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Psicologi & Società

Festival Psicologia 2017: sarà “Viaggio nelle Emozioni”

Un viaggio nel mondo delle emozioni lungo cinque giorni, attraverso 9 eventi e in compagnia di oltre 40 ospiti provenienti dal mondo della cultura, delle istituzioni e dello spettacolo. E’ la formula del “Festival della Psicologia 2017: Viaggio nelle Emozioni”, l’evento organizzato a Roma dal 25 al 29 maggio dall’Ordine degli Psicologi del Lazio con il patrocinio di  Ministero della Salute,  Regione Lazio, Roma Capitale e Università “La Sapienza” di Roma.

Giunto alla sua terza edizione, l’appuntamento si svolgerà in diverse location e, come recita il titolo, consisterà in un “viaggio” alla scoperta dell’importanza delle emozioni nel nostro quotidiano: dal compimento delle scelte più ordinarie alla definizione della nostra identità, dall’individuazione dei nostri traguardi fino alla stessa percezione che abbiamo del mondo. Nel corso della manifestazione la dimensione emotiva sarà la chiave interpretativa per discutere di alcuni temi-chiave dei nostri tempi: le relazioni tra i sessi, le logiche della “post-verità”, le prospettive del web e le insidie per i minori, la “fuga” dal nostro paese o, più semplicemente, dai limiti del quotidiano. Si arriverà a toccare perfino il tema delle politiche pubbliche, con una tappa a Rieti in cui si discuterà dei modelli di convivenza nei luoghi colpiti dal sisma.

 

Mettiamoci in Viaggio

L’apertura della manifestazione sarà giovedì 25 maggio con Mettiamoci in viaggio (ore 21, Teatro Quirinetta). Con il viaggio la psicologia condivide, per costituzione, due ingredienti essenziali: la curiosità verso la conoscenza e il desiderio di trasformazione. La metafora del viaggio, appunto, sarà utilizzata per affrontare il tema del cambiamento e della realizzazione di sé: in termini lavorativi, esistenziali, creativi.  Se ne parlerà, tra gli altri, con Paolo Genovese, regista e sceneggiatore, Doris Zaccone, conduttrice di “Capital in the World”, Romano Benini, docente di Politiche del lavoro e autore de “Il Posto Giusto”, Massimo Dallaglio, giornalista e autore del portale “MolloTutto”, Anna Maria Giannini, docente di Psicologia presso la Sapienza – Università di Roma. A condurre la discussione saranno Nicola Piccinini, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, e Pietro Stampa, vice-presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.

 

Emozioni in Rete

Venerdì 26 maggio lo sguardo si sposterà invece sul mondo dei giovanissimi con Emozioni in Rete” (ore 9, Teatro Marconi).  Il teatro può essere uno straordinario strumento di conoscenza di sé e dell’altro: la messa in scena di “Condividi?”, racconto delle esperienze di violenza psicologica e fisica vissute da due dodicenni, offrirà lo spunto per un dibattito sui temi del bullismo e del cyberbullismo, con la partecipazione attiva di oltre 200 ragazzi. Parteciperanno al confronto l’autrice del testo, Anastasia Astolfi, l’attore Fabio Gomiero, Costantino de Robbio, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Lazio, Samantha Luponio, avvocato civilista e coordinatrice del progetto “Educal”, le psicologhe e psicoterapeute  Vera Cuzzocrea e Olivia Pagano. La mattinata sarà coordinata da Nicola Piccinini, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, e Anna Maria Giannini, docente di Psicologia presso la Sapienza – Università di Roma.

 

L’amore in piazza

Musica, lettere da recapitare, rose, sorprese e giochi. Questi saranno gli ingredienti  de L’amore in piazza (Ore 19, Piazza di Sant’Apollonia), rappresentazione ideata per restituire, in una dimensione ludica, corale e coinvolgente, i contorni di questa esperienza emozionale fondativa e multiforme, spazio dell’incontro tra sé e l’altro e, al contempo, territorio dei più profondi conflitti dell’esistenza.  A “condurre le danze” saranno Ottavio Rosati, psicodrammista e direttore della scuola “Plays”,  e i musicisti di “Ponentino Trio” . L’evento sarà replicato domenica 28 maggio a Campo de’ Fiori (ore 18).

 

Luoghi (e) Comuni

Il rapporto tra i cittadini e gli spazi abitati non è regolato unicamente da fattori strutturali ma anche da significati condivisi, emozionali, che definiscono tanto i luoghi che il loro tessuto relazionale. In questa dimensione, quali sono le implicazioni di un evento inatteso e devastante come il terremoto? E in quale direzione procedere per restituire coesione alle comunità colpite? A discuterne, con il supporto di una ricerca condotta in collaborazione con la Sapienza – Università di Roma, saranno sabato 27 maggio psicologi, rappresentanti istituzionali e ricercatori in Luoghi (E) Comuni (ore 10, Comando Polizia municipale, Rieti). Tra i partecipanti Simone Pietrangeli, sindaco di Rieti, Stefania Mariantoni, assessore alle Politiche sociali del Comune, Maria Antonietta di Gaspare, sindaco di Borbona, Saveria Teston, collaboratrice ITC presso il CNR, Federica Scappa, Operatrice culturale esperta in teatro sociale.  A condurre l’incontro sarà Viviana Langher, docente di Psicologia presso la Sapienza – Università di Roma.

 

Del Vincere e del Perdere

Sabato 27 maggio, in Del vincere e del perdere(ore 15, Villa Doria Pamphilj), un team di psicologi dello sport offrirà un quadro delle diverse dimensioni emotive attivate in occasione della pratica agonistica e non solo. La giornata sarà strutturata su tre momenti sequenziali: la prestazione individuale, basata su di un’esercitazione di tiro al bersaglio in cui, con l’ausilio di particolari strumentazioni elettroniche, verrà monitorato lo stato di benessere psicofisico dei partecipanti; la competizione collettiva, dove si lavorerà invece sulla tensione in gara tramite l’utilizzo di vogatori, assistiti dal gruppo sportivo Fiamme Gialle della Guarda di Finanza; l’esperienza amatoriale condivisa, strutturata su di un percorso in bicicletta intervallato da momenti di confronto e illustrativi del patrimonio della villa. A coordinare l’iniziativa sarà Paola Lausdei, psicologa e coordinatrice del gruppo di lavoro di psicologia e sport dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.

 

Giochi di Ruolo

“Maschio o femmina?” A partire dalla nascita, la risposta a questa semplice domanda condizionerà ogni nostra azione, idea, relazione e progetto. Ma cosa vuol dire essere “uomo” e “donna” oggi? Siamo certi che gli schemi mentali e i confini consolidati attorno a questa dicotomia abbiano una consistenza concreta? A discuterne dal punto di vista sociologico, professionale, mediatico e culturale saranno nella serata sabato 27 maggio gli ospiti di Giochi di Ruolo (ore 21, Centrale Preneste): Piera degli Esposti, attrice, Annalisa Monfreda, direttrice di “Donna Moderna”, Maria Novella De Luca, giornalista de “la Repubblica”, Vincenzo Padiglione, docente di Antropologia presso la Sapienza – Università di Roma, Viviana Langher, docente di Psicologia presso la Sapienza – Università di Roma. La serata, condotta dalla psicologa e psicoterapeuta Paola Medde, sarà accompagnata inoltre dagli intermezzi di “Principesse e sfumature” di e con Chiara Becchimanzi.

 

Fake News. La bussola impazzita

Domenica 28 maggio si entrerà nelle pieghe del mondo dell’informazione, digitale e non solo, con “Fake news-La bussola impazzita” (ore 10, MACRO Via Nizza). In un’epoca ancora relativamente recente, la disgiunzione vero/falso trovava il suo fondamento nell’autorevolezza delle fonti e in sistemi di garanzia condivisi e riconosciuti. Con il web, e con la carica imponente e irreversibile dell’informazione policentrica, tutto è cambiato. Sono ancora utilizzabili, nel nostro presente, le categorie logiche, semiotiche, politiche, psicosociali di vero/falso, informazione/disinformazione, fatti vs opinioni? E come orientarci nel sovraccarico di dati, presente ma soprattutto futuro, senza il rassicurante riferimento delle forme di conoscenza che stiamo perdendo? Ne discuteranno Makkox, fumettista e coautore di “Gazebo”, Diego Fusaro,  filosofo e docente presso IASSP Institute, Francesco Costa, giornalista e vice-direttore de “Il Post”, Paolo Vinci, docente di Filosofia presso la Sapienza – Università di Roma, Alfonso Biondi, autore del sito web Lercio.it, Renzo Carli, docente di Psicologia presso la Sapienza – Università di Roma. L’incontro sarà condotto da Nicola Piccinini, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, e Pietro Stampa, vice-presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.

 

Con leggerezza, ripartiamo

L’ultima tappa del festival sarà lunedì 29 maggio: Con leggerezza, ripartiamo (ore 21, Ambra alla Garbatella). Al centro della serata la modalità di pensiero forse più adatta a comprendere la natura, l’intensità, la congruenza o l’incongruenza delle nostre emozioni: lo “humour”.  Capace di mostrarci il “rovescio” delle cose, la loro verità nascosta, questa forma d’intelligenza, che trova nell’ironia la propria espressione più rappresentativa, appare essenziale per una conoscenza delle emozioni che sia anche piacere intellettuale e strategia generativa di cambiamento. Ne parleranno Sabina Guzzanti, attrice, Filippo Giardina, attore e autore comico, Massimo Bucchi, autore satirico, Gianni Montesarchio, docente di Psicologia presso la Sapienza – Università di Roma, Massimo Grasso, docente di Psicologia presso la Sapienza – Università di Roma, Pietro Stampa, vice-presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio,  Nicola Piccinini, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.

Per consultare il programma completo del festival è sufficiente visitare il sito ufficiale dell’iniziativa(www.festivalpsicologia.it)

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In Italia 6 milioni di obesi, circa 4,5 miliardi di euro di spesa l’anno

I dati in Italia sono allarmanti: 6 milioni di obesi, di cui 500mila grandi obesi.

Ogni anno MUOIONO 57.000 persone per le complicanze legate all’obesità. UNA OGNI 10 MINUTI.

Il problema ahimé inizia dall’infanzia: 1 bambino su 3 è in sovrappeso e 1 su 4 è obeso.

Numeri enormi che si trasformano in spese enormi: il SSN sostiene annualmente un costo di circa 4,5 MILIARDI di euro (il 4% della spesa sanitaria italiana) per gestire le persone in condizione di obesità, incluse complicanze e comordibità correlate.

Ad esempio… sovrappeso e eccesso ponderale sono responsabili di circa l’80% dei casi di diabete, del 55% dei casi di ipertensione e del 35% di quelli di cardiopatia ischemica e di tumore.

Questi alcuni dei dati emersi durante il XXV Congresso della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità organizzato a Venezia il mese scorso. Il congresso intendeva ribadire “l’importanza dell’interdisciplinarietà nella cura di questa malattia“.

C’erano in effetti tutte le Società scientifiche di riferimento [Società italiana dell’obesità (Sio), Società italiana di diabetologia (Sid), Società italiana di chirurgia endoscopica (Sice), Associazione italiana di chirurgia plastica ed estetica dell’obesità (Aicpeo), Società italiana di emergenza e urgenza (Simeu)]”, ma NON GLI PSICOLOGI.

E’ un vero peccato! E’ un peccato che la comunità degli psicologi italiani spesso non disponga di Società scientifiche forti, riconosciute, operanti su specifici ambiti e nicchie. E’ un peccato che spesso in questi tavoli, in cui di fatto si tratteggiano le politiche della salute prossime future, non vi siano gli psicologi, quando invece la Psicologia può fornire un contributo importante, alcune volte determinante, per il contrasto al sovrappeso ed all’obesità.

Come Ordine Psicologi Lazio sul versante dell’alimentazione stiamo portando avanti diverse iniziative, non ultima la ricerca, in collaborazione con il Ministero della Salute, su “Nuove tecnologie e stili alimentari” che ha coinvolto oltre 1000 ragazzi, provenienti da 40 istituti scolastici regionali, tesa ad indagagare la relazione tra l’utilizzo delle nuove tecnologie da parte degli adolescenti laziali e il loro comportamento alimentari.

 

Mercoledì 7 Giugno p.v. presenteremo, presso il Ministero della Salute, gli esiti della ricerca. Sarà una preziosa opportunità per valorizzare e posizionare il contributo della funzione psicologica anche in area di tutela e promozione di salute alimentare 😀

Presto vi farò avere maggiori dettagli su luogo, orari e rogramma 😉

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Gli effetti cronici del bullismo sul rendimento del minore

Cattivo rapporto con la scuola e scarsa fiducia nelle proprie capacità cognitive sono le prime conseguenze per chi ha subito atti di bullismo da parte dei compagni

Le ripercussioni del bullismo non sono soltanto psicologiche ma riguardano anche le prestazioni scolastiche dei ragazzi che ne sono vittime. E il minor rendimento si associa a un cattivo rapporto con la scuola e a una scarsa fiducia nelle proprie capacità cognitive. A dirlo una ricerca pubblicata sul Journal of Educational Psychology, la rivista degli psicologi americani, che ha visto come spesso (nel 24% dei casi studiati) il fenomeno segua il bambino in modo «cronico» durante tutta la carriera scolastica.

Lo studio, il primo ad aver seguito gli studenti per oltre un decennio, dalla scuola elementare alle superiori, ha indagato in che modo l’esser stati vittime di bullismo potesse influire sulle prestazioni scolastiche.

Il 24% dei 383 soggetti, 190 bambine e 193 bambini, reclutati nello studio è andato incontro a forme di bullismo cronico, in particolare alle scuole elementari, nonostante il bullismo venga spesso considerato come un problema dei più grandicelli. Nessuna differenza è emersa tra bambini e bambine.

Maggiori informazioni le puoi reperire sul post dell’APA “School Bullying Linked to Lower Academic Achievement, Research Finds

 

Proprio sulle tematiche del bullismo e del cyber-bullismo, il 26 Maggio a Roma – durante il Festival Psicologia 2017 – proporremo l’evento “EMOZIONI IN RETE“, di fronte a circa 400 partecipanti, tra insegnanti, dirigenti scolastici e studenti.

 

L’evento è parte del percorso che – come Ordine Psicologi Lazio – stiamo portando avanti con le Scuole di ogni ordine e grado della Regione Lazio, dalla ricerca su “Presenza e ruolo dello psicologo nelle strutture scolastiche del Lazio“, ai tanti incontri seminariali con insegnanti e dirigenti scolastici, a diverse altre iniziative che qui di seguito rappresentiamo nel video di settembre scorso

 

 

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In alcune forme di tumore lo stress psicologico si associa a una mortalità più alta

Secondo uno studio pubblicato su Bmj (British Medical Journal), primo autore David Batty del Dipartimento di epidemiologia e salute pubblica allo University College London, Regno Unito, lo stress psicologico può essere predittivo di mortalità per certi tipi di cancro.

«Come le malattie cardiovascolari, i tumori sono una delle principali cause di mortalità e di morbilità, e diversi meccanismi sono stati chiamati in causa nel collegarli allo stress psicologico» esordisce il ricercatore, ricordando, per esempio, che l’esposizione ricorrente a stress emotivi potrebbe diminuire la funzione delle cellule natural killer riducendo il controllo delle cellule tumorali.

Un’altra ipotesi di particolare rilevanza è che la depressione potrebbe portare a una deregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (Hpa), aumentando le concentrazioni di cortisolo nonché inibendo la riparazione del Dna con un impatto sfavorevole sui meccanismi di difesa dal cancro.

Per esaminare il ruolo di ansia e depressione come potenziale fattore predittivo di mortalità per cancro, i ricercatori hanno analizzato i dati di 16 studi prospettici di coorte avviati tra il 1994 e il 2008 per un totale di 163.363 uomini e donne inizialmente senza diagnosi di cancro, ma con un significativo disagio psicologico misurato in base al questionario di salute generale GHQ-12, seguiti in media per poco meno di 10 anni, periodo in cui si sono verificati 4.353 decessi per cancro.

Dopo gli opportuni aggiustamenti per fattori confondenti, gli autori hanno scoperto che nelle persone con disagio psicologico, ossia con punteggio GHQ-12 da 7 a 12, i tassi di mortalità globali per cancro erano significativamente maggiori rispetto ai soggetti nei quali il GHQ-12 era compreso tra 0 e 6. In particolare, i tumori con una maggiore frequenza di decessi erano quelli non correlati al fumo, il carcinoma del colon-retto, della prostata, del pancreas, dell’esofago e le forme leucemiche.

«In conclusione, questi risultati si aggiungono alla crescente evidenza di un’associazione tra stress psicologico e malattie organiche, in questo caso rappresentate da alcune forme di tumore» conclude Batty.

Articolo: “Psychological distress in relation to site specific cancer mortality: pooling of unpublished data from 16 prospective cohort studies” http://www.bmj.com/content/356/bmj.j108

Fonte: http://www.doctor33.it/

 

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Il Sistema Sanitario nazionale e le politiche della Regione Lazio

Il Sistema Sanitario italiano non se la passa certo bene. Quello del Lazio, nonostante i proclami, a quanto pare se la passa anche peggio!

Rimanendo strettamente sul nostro ambito, è da poco uscito il Rapporto Salute Mentale del Ministero della Salute.

Stando al documento che il 18 Gennaio 2001 tutti i Presidenti di Regione avevano sottoscritto, le Regioni si impegnavano ad investire almeno il 5% del budget sulla “Salute Mentale”. Ebbene, ad oggi la percentuale di spesa è pari al 3,49%

Rispettano l’impegno le sole Trento e Bolzano, guarda caso Provincie autonome.  Dodicesimo il Lazio, con un investimento pari al 3,32%, sotto media nazionale.

 

 

Indice di Performance Sanitaria

Sempre in questi giorni è stato pubblicato dall’Istituto Demoskopika il Rapporto IPS – Indice di Performance Sanitaria 2016 (qui scheda sintesi metodologica), che prende in esame sette indicatori con dati desunti da diverse fonti istituzionali: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, spesa sanitaria, famiglie impoverite a causa di spese sanitarie out of pocket, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, costi della politica.

Cosa emerge? Il Piemonte è la regione in testa per efficienza del sistema sanitario italiano.  Crolla invece il Lazio che precipita di ben 10 posizioni rispetto all’anno precedente, collocandosi nell’area delle regioni “influenzate”.

 

Dare più voce ai pazienti, alle persone!

Questa è invece l’indicazione che emerge FORTE dal rapporto OCSE (Organizzazione internazionale per la cooperazione dello sviluppo economico) “RECOMMENDATIONS TO OECD MINISTERS OF HEALTH FROM THE HIGH LEVEL REFLECTION GROUP ON THE FUTURE OF HEALTH STATISTICS

Mentre gli altri settori si sono reinventati intorno al consumatore, nella sanità esiste un vero e proprio gap tra le persone che hanno un piede nel futuro e i servizi che sono bloccati nel passato.

In un mondo di crescente complessità, così come di opportunità, i nostri sistemi sanitari semplicemente devono organizzarsi attorno alle esigenze degli utenti, raccomanda l’OCSE.

Un approccio centrato sulla persona promette di aumentare la qualità, ridurre gli sprechi e – cosa più importante – migliorare la nostra salute e il nostro benessere. È solo quando misuriamo i risultati riportati dai pazienti stessi – come la qualità della vita – che emergono importanti differenze nei risultati delle cure.

 

Il paradosso delle politiche sanitarie laziali

Ora, come conciliare queste evidenze con le attuali politiche della Regione Lazio?

L’evidenza che la Psicologia fa risparmiare è oramai palese pure per chi non lo vuol vedere.

Così come palese risulta il fatto che la Psicologia facilita processi di adattamento e relazione del cittadino con l’apparato sanitario, per altro concorrendo ad abbattere gli enormi costi generati dalla medicina difensiva.

La domanda di Salute che i cittadini pongono al Sistema Sanitario è profondamente mutata negli ultimi 10 anni, ci dice che è aumentata sensibilmente la domanda di “sostegno psicologico” e non di “patologia e disturbo psichico”

Ma nonostante ciò, prendiamo atto che in Regione Lazio:

  • i servizi di Psicologia e Psicoterapia sono assenti strutturalmente dalle Case della Salute,
  • i colleghi Psicologi sanitari sono ad esaurimento e con età media di circa 59 anni,
  • circa 400 nuove assunzioni, ma neppure uno psicologo. Sono stati assunti, tutti, proprio tutti, ma neppure uno psicologo,
  • quei pochi investimenti sono diretti al comparto psichiatrico (laddove la domanda dei cittadini è minore) piuttosto che a quello psicologico (laddove invece la domanda dei cittadini è in continuo ed ampio aumento).

Ora, a me sembra un pò tafazziana la cosa e nonostante in questi 3 anni di governo di Ordine Psicologi Lazio si sia riusciti a produrre degli spazi di sviluppo e discontinuità per la comunità professionale ed a vantaggio dei cittadini, devo oggettivamente ammettere che qui nel Lazio si deve produrre uno sforzo 10 volte maggiore (come i punti persi dalla Sanità regionale laziale!) che in altre Regioni.

Credo che i motivi siano tanto interni quanto – soprattutto – esterni alla comunità professionale… ma la questione è articolata e magari avrò modo di entrarci nel merito in un successivo post.

Tu che ne pensi?

Anche se di altre Regioni mi farebbe piacere conoscere altre esperienze “da dentro”?

 

 

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AUSTRALIA: costi e benefici dell’intervento psicologico

L’intervento psicologico abbatte i costi sanitari e produce benefici economici, clinici ed organizzativi

Questa la posizione dell’Australian Psychological Society rappresentata nell’articolo “Counting the costs and reaping the benefits: Evidence for the cost-effectiveness of psychological interventions“.

Attraverso le ricerche dell’ Australian National Survey of Mental Health and Wellbeing (AIHW, 2013) si è rilevato che il 45% degli australiani manifesta disordini mentali durante l’arco della propria vita.

Per tale ragione divengono determinanti le politiche di prevenzione e trattamento, così come i dati circa l’efficacia dell’intervento psicologico, utili a predisporre piani di finanziamento ed investimento.  Nello specifico, il governo australiano ha istituito servizi psicologici finalizzati ad intervenire sui disordini mentali ad alta ricorrenza, come l’iniziativa Migliore Accesso e all’Accesso agli ausili di assistenza sanitaria (Better Access and Access to Allied Health Services – ATAPS), sui problemi dei bambini (KidsMatter) attraverso una serie di programmi per affrontare le malattie mentali dei bambini nelle scuole primarie e nelle scuole d’infanzia, e iniziative rivolte alle malattie mentali della gioventù.

Le valutazioni di questi programmi sono state positive ed il supporto governativo, per affrontare l’elevato tasso di malattie mentali, fino ad ora è stato incoraggiante.

Per il governo australiano, i servizi psicologici che hanno un buon rapporto costo-efficacia e sono anche efficaci a livello clinico devono essere di centrale importanza per tutte le politiche rivolte alle malattie mentali e alla ricerca di fondi finanziari.

A livello internazionale, per alcuni decenni, i ricercatori hanno analizzato i costi e i benefici degli interventi psicologici per una serie di malattie mentali ad alta ricorrenza, come ad esempio depressione, disturbi d’ansia, disordini psicotici, disturbi dell’attenzione nei bambini e disordini di condotta.

[bctt tweet=”L’intervento psicologico nei disturbi mentali genera un risparmio di costi sanitari del 20/30%” username=”nicolapiccinini”]

Il risparmio in termini di costo dell’assistenza sanitaria e degli interventi psicologici per disturbi mentali si è rilevato compreso tra il 20 e il 30 % in uno studio in meta-analisi di 91 casi pubblicati negli ultimi trent’anni (Chiles, Lambert & Hatch, 1999).
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[l2g name=”The Impact of Psychological Interventions on Medical Cost Offset: A Meta-analytic Review” id=”140613″]

Alle stesse conclusioni è arrivato il governo canadese: l’intervento psicologico fa risparmiare. Ciò grazie ad un’ampia ricerca della Canadian Psychological Association.

Nel Regno Unito, gli studi del rapporto costi-efficacia sono stati addirittura commissionati dal Servizio Sanitario Nazionale per rendere più informate le decisioni di finanziamento da parte dei politici. Questi studi sono generalmente di alta qualità essendo stati condotti insieme a sperimentazioni cliniche e utilizzando il quality-adjusted life years (QALY) come unità di misura per l’analisi.

 

Valutazione del costo-efficacia (Assessing Cost Effectiveness ACE)  degli studi

In Australia è stato condotto lo studio di valutazione del costo-efficacia (ACE) dell’intervento psicologico usando modelli economici espressi in termini di disability-adjusted life year (DALYs).

[bctt tweet=”In alcuni casi i trattamenti psicologici sono più economici ed efficaci sui disordini mentali rispetto ai farmaci” username=”nicolapiccinini”]

Lo studio ACE hanno esaminato gli interventi psicologici per la prevenzione e il trattamento di disordini mentali sia in adulti che in bambini ed ha dimostrato di soddisfare il rapporto costo-efficacia. In alcuni casi viene evidenziato come i trattamenti psicologici sono più convenienti in termini di costo-efficacia dei trattamenti standard sanitari. Questo studio del governo australiano ha rilevato un risparmio di costo che varia dai $9,000 ai $23,000 per DALY (e.g., Haby et al., 2004; Heuzenroeder et al., 2004; Mihalopoulos & Vos, 2013; Mihalopoulos et al., 2012; Vos et al., 2005).

 

 

Migliore Accesso alla Valutazione

Ulteriori ricerche sul rapporto costo-effecacia degli interventi psicologici sono stati condotte da parte del governo austarliano in una valutazione del 2011 (Pirkis et al., 2011) sulle iniziative per il “Miglior Accesso” (Better Access), le quali permettono l’accesso all’assistenza sanitaria per gli interventi psicologici sui disordini mentali ad alta ricorrenza.

Un’analisi complessiva dei costi era al di fuori dello scopo della valutazione, le ricerche hanno comparato solamente i risultati dei consumatori e i costi delle cure (compresi gli psicologi e le fatturazioni del medico curante previste dal Medicare Benefits Schedule) con un costo standard riconosciuto per i trattamenti ottimali per l’ansia e la depressione. Il costo del pacchetto di cura è risultato significativamente inferiore. Su queste basi, è stato concluso che gli interventi psicologici forniti dagli psicologi attraverso le iniziative del “Miglior Accesso” (Better Access) soddisfano il rapporto costo-efficacia nell’offerta di assistenza sanitaria, supportando in gran parte la ricerca in questa area fino ad ora.

Ci sono studi di buona qualità, sia in Australia sia a livello internazionale, che indicano come gli interventi psicologici per disordini mentali siano efficaci.

Sebbene i costi non debbano essere l’unico fattore trainante nei programmi di assistenza sanitaria, l’attuale evidenza per il rapporto costo-efficacia degli interventi psicologici, in particolare per il trattamento di disordini ad elevata ricorrenza, sta sostanzialmente crescendo. Questo forma una solida base per gli investimenti del Governo per fornire un più ampio accesso della comunità agli interventi psicologici e insieme a questo fornisce supporto per sperimentazioni cliniche da costruire nella già consolidata evidenza. Questo non funzionerà solo verso la realizzazione dei bisogni di alto livello della comunità, ma costituirà la base, fondata sui dati, della pianificazione economica.

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Rapporto Bes 2016: il benessere equo e sostenibile in Italia

 

L’importanza di conoscere lo scenario

Riporto sempre con interesse e piacere queste indagini perché ci forniscono preziose informazioni e indicazioni per meglio impostare la nostra azione di promozione professionale 🙂

Un buon piano di marketing e personal branding deve necessariamente tenere di conto dell’ambiente in cui lo psicologo intende muoversi e proporre i propri servizi. Conoscere le forze di settore, le tendenze, i mutamenti sociali in essere, ci aiuta ad individuare in modo nitido opportunità e/o rischi.

Conoscere in anticipo opportunità e/o rischi, a sua volta, ci permetterà di sviluppare un progetto di promozione e sviluppo professionale più performante e vincente. Guarda questo banale elenco di mutamenti sociali in essere:

  • Mutamenti nella composizione della popolazioneimmigrazioni, emigrazioni, spopolamenti, nascite, ecc…
  • Mutamenti nella struttura della societàfamiglie disgregate, single, diseguaglianze, Internet, ecc…
  • Mutamenti del mercato del lavoroflessibilità (precarietà), competenza, professionalità, ecc…
  • Mutamenti nei percorsi di carrieragiovani disoccupati, femminizzazione, cambiamenti continui, ecc…
  • Mutamenti politici, economici ed ambientaliwelfare, scuola, sanità, inquinamento, integrazione culturale, ecc…
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Depressione, diabete e modelli di intervento integrati

I modelli assistenziali integrati e collaborativi risultano determinanti per la gestione di persone con diabete 2 e depressione.

Lo ha stabilito il primo studio sul decorso vitalizio delle due patologie croniche, condotto su 50 soggetti adulti da Mary de Groot dell’Università dell’Indiana, secondo cui nel diabete di tipo 2 la depressione è associata a complicazioni a lungo termine, disabilità e mortalità precoce.

Quanto riscontrato implica la necessità – anche nella realtà italiana – di un adeguato screening della depressione da effettuarsi anche internamente ai centri di diabetologia ad opera di professionisti psicologi psicoterapeuti, assicurando poi che la persona abbia un eventuale, appropriato, trattamento.

L’overlap – più in generale – tra patologie croniche organiche e disturbi psichici era già stato adeguatamente rilevato da una ricerca del Centre for Mental Health 

 

Qui il dettaglio delle ricerche della Mary De Groot:

Lo scenario di opportunità professionale per lo psicologo è piuttosto importante, come Ordine psicologi Lazio ci stiamo lavorando oramai da un paio d’anni.

Abbiamo stipulato un protocollo di collaborazione con AMD Lazio (Associazione Medici Diabetologi) che ha dato vita ad una ricerca scientifica sull’impatto economico dell’intervento dello psicologo a sostegno dell’adherence della persona con diabete. Restituiremo i risultati nell’arco del 2017 e vi dico susciteranno parecchio entusiasmo tra gli addetti ai lavori.

[vc_row][vc_column width=”1/3″]

L’intervento psicologico in diabetologia
Corso Ondemand
Dott.ssa Mara Lastretti

[/vc_column]
[vc_column width=”2/3″]Siamo riusciti a far inserire la figura dello psicologo dentro i 96 centri di diabetologia della Regione Lazio. Stiamo adesso presidiando la fase attuativa del PDTA, coscienti che la sanità regionale opera in stato di commissariamento, ma comunque attivi nel costruire rete con tutte le parti interessate.

Sediamo infine al Tavolo sulla Cronicità del Ministero della Salute, come Ordine Psicologi Lazio, per contribuire allo sviluppo di politiche di facilitazione, accesso e coinvolgimento attivo del paziente cronico nel suo percorso di cura.[/vc_column][/vc_row]

Tra l’altro, giusto per aggiungere un pò di carne al fuoco, ti segnalo l’articolo “A Tele-Behavioral Health Intervention to Reduce Depression, Anxiety, and Stress and Improve Diabetes Self-Management” dove verrebbe provata l’efficacia di interventi terapeutici ONLINE nella cura di depressione, ansia, stress (comorbidità frequenti alla patologia diabetica), evidenziando anche l’impatto economico generato a favore della sanità pubblica. Ecco, in Italia questa sarebbe un’altra bella sfida su cui giocarsela 😉

 

 

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Disturbi dell’umore saranno il male del secolo, dopo le patologie cardiovascolari

Entro il 2020, i disturbi dell’umore saranno diffusi più di cancro e diabete, secondi alle sole patologie cardiovascolari!

Questi disturbi, rappresentano una delle nuove emergenze sanitarie e socio-relazionali e una sfida nell’ambito della ricerca scientifica.

In aumento ci sono anche altri disturbi quali quelli d’ansia, del comportamento alimentare, dello spettro schizofrenico, quelli correlati ad eventi traumatici, per non parlare delle diverse forme di dipendenze, dall’uso di sostanze, alle nuove forme di dipendenze comportamentali (da gioco d’azzardo patologico, da internet e nuove tecnologie, da spese compulsive, da sesso patologico).

Inoltre, se prima l’età media di insorgenza della malattia era tra i 20 e i 40 anni, oggi sono in aumento le manifestazioni precoci o tardive. La cultura di oggi propone ai giovani dei modelli di identificazione molto difficili da raggiungere, aprendo le porte ai moderni disturbi psichiatrici e al loro continuo aumento. D’altronde, secondo l’Oms, circa il 20% della popolazione mondiale presenta un quadro di umore instabile, dato che si accompagna all’aumento del numero di suicidi, circa 800mila all’anno (uno ogni quaranta secondi), che arrivano a rappresentare la seconda causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 29 anni.

L’articolo completo lo trovate su Sanità24 de Il Sole 24 Ore

 

 

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Regione LAZIO: 34MLN di EURO per l’inclusione sociale di persone disabili

Dalla Regione una serie di azioni destinate ai progetti di inclusione sociale e di assistenza per le persone con disabilità, in particolare per i giovani. L’investimento complessivo ammonta a 34,2 milioni. L’obiettivo è quello di sviluppare in tutto il Lazio un modello di intervento che metta le persone con disabilità in condizione di avere la maggiore autonomia possibile per quanto riguarda tutti gli aspetti della propria vita: dalla salute alla casa, dalla mobilità al lavoro.

Almeno 800 progetti di inclusione sociale per i prossimi tre anni. I progetti, finanziati con 10 milioni di euro, saranno destinati ad altrettanti giovani-adulti tra i 18 e i 35 anni con disabilità fisica, psichica o sensoriale o con disagio psichico medio-grave.

Quali sono i progetti che saranno sostenuti? Avranno tutti una durata di 12 mesi, per un totale di 600 ore di attività, e riguarderanno l’orientamento e il counseling, progetti individualizzati di accompagnamento formativo e lavorativo, sostegno psicologico e familiare e laboratori di sviluppo delle competenze personali.

Gli altri progetti dedicati alla vita indipendente delle persone con disabilità. Tra le altre cose, la Regione ha stanziato 2,5 milioni (1,9 dal Fondo nazionale non autosufficienze e 600mila euro dal bilancio regionale) per l’avvio in 20 distretti socio-assistenziali del Lazio, a partire dal 1 gennaio 2017, di progetti sperimentali per la vita indipendente delle persone con disabilità. Lo stanziamento si aggiunge ai 3 milioni di euro già finanziati nel 2014 e nel 2015: in questo modo la sperimentazione per la vita indipendente verrà estesa a tutti i distretti del Lazio e offrirà a circa 2000 persone con disabilità un servizio di presa in carico e di assistenza personalizzata e la possibilità di accedere a programmi di housing e co-housing.

Le attività dei distretti socio-assistenziali: 14,1 milioni sono stati destinati al finanziamento dei progetti individuali di assistenza alle persone con disabilità gravissima, 6 milioni andranno per i progetti di reinserimento sociale, lavorativo e abitativo delle persone con disagio psichico arrivate a conclusione del percorso terapeutico e altri 1,6 milioni sono stati destinati al rifinanziamento dei servizi per le persone con morbo di Alzheimer nei distretti che avevano già esaurito i fondi a disposizione.

Fonte: http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=newsDettaglio&id=3713