispetto a motivi e responsabilità nell’attivazione di Piani di Studio Personalizzati. In particolare si afferma che in presenza di:

  • evidenti e conosciute difficoltà socio-economiche della condizione familiare dello studente e/o
  • disturbi dell’apprendimento evidenti ed anche in mancanza di certificazione sanitaria e/o
  • disturbi da deficit dell’attenzione / iperattività

il Consiglio di Classe è tenuto a cogliere il Bisogno Educativo Speciale e ad avviare un Piano di Studio Personalizzato per lo studente.

Con le sentenze n. 7024 del 2 luglio 2014 e n. 9261 del 1° settembre 2014 il TAR Lazio ha infatti annullato la bocciatura di due studenti.

I genitori ricorrenti hanno evidenziato la mancata applicazione della legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 (scarica PDF), della Direttiva MIUR del 27 dicembre 2012 (scarica PDF), del D.P.R. n. 122 del 2009 (scarica PDF) e della circolare MIUR n. 8 del 6 marzo 2013 (scarica PDF) la quale prevede l’attivazione del PDP, che non è stato predisposto tempestivamente.

Posizione differente da parte del Tar Lombardia con l’ordinanza n. 1095 del 29 agosto 2014 in cui si respinge l’istanza cautelare dei genitori ricorrenti in quanto “in caso di bisogni educativi speciali non è obbligatoria la redazione del piano didattico personalizzato” e “la predisposizione di un piano di gruppo è quindi atto pienamente soddisfacente gli obblighi di legge”.

Insomma, mesi caldi sul fronte normativo e giurisprudenziale…

 

Smentite le percentuali di ADHD finora accettate a livello mondiale!

Sempre dalla Lombardia arriva uno studio che stravolge completamente le percentuali comunemente accettate, secondo cui i bambini e gli adolescenti iperativi in modo patologico sarebbero il 5,3% della popolazione tra i 5 ed i 17 anni.

Lo studio lombardo afferma che sono invece il 3,5 per mille, ovvero lo 0,35%. 15 volte di meno delle statistiche mondiali!

La ricerca è stata condottda da Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento di salute pubblica dell’Irccs Mario Negri di Milano e responsabile del Registro regionale, istituito nel 2011 nell’ambito di uno specifico progetto di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Afferma Bonati:

[well]Non si tratta semplicemente di una questione statistica, potevano esserci conseguenze a livello terapeutico: il rischio era di aggravare le preoccupazioni, prima di tutto dei genitori, e di eccedere nella terapia farmacologica quando magari non ce n’era bisogno o andava utilizzata con più moderazione. Il disturbo è facilmente fraintendibile perché un certo grado di iperattività può rientrare nella norma dell’età, mentre chi è affetto da Adhd ha anche altri problemi, come difficoltà di concentrazione e di socializzazione. Del resto, se le stime precedenti fossero state corrette, si sarebbero bloccati tutti i servizi di neuropsichiatria per far davvero far fronte alle richieste[/well]

Il trattamento deve essere prima di tutto di tipo psicologico, rivolto al bambino ma coinvolgendo anche i genitori.

 

«A questo, – dice Bonati – nelle forme gravi, e si è visto che sono veramente poche, è utile aggiungere anche il trattamento farmacologico. Quindi, non occorre negare il farmaco quando c’è bisogno ma prescriverlo solo dopo criteri attenti di valutazione e nell’ambito di un percorso psicologico».

.

Iscriviti alla Newsletter

Da anni invio periodicamente una newsletter gratuita contenente articoli di interesse sui temi del marketing dello psicologo, della politica professionale e della professione di Psicologo in genere. Per iscriverti compila questo modulo

Nome:

Email:

Professione:

Regione:

Cliccando su "Richiedi Partecipazione Gratuita" dichiari di aver letto ed accettato la , ai sensi del GDPR (General Data Protection Regulation) con riferimento al Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati in vigore dal 25/05/2018"

6 COMMENTS

  1. Guido l'osservazione è lecita 🙂 Ho intenzione di provare ad entrare in contatto con il dott. Bonati per avere maggiori informazioni. Allo stesso tempo sarebbe ulteriormente utile capire da dove arrivano i "dati globali" e "chi finanzia" quelle ricerche. Sappiamo che più ampia è la soglia di "etichettamento" e più alto è il PIL 😛

  2. Nicola, siccome io sono stato diagnosticato, negli Stati Uniti, come adulto affetto da ADHD, sono piuttosto sensibile al problema, che ho approfondito parecchio. Che ci siano un sacco di diagnosi sbagliate e una mancata dimestichezza con le diagnosi differenziali (nonché il riconoscimento della normalità), non c'é dubbio. Nello stesso tempo, i casi reali esistono e per loro non bastano né le medicine senza terapie e/o coaching, né le terapie e il coaching senza le medicine. E giuro che non sono pagato dalla Novartis. 🙂

  3. Ci vorrebbero anche delle leggi che tutelino gli altri bimbi che sono in classe insieme ai bimbi affetti da disturbi comportamentali. Le leggi sulla privacy impediscono a noi genitori di parlare apertamente del problema e quindi di affrontarlo nella maniera dovuta a tutela dei nostri bambini che ogni giorno a scuola vivono delle situazioni potenzialmente pericolose.

  4. Gradirei sapere secondo la sua esperienza se un bambino di 8 anni certificato con diagnosi di ADHD e sospetta dislessia nonche con la legge 104, possiamo richiedere alla scuola la possibilitò di registrare le lezioni a scuola è uno strumento che la la tecnologia offre a chiunque desideri ascoltare nuovamente la lezione, con profitto perl'apprendimento individuale. se è si a chi va mandata . grazie anticipatamente.