Il CNOP non RIPARA la frittata su riparative e gender, anzi…

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Vi riporto il mio intervento in CNOP in merito alla necessità di produrre una posizione chiara e pubblica riguardo teorie gender e terapie riparative.

Il tono è caldo in quanto inizialmente pareva che neppure si potesse presentare la mozione (presentata da Ordine Piemonte, Marche e Lazio) all’attenzione del Consiglio, quindi avevamo già avuto alcuni scambi con il Presidente Giardina. Alla fine otteniamo la possibilità di presentare l’argomento.
Alessandro Lombardo – Presidente Piemonte – espone i contenuti della mozione, a seguito chiedo anch’io di poter fare un intervento a verbale.

Ve lo riporto in versione audio così da poterne prendere conoscenza per come è… ché tra l’altro ho cominciato ad astenermi dall’approvazione del verbale delle sedute di Consiglio in quanto valuto la verbalizzazione – come formalmente dichiarato – troppo spesso eccessivamente banalizzata, se non distorcente. Per tale motivo d’ora innanzi – per quanto possibile – cercherò di riprodurre pubblicamente le mie posizioni tenute in Cnop.

 

ERRATA CORRIGE: nel flow dell’intervento ho detto erroneamente che il giornale La Croce “è notoriamente pro teorie del gender e pro terapie riparative”. Ebbene, le teorie o ideologia del gender di fatto non esistono, Adinolfi ed altri movimenti affini attaccano interventi nelle scuole e non solo che vogliano insegnare il rispetto delle differenze (vedi ad. es. il gioco del rispetto) e la possibilità che si possa esprimere il genere e il proprio orientamento affettivo-sessuale in modi differenti da quello eterosessista/sessista e eterosessuale. Insomma, nulla cambia rispetto all’indignazione per la scelta editoriale del CNOP ed all’opportunità di avere una posizione chiara, forte e pubblica, ma ritenevo comunque corretto – riascoltandomi – specificare 😉

E la risposta del Presidente Fulvio Giardina?

Il Presidente ascolta l’intervento ed in sintesi chiede: mi puoi spiegare dove intravedi il problema?

Ecco, a suo avvio la gestione della fanpage è stata impeccabile, a suo avviso è lecito pubblicare “La Croce” (di fatto dare credito), a suo avviso avanti così che non vi è nulla da comunicare pubblicamente… e poco importa se la comunità dei colleghi è insorta… alla fine per lui è importante ribadire che “non mi farò dettare l’agenda del CNOP da Piccinini“… insomma, il meccanismo di sempre: buttarla sul piano personale, andare in caciara, così da non entrare nel merito.

 

E gli altri Presidenti seduti al tavolo?

Ordine Lazio, Piemonte e Marche avevano inviato la mozione e l’hanno sostenuta in CNOP

Ordine Bolzano aveva chiesto comunicato via email nei giorni scorsi, ma ieri non era presente

Ordine Toscana ha anch’egli effermato che vi è stato un vulnus di “gestione della fan page” ed anche di merito perché la fonte usata è dubbia, ed il fatto che una comunità professionale è insorta vorrà pure dire qualcosa. Annuncia che in settimana uscirà comunicato pubblico

 

E tutto il resto dei Presidenti?

Ecco… tutti gli altri… come direbbe il mitico Califfo

 

Ecco qua… questa è la (triste) storia di come venne ospitata, trattata e archiviata la questione del Presidente Giardina e dal CNOP…

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6 COMMENTS

  1. Basta vedere la cronologia dei commenti per capire che lo sdegno di Colleghe e Colleghi non è stato fomentato ne' dal Presidente Piccinini ne' da una qualsiasi gruppo di politica professionale…è nato molto prima ed in modo spontaneo, in reazione alla pubblicazione sulla pagina Facebook.

    Non penso che il Presidente Giardina si permetta di affermare "non mi faccio dettare l'agenda del CNOP dai miei stessi iscritti"…al limite potrà pensare che quello degli indignati sia un piccolo gruppo rispetto al totale, ma se serve possiamo anche raccogliere firme.

    Basta che l'iniziativa non abbia colore politico, in un certo senso il fatto che AP abbia cavalcato la situazione da un lato è stato buono e giusto (altrimenti difficilmente la questione sarebbe arrivata al CNOP) ma dall'altro ha compromesso la possibilità di dialogo "buttandola in politica"…su questo tema però penso che sia doveroso e non impossibile trovare un sostegno trasversale…o no?

  2. Ciao Michele, a me sta bene ciò che scrivi, però il problema è che qualsiasi argomentazione tu porti (non politica, ma nel merito delle proposte in odg) viene subito spostata su un piano di "sterile attacco politico, se non personale". Questo spostamento porta di fatto a derubricare qualsiasi cosa senza entrarci nel merito. Polarizza la discussione andando ad anestetizzare qualsiasi dibattito allargato.
    Oltre a ciò, ed anche questo è dato di realtà, oltre ad AP esistono altri movimenti "indipendenti" da cui poter avere informazioni? Perché pure questo è un fatto non banale…

  3. dimenticavo… il “non mi farò dettare l’agenda del CNOP da Piccinini“ l'ho messo virgolettato perché è un verbatim, parola per parola ciò che è stato proferito… con tanto di pezza d'appoggio eventuale… e questo – laddove non fosse chiaro – da la misura di ciò che scrivevo nel precedente commento!

  4. Nicola Piccinini siamo d'accordo, per questo preferirei in merito alla questione "teoria del gender" un movimento trasversale, spontaneo e dal basso, altrimenti tutto viene ricondotto ad una lotta tra le parti, l'accusa di strumentalizzazione è sempre dietro l'angolo.
    D'altro canto solo AP è pronta, in questi casi, a prendere iniziative del genere, ma non è una novità…siamo una categoria di lupi solitari!

  5. Buonasera a tutti i colleghi. La mia personalissima impressione è che la nostra comunità abbia perso un'occasione per esprimere pareri tecnici sensati e utili alla cittadinanza. Nella mia personale esperienza, i cittadini guardano a noi per avere una risposta. In questo particolare frangente, i cittadini si stanno chiedendo: se mio figlio è gay ha bisogno una terapia riparativa? Qui il problema è tecnico: è sufficiente conoscere il DSM IV per dare una risposta. Ma se il nostro ordine non risponde a domande come questa, perde autorevolezza e noi psicologi con lui.

    Nicola, capisco anche la tua reazione: tutti ci stiamo chiedendo chi ha eletto Giardina e se sia effettivamente in grado di rappresentarci. Però in una discussione del CNOP siamo tenuti a portare le questioni su un piano tecnico senza cedere alla tentazione della polemica, per quanto giusta possa essere. Credo che, con l'introduzione delle nuove tecnologia di voto, difficilmente vedremo eletti altri rappresentanti con queste caratteristiche. Per questa ragione ti invito a lavorare come hai fatto finora: pensa soprattutto al 2017, che dovrà essere un anno di svolta decisivo per la psicologia in Italia.